E’ stato presentato oggi, presso il Salone d’Onore del CONI, il Libro bianco dello Sport Italiano, Sport-Italia 2020, realizzato dal Coni in collaborazione con Premeteia e le Università Bocconi di Milano e La Sapienza di Roma.
Presenti alla cerimonia il Ministro degli Affari regionali, Turismo e Sport, Piero Gnudi, il presidente del CONI Petrucci, il segretario generale Pagnozzi, e la responsabile Previsioni sull’economia italiana di Prometeia Stefania Tomasini.
I lavori sono stati aperti dal saluto del presidente Petrucci, che ha messo subito in chiaro un aspetto non marginale della questione: “Lo sport in Italia muove qualcosa come 25 miliardi di euro in attività direttamente collegate. Si tratta dell’1,6% del PIL.. Nel nostro mondo lavorano 400 mila volontari, che garantiscono 200 milioni di ore di lavoro, rappresentando oltre il 53% della componente agonistica. Alla luce di questi dati si intuisce la rilevanza sociale dello sport: senza sport il Paese non ha futuro “.
Il Ministro Gnudi si è soffermato sugli aspetti legati alla pratica sportiva: “Sono importanti i grandi atleti e il movimento
di vertice ma va tenuto conto dei dati relativi ai numeri: la pratica aumenta per chi ha più di 40 anni e cala tra i 20 e i 25 anni. Lo sport educa alla vita, ci sono aspetti salutistici. Il Governo, d’intesa e in collaborazione con il CONI, sta portando avanti molti progetti, legati all’impiantistica, al Tavolo Nazionale per la Governance dello Sport, fino ad arrivare alla legge sugli stadi. Ci stanno molto a cuore, però, i Giochi della Gioventù e l’Alfabetizzazione motoria perché lo sport deve diventare l’elemento portante, non di secondo piano”.
E’ seguito l’intervento del Segretario Generale del CONI Pagnozzi, che ha illustrato nel dettaglio alcuni dei dati presenti nel Libro. Diversi gli spunti che meriterebbero una riflessione, ma della relazione del Segretario mi piace sottolineare soprattutto il raffronto con gli altri paesi. “Fermo restando una difficoltà nel calcolare dati nei diversi Paesi, dal punto di vista della pratica sportiva, la percentuale di popolazione attiva in Italia è leggermente sotto la media europea. In Italia la pratica sportiva è direttamente proporzionale al reddito e alla capacità di spesa. I contributi dello stesso (contributi CONI), coprono solo in parte i costi relativi la pratica (40% ca), ma per molte federazioni questi contributi rappresentano oltre il 50% dei ricavi.” (vedi tabella A)
E’ seguito l’intervento della dott.ssa Tomasini che ha posto l’accento soprattutto sul valore economico dello sport nel “sistema Italia”, ripartendo dai dati indicati da Petrucci. Se è vero, infatti, che 25 miliardi è il fatturato generato da attività e industria sportiva diretta, questo raddoppia se vengono considerate le attività indirette ma in qualche modo legate allo sport. Per quanto grandezze rilevanti, nel resto dell’Europa lo Sport, anche dal punto di vista economico, ricopre un ruolo di maggiore rilevanza, come in Austria, dove interessa circa il 4% del Pil, o in Gran Bretagna.
continua
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