La delusione per il mancato raggiungimento dell’obiettivo, in Coppa del Mondo a Lucerna, lascia ben presto posto alla lucidità nell’analisi della loro finale. Dopo il 6° posto nella specialità del due senza al loro esordio, avendo saltato la prima prova di Belgrado, Niccolò Mornati e Lorenzo Carboncini spiegano ciò che non ha funzionato e cosa ancora manca per essere pienamente competitivi con i rivali. “Tutti gli altri cinque equipaggi finalisti si sono sicuramente espressi meglio, meritando di precederci, mentre a noi manca ancora il ritmo gara – spiega Mornati –. Non abbiamo ancora sufficiente brillantezza e velocità: per circa mille metri abbiamo tenuto ma poi, prima la Grecia e poi le altre due barche, che erano dietro, hanno allungato e noi, pur avendo dato tutto, non siamo riusciti a rispondere a dovere”.
“Siamo in ritardo, dobbiamo lavorare molto per migliorare in vista delle Olimpiadi – aggiunge Carboncini –. Anche nel 2010 e nel 2011 non abbiamo convinto a Lucerna ma poi ci siamo ripresi bene disputando, mi riferisco soprattutto alla stagione scorsa, un buon Mondiale (medaglia di bronzo a Bled). Avversari? Tutti forti, sapevamo che il Canada non era il Canada del Mondiale, tanto è vero che in gara ha insidiato a lungo i neozelandesi, ma anche la Grecia, la Germania ed i nuovi arrivati della Gran Bretagna sono in crescita”.
Già, perché Germania e Gran Bretagna (vice-campione del mondo in carica) hanno cambiato i protagonisti in barca, nonostante gli inglesi negli ultimi tre anni abbiano vinto sempre l’argento iridato. Evidentemente, sul bacino di Eton, in casa, vogliono tornare ai fasti di lord Redgrave, quando gli invincibili erano i sudditi di sua Maestà britannica, ma non gli all-black (Nuova Zelanda), padroni della specialità nel triennio. E quale sarà il ruolo degli australiani, campioni olimpici di Pechino? Reciteranno solo un a parte da comprimari?
Augusto Martellini
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