10 febbraio 1996 per la prima volta un computer batte a scacchi il campione del mondo in carica, Garry Kasparov, uno dei giocatori più forti di sempre: ciò che un tempo sembrava una straordinaria impresa oggi è divenuto un dato di fatto. Nel mondo degli scacchi, la supremazia dell’intelligenza artificiale sull’uomo è ormai incontrovertibile. Basti pensare che moderni motori come AlphaZero o Stockfish hanno raggiunto livelli di gioco inaccessibili per qualsiasi gran maestro umano. Il campione norvegese Magnus Carlsen, dominatore del panorama scacchistico per oltre un decennio, ha scelto di non misurarsi mai con i computer, consapevole dell’incolmabile divario.
Tutto ebbe inizio il 10 febbraio 1996, quando per la prima volta un computer, Deep Blue di IBM, riuscì a battere il campione del mondo in una partita a cadenza classica. Garry Kasparov, all’epoca al vertice assoluto del gioco, perse la prima partita del match contro la macchina, un evento che fece scalpore nel mondo degli scacchi e oltre.
Deep Blue, progettato appositamente per giocare a scacchi, era in grado di calcolare 200 milioni di posizioni al secondo, un numero impensabile per un essere umano. Tuttavia, Kasparov dimostrò la sua superiorità vincendo il match complessivo con un punteggio di 4-2. Fu solo l’anno successivo, nel maggio 1997, che Deep Blue riuscì a batterlo in un’intera sfida, con un risultato di 3,5-2,5, segnando la fine di un’era e l’inizio di un nuovo dominio delle macchine.
Molti dettagli su quell’incontro sono ormai noti, ma alcuni episodi sono consegnati ormai alla leggenda di questo evento. Ad esempio, dopo la storica prima sconfitta, Kasparov trascorse la notte rivedendo la partita, convinto che dietro alcune mosse del computer ci fosse un intervento umano. Questo sospetto alimentò a lungo il dibattito sulla trasparenza della sfida. Inoltre, Kasparov ammise di aver sottovalutato l’intelligenza della macchina, credendo che Deep Blue fosse semplicemente una calcolatrice avanzata e non un avversario capace di piani strategici raffinati.
Dopo la sua sconfitta definitiva nel 1997, Kasparov intraprese un percorso che lo portò a collaborare con il mondo dell’informatica piuttosto che a combatterlo. Ha sviluppato il concetto di “Advanced Chess”, una modalità in cui uomo e macchina giocano insieme, sfruttando i punti di forza di entrambi. Negli anni successivi, ha investito molto nell’intelligenza artificiale applicata agli scacchi e ad altri settori, costruendo una carriera imprenditoriale di successo.
Oggi, il livello degli scacchi giocati dai computer è tale che gli esseri umani possono solo apprendere da loro, piuttosto che sfidarli direttamente. L’epoca delle grandi sfide tra uomo e macchina è tramontata, ma la partita del 10 febbraio 1996 resta un simbolo della transizione tecnologica che ha cambiato per sempre il gioco degli scacchi.
