Domani 20 luglio si celebra in tutto il mondo la Giornata mondiale degli scacchi, voluta dall’Unesco nel 1966. La data è stata scelta per celebrare la fondazione della Fide, la Fédération Internationale des Échecs, avvenuta appunto il 20 luglio del 1924, e serve a ricordare il valore educativo e sociale del gioco, la cui Federazione non a caso ha come motto “gens una sumus”, vale a dire “siamo un’unica famiglia”.

Il presidente della Fide Arkady Dvorkovich, dopo aver ricordato che, nell’anno della pandemia, gli scacchi hanno conosciuto un grande sviluppo grazie soprattutto al gioco on line, ha invitato tutti gli appassionati, per celebrare la giornata, a dedicarla a insegnare le mosse a una persona che non le conosce, preferibilmente un bambino, o anche un collega d’ufficio. «Con lo scopo», dice il presidente della Fide, «di avere per il prossimo weekend un altro milione di giocatori di scacchi».

Gli scacchi sono uno dei giochi più popolari al mondo. L’ufficio stampa della Federazione Italiana ricorda che nel mondo i praticanti sono circa 650 milioni, e che almeno il 70 per cento degli adulti, almeno nelle nazioni più importanti, abbia giocato almeno una volta nella sua vita.

Crediamo che il numero sia sottostimato o che tenga conto solo dei giocatori abituali o “di torneo”, perché censire il numero di persone che giocano a scacchi nel mondo è impossibile. In un’inchiesta di ormai 10 anni fa, quando il fenomeno del web non aveva assunto i numeri attuali, la stima era di circa 2 miliardi di persone che in qualche modo avevano avuto a che fare con gli scacchi o che li giocavano con una certa regolarità.

Più certo è il numero dei tesserati della Federazione scacchistica italiana (la Fsi): circa 10mila, a cui vanno aggiunti 1.000 istruttori e 300 arbitri. I giocatori occasionali sono diversi milioni, molti dei quali giocano a tempo breve on line, come il Presidente del Consiglio Mario Draghi.

La data del 20 luglio 1924 ha alle spalle una storia particolare: all’epoca si stavano svolgendo le Olimpiadi di Parigi, e gli scacchi facevano parte del programma olimpico (da cui furono esclusi negli anni successivi perché troppi giocatori erano professionisti). In quell’edizione giocava, nella squadra francese, anche il famoso artista Marcel Duchamp. La vittoria individuale fu ottenuta dal lettone Hermannis Mattison, mentre nel torneo a squadre trionfò la Cecoslovacchia. Ebbene, 15 esponenti delle Federazioni nazionali più importanti decisero di associarsi per creare appunto una Federazione mondiale. Tra queste c’era anche la Federazione italiana, la Fsi, nata il 20 settembre 1920, e rappresentata dal milanese Florenziano Marusi. Gli scacchi quindi sono legati fin dalla nascita al movimento olimpico, in cui sperano in futuro di tornare a pieno titolo.

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