Tricolori Lead: Laura Rogora la degna erede di Lady Geco

Tra le donne la 14enne supera Jenny Lavarda per una questione cronometrica. Tra gli uomini successo scontato di Stefano Ghisolfi davanti a Francesco Vettorata e Marcello Bombardi.

Tricolori Lead: Laura Rogora la degna erede di Lady Geco

Stefano Ghisolfi, Francesco Vettorata, Marcello Bombardi, Campionato Italiano Lead

Il podio della gara maschile con Stefano Ghisolfi tra Francesco Vettorata e Marcello Bombardi.

Il Campionato Italiano Lead che si è celebrato domenica a Trento, presso la palestra Sanbapolis ed organizzato dal Gruppo Rocciatori Piaz di Mezzolombardo regala una conferma ed una sorpresa. Se il successo di Stefano Ghisolfi, infatti, era prevedibile e rilancia il ruolo di leader in Italia del climber torinese, l’affermazione di Laura Rogora per certi versi chiude un’epoca per aprirne un’altra. Alle spalle della 14enne romana, infatti, termina quella Jenny Lavarda che ha rappresentato l’arrampicata sportiva italiana per quasi un ventennio e dominato questo campionato 14 volte. Era già successo, nelle ultime due edizioni, che l’arrampicatrice vicentina si trovasse avanti altre avversarie. Nel 2013 non era addirittura sul podio, mentre lo scorso anno fu seconda alle spalle di Asja Gollo. Ma in entrambi i casi le due campionesse italiane (Claudia Ghisolfi e la stessa Asja Gollo) non avevano mai dato l’idea di possedere quella solidità agonistica in grado di contrassegnare un’epoca, come “Lady Geco” ha fatto. Ben diverso, invece, quanto accaduto domenica, con la grande campionessa che è stata costretta ad abdicare a favore di una ragazzina di soli 14 anni ma ricca di talento. E’ sicuramente Laura Rogora la degna erede della campionessa di Marostica e siamo convinti che con il titolo lead (il secondo dopo quello boulder di Modena), l’atleta romana si appresta a ricalcare le orme delle grande avversaria che ha chiuso, in finale, come la vincitrice la via ma con un tempo leggermente superiore di una manciata di secondi. E se per i puristi (forse ancora legati a schemi passati) di questo sport un simile evento appare una sciagura, al punto che alcuni si sono affrettati a biasimare pubblicamente il lavoro dei tracciatori, a nostro avviso, dal punto prettamente sportivo, crediamo che non ci potesse essere passaggio i consegne migliore.

I vincitori hanno preceduto sul podio i rispettivi avversari Francesco Vettorata e Jenny Lavarda. Il terzo posto è andato a Marcello Bombardi e Asja Gollo. 

Per Stefano Ghisolfi, atleta del Gruppo Sportivo Fiamme Oro, si tratta di una riconferma, dopo aver vinto il titolo anche nell’edizione 2014 della competizione. Per Laura Rogora, come ricordato, si tratta di un fantastico bis perché segue la vittoria del Campionato italiano di specialità Boulder di novembre: la giovane atleta dimostra così di essere uno dei talenti migliori in circolazione a livello internazionale; sicuramente la più forte in Italia. Nel 2020, ovvero quando le Olimpiadi apriranno anche a questo sport, avrà 19 anni: l’età giusta per aspirare ad un piazzamento importante, tenuto anche conto di sapersi destreggiare bene sia sui blocchi che nella difficoltà.

Premiazione degli atleti presieduta dal Presidente della Federazione Arrampicata Sportiva Italiana  Ariano Amici, che ha espresso compiacimento per il risultato della manifestazione: “ Questi Campionati italiani hanno concluso una stagione lunga ed intensa. I vincitori rappresentano il presente e il futuro del nostro movimento; a loro, a tutti i partecipanti e alle loro società vanno i miei più vivi ringraziamenti per lo spettacolo sportivo offerto. Colgo anche l’occasione per ringraziare la società organizzatrice, il Gruppo Rocciatori Piaz di Mezzolombardo per aver allestito  in così poco tempo  un campionato italiano all’altezza ”. 

A consegnare le medaglie anche anche Sergio Anesi, membro della Giunta Nazionale del CONI, Alberto Molinari Presidente dell’Opera Universitaria di Trento, e Gabriella Pedroni, Consigliere della Comunità di valle Rotaliana. Una grande prova per il volontariato sportivo trentino e per tutto il mondo dell’arrampicata, che ha dimostrato tutta la sua capacità organizzativa e la ricchezza dei propri impianti.

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