Europei atletica paralimpica, intervista a Philp Craven

E' giunto in visita presso il CIP nazionale, Phil Craven, numero uno del Comitato Paralimpico mondiale, prima di recarsi agli Europei di atletica leggera di Grosseto, al via da oggi e fino al 16 giugno.

Europei atletica paralimpica, intervista a Philp Craven

E’ giunto in visita presso il CIP nazionale, Phil Craven, numero uno del Comitato Paralimpico mondiale, prima di recarsi agli Europei di atletica leggera di Grosseto, al via da oggi e fino al 16 giugno.

“I Campionati Europei Paralimpici di atletica leggera – ha detto Luca Pancalli in occasione dell’incontro a Fiumicino con il massimo dirigente dell’IPC – sono il più grande evento europeo paralimpico di atletica leggera che si sia tenuto da sempre. E’ un fatto che ci inorgoglisce e nello stesso tempo ci onore che abbia voluto essere presente anche il Presidente del Comitato Paralimpico Internazionale, Philip Craven”.

Siamo a pochi mesi dall’apertura dei giochi olimpici di Rio e sotto il profilo agonistico per molti atleti è l’ultima chance per conquistare degli slot; per gli altri che già lo hanno fatto verificare il proprio stato di forma. Peraltro, come tutti i grandi eventi, per noi è anche l’occasione per rilanciare ancora una volta grande attenzione – ha proseguito – su quello che è un movimento che naturalmente si preoccupa e occupa della dimensione agonistica, del ‘top level’, ma non dimentica anche di lanciare un messaggio di speranza per tanti ragazzi e ragazze disabili che ancora non hanno scoperto lo sport.”

L’incontro di Roma ha offerto anche l’occasione per realizzare una veloce intervista con il Presidente IPC, riguardo la sua venuta in Italia e soprattutto il futuro del movimento paralimpico mondiale.

– Benvenuto Presidente Craven, cosa significa la sua presenza qui in Italia, alla vigilia degli Europei di Grosseto?

“La mia presenza qui vuol significare la grande crescita del comitato paralimpico italiano, di cui mi stupisco sempre ogni volta che parlo con il Presidente Pancalli, e sancisce la collaborazione sempre più stretta tra CIP e IPC”.

– Quale è il suo messaggio agli atleti, guardando all’appuntamento di RIO?

“E’ passato molto tempo da quando gareggiavo io nel basket in carrozzina, ma quello che dico agli atleti è che confido nella loro buona preparazione, una volta lì cerchino di rilassarsi più possibile e poi dare il loro meglio”

– In Italia, grazie all’impegno di Pancalli, il Comitato Paralimpico sta per essere riconosciuto Ente Pubblico. Questa può essere una prospettiva auspicabile per tutti i Comitati Paralimpici nel mondo, come messaggio di progresso culturale?

“Con Pancalli abbiamo parlato proprio di questo, quando ci siamo incontrati ieri, al mio arrivo a Roma. Penso che ciò che è accaduto in Italia sia augurabile anche a livello mondiale, è un’opportunità importante, non parlerei ancora di sfida, a livello globale. Il mondo ha bisogno di sport, di fare sport, perché ti fa stare insieme agli altri, fa bene al fisico”.

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