E-Bike Neox, una storia italiana che merita di essere raccontata

La e-bike Neox è stata concepita, progettata e realizzata da un’azienda di Recoaro Terme, la Siral, grazie a una “sfida” sognata e voluta dal suo amministratore, Fabrizio Storti.

E-Bike Neox, una storia italiana che merita di essere raccontata

La rivoluzionaria e-bike Neox, che ad ottobre ha ottenuto il prestigioso riconoscimento Eurobike Innovation Award 2016, è frutto di una storia emblematica, che apparentemente ha poco a che vedere con lo sport, ma che in realtà ricorda come in alcuni settori il nostro Paese è ancora in grado di produrre innovazione e qualità. Settori, come quello della produzione di scarpe sportive o biciclette, fortemente legati al mondo dello sport. Questo ci dovrebbe far riflettere sul reale peso che questo compartimento ha nell’economia generale del nostro sistema. Fare sport fa bene alla salute, migliora le condizioni generali della popolazione, riducendo i costi legati alle spese sanitari e, come nel caso che racconteremo di seguito, stimola l’ingegno e la produzione, con benefici economici diretti.

La e-bike Neox è stata concepita, progettata e realizzata da un’azienda di Recoaro Terme, la Siral, grazie a una “sfida” sognata e voluta dal suo amministratore, Fabrizio Storti.

Siral Srl è stata fondata 25 anni fa con la mission di produrre accessori e sistemi di automazione per l’industria fotografica, allora analogica. Alla fine degli anni ’90, visto il crollo verticale del mercato dovuto al fenomeno nascente della fotografia digitale, Fabrizio e i suoi soci, decidono di “chiudere” con il settore fotografico e imprimere all’azienda una nuova direzione. “Con molte difficoltà, ci siamo resi conto, che dovevamo ripartire da zero”- racconta l’ideatore di Neox – “cambiando radicalmente la nostra produzione industriale. Dalla fotografia siamo così passati al settore sanitario, iniziando a produrre piatti doccia, lavelli, vasche da bagno, docce multifunzione in materiale acrilico. La materia prima era sempre la plastica ma i prodotti e il mercato erano assolutamente nuovi. Facevamo tutto all’interno del nostro ciclo produttivo, tranne il necessario processo di rinforzo che a quel tempo veniva commissionato esternamente, trattandosi di una lavorazione manuale tossica e poco automatizzabile. Abbiamo così sentito la necessità di trovare un prodotto di rinforzo che fosse ecologico, ed ecosostenibile e che rispettasse le severissime normative europee sulle emissioni, arrivando a creare da zero dei macchinari in grado di supportarne tutto il ciclo produttivo. Girando il mondo per vendere le nostre macchine, ho capito che noi italiani eravamo visti dagli imprenditori stranieri sempre in modo un po’ speciale. L’Italia è moda, design, tecnologia, fantasia, idee! In uno dei miei viaggi, nel 2008, ho avuto modo di conoscere Gianni Mazzeo, allora socio di Flyer, la prima azienda, svizzera, che ha iniziato a importare e-bike in Europa. Quel giorno mi fecero salire su una delle loro biciclette elettriche. Ero diffidente: per me la bici elettrica era un mezzo per anziani, era una bici brutta, pesante, non aveva nulla a che fare con lo sport. Mi sbagliavo! In poche ore ebbi modo di ricredermi su tutto. Fu un’esperienza entusiasmante. Non ero allenato e mi sentivo un vero ciclista. Lungo la ciclabile incontravo più biciclette elettriche che biciclette normali. Mi ricordo però di aver subito pensato che quel tipo di bicicletta elettrica, risultato di un adattamento di una bici classica, con tutti quegli orpelli e quelle “protesi” aggiunte, fosse migliorabile. In sintesi dopo quella positiva esperienza mi sono nate due convinzioni: la prima, che nel futuro tutti avranno una e-bike; la seconda, che volevo realizzare una e-bike più bella e più performante per avvicinare il mondo dei giovani.

Il cambio delle e-bike presenti fino ad allora sul mercato comportava, ancora, movimenti trasversali bruschi della catena e in più pensai al problema dei furti che non è di secondo piano. Progettare una nuova e-bike da zero divenne da allora il mio chiodo fisso. In Siral ci abbiamo lavorato per 5 anni, molte volte ripartendo da zero. La nostra idea guida era ben chiara: tutto quello che non era necessario vedere non doveva essere visto. Già il primo prototipo presentava linee semplici ed essenziali. Il motore era integrato nel telaio e non appeso come una “protesi”. Ogni dettaglio era studiato nei minimi particolari perché la qualità fosse percepita ancora prima di provarla. Il lungo percorso di lavoro ci portò a 4 brevetti internazionali depositati. Il cuore dei nostri brevetti risiede in un’unica scatola, nella quale convivono il cambio con 8 velocità, il motore di assistenza, l’elettronica e la trasmissione finale rotativa. Nelle bici elettriche classiche il cambio di rapporto avviene sempre tramite movimenti trasversali della catena o del gruppo ingranaggi, mentre in Neox il cambio di rapporti avviene solo ed esclusivamente attraverso movimenti rotativi. Il risultato è un sistema incredibilmente reattivo e realmente sequenziale. L’innesto avviene sfruttando il semplice principio del rotolamento di un pneumatico, niente di più semplice e silenzioso. E’ l’unico sistema al mondo così concepito e noi l’abbiamo brevettato. Così come abbiamo brevettato il sistema di antifurto che mette in rotazione libera le pedivelle, attivabile da display con codice Pin, che impedisce in caso di furto di trasmettere il moto dai pedali lasciando la bici in posizione di folle: un enorme deterrente per chi volesse rubarla”.

Ma è solo l’inizio della genesi di Neox. Prodotto infatti il primo prototipo, Fabrizio, non si dimentica del suo “mentore” Gianni Mazzeo, ex socio ed Export Manager di Flyer e va a trovarlo per fargli vedere e provare il risultato di tanti anni di lavoro. Mazzeo, entusiasta del prototipo, decide di entrare nel progetto Neox, rilevando una quota azionaria di Siral srl e mettendo a disposizione la sua esperienza per il lancio sul mercato mondiale.

Al di sopra di tutto, ciò che mi ha convinto ad entrare in Siral sono state le persone che hanno lavorato per anni al progetto NEOX, con passione, professionalità e perseveranza, creando un prodotto totalmente  nuovo e diverso da ciò che è stato realizzato fino ad oggi nel settore”, dice Mazzeo.

Nel mercato delle ebike è noto che Gianni Mazzeo è stato il pioniere delle bici elettriche in Europa ed ora si rimette in gioco in un progetto nuovo ed entusiasmante. Per la prima volta si presenta sul mercato una vera soluzione innovativa nel settore e-bike, con un sistema di trasmissione, design e appeal unici. Neox è già in vendita con successo da alcuni mesi anche in Italia. L’azienda, con grande stupore dei suoi soci, si è inoltre aggiudicata il premio Eurobike Innovation Award 2016, il più prestigioso riconoscimento mondiale per l’innovazione nel settore bike ed e-bike, consegnato a Friedrichshafen (in Germania) tra fine agosto e settembre nel corso di Eurobike.

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