Lo sport riparte in sicurezza: solo se ognuno farà la sua parte

Nel momento che tutti si apprestano a ripartire ci chiediamo quanti hanno veramente letto il lavoro realizzato dal Politecnico di Torino che contiene una serie di consigli e valutazioni utili?

Lo sport riparte in sicurezza: solo se ognuno farà la sua parte

Il 4 maggio a dispetto di “se e ma”, di ordinanze (in alcuni casi contraddittorie tra loro) e circolari varie, ripartirà l’attività sportiva in tutta Italia: rigorosamente individuale e nel rispetto delle distanze. Ripartirà non solo per gli sport individuali, in molte Regioni anche per quelli di squadra.

Come ripartirà? Nei giorni scorsi i giornali hanno dedicato ampio spazio al lavoro del Politecnico di Torino “Lo sport riparte in sicurezza“. Spesso per trarne titoli ad effetto (pe: “il calcio è più sicuro degli scacchi” – Il Corriere dello Sport), nella maggior parte dei casi per stilare una classifica degli sport più o meno sicuri.

Si è trattato, però, di una interpretazione completamente errata, frutto (forse) di una lettura non attenta delle oltre 400 pagine del lavoro. L’errore è stato quello di considerare le tabelle per ogni singolo sport come redatte dal Politecnico e non per quello che effettivamente erano, ovvero un documento compilato dalle rispettive federazioni. Quindi una valutazione del rischio non univoca e dettata in alcuni casi da altre logiche.

Alcune federazioni, infatti, hanno sottostimato il rischio per il loro sport (dovevano classificarlo con un punteggio da 1 a 4), altre lo hanno sovrastimato. Il tennis ha classificato le loro attività con il valore 1 o 2; gli scacchi con valore 4, il calcio con valore 3, basket e pallavolo con valori attorno al 4.

E’ evidente che queste classificazioni sono state influenzate da elementi soggettivi, legati alla sensibilità del singolo funzionario che le ha compilate, alle indicazioni che sono giunte dai vertici federali (alcuni presidenti spingono per aprire il prima possibile), dalla paura che ogni individuo ha del Covid-19. Insomma sono tabelle che hanno solo un valore indicativo, ma che non vogliono dire nulla.

Come è nella buona tradizione del giornalismo italiano, però, più l’elemento è insignificante, più questo attira la sua attenzione. Così abbiamo scoperto sui giornali che il volley è lo sport più rischioso (ma non è vero!), più del calcio e del basket, che gli scacchi lo sono più del tennis ma anche del bridge (pensate un po’, chissà dove è la differenza!).

Il lavoro del Politecnico, invece, ha un pregio, che ci sembra non sia stato colto da nessun giornale e ci dispiace constatare anche da tante federazioni e associazioni sportive. Nella parte finale, infatti, il lavoro introduce una serie di suggerimenti, analisi, consigli per una ripartenza dello sport.

In questi giorni di riapertura tutti si affannano a chiedere agli altri cosa possono fare. In generale ed anche per l’attività sportiva. I cittadini lo chiedono alle società sportive; le società sportive lo chiedono alle federazioni; le federazioni lo chiedono al Governo; il Governo lo chiede al Comitato tecnico scientifico, il quale lo chiede ad altri comitati (come nel caso del Politecnico di Torino); questi lo chiedono al CONI, che lo chiede alle federazioni, che lo chiedono alle società. Un cortocircuito dal quale non se ne esce.

Noi pensiamo che con un po’ di buona volontà ogni soggetto chiamato ad operare nello sport debba iniziare a ragionare come riprendere la propria attività partendo dai consigli che si possono trovare nel lavoro del Politecnico (Prefazioni e soprattutto Allegati A e B) e, contestualmente, dalla propria realtà, che nessuno conosce meglio di loro.

Oltre, logicamente, ad operare, ora che si riparte, con la massima cautela, nel rispetto delle indicazioni delle Istituzioni e dettati dal principio che la salute viene prima di tutto.

Solo così si potrà contribuire, in modo concreto, a ripartire nel modo più sicuro e veloce.

Jules Elysard

Non pubblichiamo il rapporto perché questo doveva essere un contributo (non sappiamo quanto riservato) del Politecnico per il Governo. Chi fosse interessato può trovarlo facilmente in rete.

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