Un solo k.o. con messa al tappeto in tutta la serata, questa l’estrema sintesi della serata Borgo S. Lorenzo Boxing Night del 5 Febbraio 2022.
Michele De Filippo apre la serata stendendo il suo avversario inglese al 1° round con i 6 possibili previsti. Si aprono così le danze dopo che il pubblico vede saltare il primo incontro della serata tra Valentino Riccardo e William Smith. I 100 posti della Palestra di Borgo S. Lorenzo scelta per la Borgo S. Lorenzo Boxing Night tra tribuna e posti a bordo ring sono occupati al 95% per cento della capienza.
Alle ore 21:00 è il turno di Marco Casamassima, boxer nato a Bagno a Ripoli 34enne e accreditato anche di essere un giocatore del calcio storico fiorentino. Casamassima cerca il suo secondo successo su due incontri. È bravo a tenere il centro ring per tutti i 20 minuti di match. Di fronte a lui Zhair Bennet, pugile al suo debutto professionistico che a vedersi sembrerebbe delle isole Samoa o delle Hawaii. È invece afghano, di casa in Inghilterra, piuttosto tarchiato e dall’aria divertita e piuttosto determinato. Entrambi i pugili hanno guardia ortodossa e indossano boxer neri. Casamassima ha guanti rossi, Bennet guanti neri. Casamassima si mostra rigido nei movimenti ma anche posato nella tecnica. Vince per k.o. tecnico al 6° round.
E’ la volta di Sead Mustafa, acclamato al suo arrivo dal pubblico toscano. Sead, fratello minore dell’altro Mustafa del big match a fine serata, fa il suo ingresso al ring angolo rosso con boxer bianchi in strisce tricolore e guanti rossi. Lo segue in entrata subito dopo Joe Hurn. Pugile inglese, atleta 36enne, potente, tutto d’un pezzo. Dalla postura Joe con i movimenti delle gambe mostra suo malgrado con evidenza di aver fatto arti marziali, probabilmente Thai Boxe in quanto tende a tenere le ginocchia tese verso l’alto più di quanto farebbe un normale pugile.
Sead, kosovaro, di Pristina, ma di casa a Firenze, di corporatura è più smilzo dell’avversario. Tiene la guardia bassa e sferra colpi occasionali spesso in contrattacco alle cariche del pugile inglese. Hurn è senza dubbio più potente. Colpisce Sead con il chiaro intento di cercare l’atterramento invece che la vittoria a punti, tuttavia senza mai riuscire ad atterrare l’avversario lungo tutti i 6 round. Man mano che il match va avanti Sead cresce sferrando colpi meno frequenti ma che vanno a segno di continuo e finisce con il vincere il match per k.o. tecnico. Dopo il verdetto dell’arbitro Sead affianca Joe sul ring e lo abbraccia affettuosamente attestandogli stima di fronte al pubblico a bordo ring.
Alle ore 22:00 fa il suo ingresso Leonardo Sarti, pugile di casa nato proprio a Borgo S. Lorenzo. Di corporatura smilzo e alto, testa rasata, aria mite ma concentrata. Combatte contro Charles. Entrambi i pugili sono al debutto professionistico. Entrambi hanno guardia più alta dei pugili precedenti. Leonardo Sarti è bravo a sferrare jab e destri in sequenza, aprendo la guardia dell’avversario che è più tozzo di lui fisicamente, ma non gestisce le sue forze come dovrebbe. È infatti al debutto pro senza aver fatto prima incontri dilettantistici. Va a terra ben 3 volte. Seppur rialzandosi, l’arbitro ne decreta una sconfitta per k.o.t. già alla seconda ripresa, a favore del pugile toscano.
Alle 22 è il momento del big match della serata. Luca Spadaccini è il primo atleta a fare il suo ingresso, accompagnato dal team. Pantaloncini neri, guanti neri. Aria concentrata. Entra poi acclamato dal pubblico Vigan Mustafa all’angolo rosso. Nel suo team anche il fratello minore accodato con ancora i pantaloncini indossati nel match precedente.
Vigan ha 42 anni, sa cosa lo aspetta. Fa il suo ingresso nel ring con i suoi pantaloncini bianchi con strisce tricolore, si china per passare tra le corde, sguardo fulmineo negli occhi di Spadaccini che è lì pronto ad attenderlo.
I due si danno il guanto in segno di sportività, prima del match. Il match inizia senza troppi complimenti. Non c’è una fase di studio, entrambi partono all’offensiva a modo loro. Spadaccini è un pugile equilibrato, tecnico. È abruzzese, di Chieti. Lo abbiamo già visto nel suo precedente incontro con Picardi. Tiene la guardia ben alta e muove molto la cintura caricando l’avversario frontalmente. In qualche caso si perde a metà dell’opera. E questo gioca a favore di Vigan che probabilmente con più esperienza e più nervo gioca sul tempo. Vigan ha la guardia bassa, è fisicamente più scarno di Spadaccini ma più alto e mostra di confidare nella sua stazza quando si addossa all’avversario in fase di clinch.
Vigan è secco anche nei colpi, Spadaccini è veemente. Entrambi assestano colpi vari ma Vigan si mostra più furbo a portare l’avversario fino al 10 round. Finisce l’incontro per k.o.t. a favore di Vigan. Nessun atterramento e tanto spettacolo.
Federico Battista
