45° Mondiali Artistica, Simone Biles è sempre la regina

45° Mondiali Artistica, Simone Biles è sempre la regina
Mondiali Ginnastica Artistica, Vanessa Ferrari, Simone Bales

Simone Biles attorniata dalla avversarie finaliste dell’all-around

L’americana Simone Biles bissa il titolo di Anversa 2013 che la fece conoscere al Mondo. Un Mondo che continua ad essere suo grazie allo straordinario 60.231 della finale a 24 di Nanning. La 17enne di Columbus, Ohio – ma da anni residente a Spring, in Texas, dove si allena presso il World Champions Centre, una palestra che ha aperto lei stessa con la sua famiglia e l’allenatrice Aimee Boorman – si aggiudica la medaglia d’oro All-around partendo con due avvitamenti e mezzo al volteggio da 15.866 e chiudendo con un corpo libero stoppato in ogni sua diagonale da 15.066. In mezzo due prestazioni più conservative a parallela (14.533) e trave (14.766), che al termine delle quattro rotazioni mondiali le permettono di staccare tutte le inseguitrici. A cominciare dalla rumena Larisa Andreea Iordache che, con una gara pulita, impreziosita da una trave da 15.100 e il totale di 59.765 riesce a spezzare l’accoppiata stelle e strisce, finendo davanti a Kyla Ross, bronzo con 58.232. Grandi rimpianti della russa Aliya Mustafina, 4ª con 57.915 e della padrona di casa, la cinese Yao Jinnan, 5ª a quota 57.465, che per due cadute al corpo libero vedono sfumare, proprio all’ultimo giro, il sogno di una medaglia iridata, finendo ai piedi del podio del Guangxi Sports Center Gymnasium.
A chi gli ha chiesto se vuole imitare Uchimura, la Biles ha risposto: “Non saprei, per ora non ci penso, lui è una leggenda…”
Nel gruppo delle migliori sei ginnaste del pianeta si conferma, al sesto posto come in qualifica e ad Anversa lo scorso anno, l’azzurra Vanessa Ferrari con il punteggio complessivo di 57.166. Appena 65 millesimi in meno rispetto al turno di ammissione dimostrano la solidità della leonessa bresciana, arrivata al terzo giro completo in una settimana, ben 12 attrezzi tra Concorso I, Finale a Squadre e Concorso Generale. “E’ molto più difficile gareggiare da sole, senza le compagne vicine – dichiara il caporal maggiore dell’Esercito Italiano –. Alle parallele con me ed Enrico (il DTN Casella, ndr.) c’era Martina Rizzelli che di solito ha bisogno dei suoi tempi per preparare gli staggi e mi ha fatto venire un po’ di ansia” aggiunge scherzando, visto che il regolamento concede pochi secondi per predisporre l’attrezzo. La Ferrari parte al volteggio, come ci racconta lei stessa “ancora un po’ fredda”, con un doppio avvitamento da 14.866. Alle parallele (13.700), dichiara, sempre in mixed zone, di aver fatto il solito, “più o meno normale”. Il programma, d’altra parte, non ha grandi contenuti tecnici e l’uscita in Tsukahara registra un impercettibile saltello di assestamento all’arrivo. “La Trave non l’ho eseguita benissimo ma almeno non sono andata giù” – commenta ancora Vany, con il sorriso sulle labbra. In realtà il 13.900 è frutto di un’indecisione sulla ribaltata senza non collegata al successivo Cosacco + Sissonne e a qualche altra imprecisione sugli arrivi. “Al corpo libero non ho avuto molto tempo per provare perché ero la prima a salire – riprende il suo racconto –. Ho fatto il rimbalzo del collegamento al Sissone dopo il doppio teso però ero troppo avanti e non me la sono sentita di rischiare. Invece sono riuscita a prendere l’abbuono combinando allo Tsukahara il salto indietro nella terza diagonale. Nella finale a squadre avevo fatto l’esatto opposto, trovando il collegamento nella seconda linea acrobatica e mancando quello nella terza. Sto svelando alla giuria un pezzo alla volta – va avanti, particolarmente loquace e spiritosa –. Magari in finale faccio un collage”. Con il 14.700 la stella di Orzinuovi non solo ottiene il terzo parziale di giornata ma migliora di 1 decimo e 44 il 14.566 della qualificazione. “Sapevo che sorpassare una delle cinque davanti, con la mia parallela e una trave non perfetta sarebbe stato impossibile, mi dispiace solo che al corpo libero le altre sporcano senza lasciarne tracia nei punteggi. Adesso mi metto a posto gambe e testa e mi concentro per la sfida di domenica, perché, a parte la Biles, siamo tutte lì a giocarci due posti sul podio”. La donna che visse due volte, con il risultato di oggi, ribadisce di essere nel pieno di una seconda miracolosa giovinezza. La prima, quella fisiologica dei 16 anni si tinse d’oro ad Aahrus, nel 2006 e si concluse, di fatto, con il bronzo di Stoccarda nel 2007, conquistato malgrado l’infortunio al piede. Un problema al tendine che le farà vivere un lungo calvario, compromettendo i Giochi di Pechino e le rassegne iridate di Londra 2009 (saltata per un intervento chirurgico), di Rotterdam 2010 (11ª al rientro) e di Tokyo 2011 (12ª a livello individuale, nonostante il fardello della qualificazione olimpica a squadre sulle sue piccole spalle). Dopo la rinascita ai Giochi di Londra, tra le 8 star d’Oltremanica, sono seguiti i due sesti posti in Belgio e in Cina. Dove potrà arrivare di questo passo? A Rio di sicuro, obiettivo dichiarato, e se alla soglia dei 24 anni (li compirà il 10 novembre) riesce ancora a tener testa alle fortissime teenager, non è detto che non ci possa regalare qualche altra sorpresa. Iniziando dalla finale al corpo libero di domenica (Diretta Rai Sport 2 dalle 7.00 alle 10.40), nella quale avrà al suo fianco la compagna Erika Fasana.
L’altra azzurra nell’All-around odierno, assistita dall’allenatrice Laura Rizzoli, ha terminato al 17° posto con il totale di 53.999 (VO 14.500 – PA 13.300 – TR 13.466 – CL 12.733). Due gradini più in basso rispetto alle qualifiche dove la 18enne di Como, cresciuta nella Polisportiva di Fino Mornasco, aveva messo insieme 55.398 punti. “Voglio fare i complimenti ad Erika – ha concluso la Ferrari, con lo spirito della capitana brixiana – non è facile fare questo tipo di competizioni e sono stata contenta, avendo finito in anticipo, di averla aiutata a preparare le parallele. Infine, permettetemi di ringraziare il mio fidanzato, Andrea Cingolani, che dalla fine delle sue gare con la Nazionale maschile mi ha aiutato tanto, rinunciando, in qualche occasione, a stare con i suoi compagni” (ufficio stampa FIG)

 

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