«Se chiedi a un milanese qual è la manifestazione sportiva più importante dell’anno ti dirà la Stramilano- raccontano con soddisfazione Michele Mesto e Andrea Alzati, Presidente e Vice – Presidente di Stramilano- Un riconoscimento che ci rende orgogliosi e che premia gli oltre cinquant’anni di impegno e passione…”. Cinquantadue per la precisione perchè questo e il numero dell’edizione che si corre dopmani. Una storia infinita che continua con le ormai classiche tre sfide: la mezza maratona riservata agli agonisti che partirà alle 8.30 da piazza Castello; la 10km aperta a tutti che partirà da piazza Duomo un’ora e mezzo dopo e la Stramilanina di 5k per bimbi e famiglie che partirà alle 10. Si corre nelle strade più più rappresentative di Milano passando per Piazza San Babila, Corso Venezia e Piazza XXIV Maggio, l’Arco della Pace. Lo scorso anno furono 62mila gli iscritti e anche quest’anno la cifra sarà la stessa, runner più runner meno, un fiume di appassionati che per una domenica mattina prenderanno pacificamente possesso della città.
Cinquantadue anni che segnano la storia di una città che con questa maratonina ha imparato a correre. E se si dà un’occhiata ai numeri ci si rende conto che l’hanno proprio corsa in tanti. A naso quasi tre milioni di persone che (sempre a naso) sono tutti gli abitanti della città, ognuno con la propria storia che racconta come è cambiata Milano in tutti questi anni e come la corsa, che tutti oggi chiamano running, sia ormai un fenomeno di costume e di buon vivere. Milano, con la Stramilano, è diventata la capitale della corsa popolare ma anche di quella agonistica.
Da qui, dalla sua storica «maratonina» sono passati tutti i più grandi mezzofondisti dell’atletica mondiale: dai nostri Fava, Bordin, Poli, Cova, Pizzolato e Baldini ai grandi stranieri come De Castella, Kedir, Tanui e Tergat. Gente che ha fatto la storia di uno sport che la Stramilano ha contribuito a far conoscere. Un elenco di trionfi indimenticabili aperti nel ’76 con la vittoria di Victor Mora, un colombiano che si mise alle spalle i nostri Ciondolo e Fava. Foto in bianco e nero. Come quella di Gelindo Bordin che vince e abbraccia Salvatore Bettiol che gli arriva dietro nel 1987 e quelle di «diesel» Francesco Panetta che la Stramilano non l’ha mai vinta anche se per due volte è finito sul podio. Ma la storia è soprattutto quella degli Anni ’90, dei sei sigilli consecutivi di Paul Tergat, uno dei più forti atleti keniani di sempre che nel 1998 firma la miglior prestazione mondiale sulla mezza maratona con quel 59’17“ rimasto imbattuto e inavvicinabile fino a poco tempo fa.
Milano si scalda e aspetta la 52esima edizione con una top line di prestigio. In campo femminile, torna sulla linea di partenza Giovanna Epis, vincitrice della Stramilano 2022, maratoneta da 2h23’46”, con un personale di 1h10’15” sulla mezza. L’azzurra, allenata da Giorgio Rondelli, sarà affiancata da atlete di primissimo livello, tra cui la campionessa keniana Morine Gesare Michira, seconda lo scorso anno e intenzionata a conquistare il gradino più alto del podio. Riflettori puntati anche su Stella Chebet Mateiko, talento alle prime esperienze internazionali, capace di correre i 21 km in 69’28”. Attenzione poi a Rebecca Lonedo, allenata dal campione olimpico di maratona Stefano Baldini (oro ad Atene 2004), con un personale di 70’13”. In campo maschile, l’atleta più accreditato è il keniano Charles Yosey Mneria, con un personale di 60’28” sulla distanza. Tra i favoriti alla vittoria finale Shadrack Kipkurui Kenduiywo, talento capace di chiudere la mezza in 60’40”, e Simon Mwangi Waithira, l’anno scorso terzo. A difendere i colori azzurri ci saranno Stefano Massimi, deciso a migliorare il suo personale di 63’43”, e il campione italiano di maratona 2022 Alessandro Giacobazzi.

