6 Nazioni 2012: Francia Italia 30 – 12, una metafora dell’Italia sotto la neve

Il pericolo è sempre quello: prima o poi, a forza di sberle, il grande pubblico si stancherà di seguire la nostra Nazionale. Poco male, dirà qualche nostalgico del fango e del campo semiclandestino dove erano più le botte che le mete. Forse. Non ho mai giocato a rugby, anche se mi sarebbe tanto piaciuto. Ho per questo “imposto” al mio primo figlio il gioco più bello del mondo (forse, al pari del basket). Ma non rimpiango quando il rugby ed il 5 nazioni era cosa per pochi intimi. I campi di minirugby di tutta Italia sono pieno di giovani che sgambettano e placcano e corrono e si divertono. E sono anche forti. Credo che soltanto aumentando il numero di praticanti si potrà, magari tra dieci anni, scendere in campo non solo per provare a portare a casa una bella figura, ma magari vincere il 6 Nation. Che magari nel frattempo si sarà allargato anche a qualche altro paese, rendendo tutto diverso (meglio o peggio, non so).
L’Italia di oggi è sempre uguale a se stessa, non tanto nel gioco, ma nei limiti fisici del materiale umano a disposizione. Quando ho visto schierare il barone Lo Cicero mi sono detto: “cazzo! ma non abbiamo niente di meglio?”. Ci attacchiamo al pacchetto di mischia, che ne vince 10 e ne perde 2, guarda caso quelle che portano in meta gli avversari. Non saltiamo mai la linea del vantaggio (termine che forse non vuol dire nulla, ma che piace tanto ai pessimi telecronisti di SKY – che c’hanno da essere contenti?), se lo facciamo cadiamo subito dopo. La Francia? Sono killer. Se nel rugby si potesse dire, hanno un gioco di rimessa che fa paura. Abbiamo giocato quasi sempre nella loro metà campo, ma ci hanno bucato quando hanno voluto.
Sono più forti e si vede.
Mio fratello maggiore che ne capisce mi ha detto: “L’Italia non sarà mai forte nel rugby. E’ lontano dalla nostra cultura. E’ uno sport di regole e gioco di squadra. Noi non siamo fatti per queste cose. Magari possiamo giocare di squadra, ma non siamo in grado di farlo con ordine e darci una regola. E se qualcuno rispetta le regole, non è mai la maggioranza…”
Mi auguro che si sbagli, anche perché un po’ ci spero di vedere Riccardo un giorno in campo al 6 Nation (o quello che sarà) da vincente. Però guardando l’Italia di questi tempi, ricoperta di neve e in piena emergenze, ho paura che mio fratello ha ragione.
AU

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