6 Nazioni 2015: Italia Galles 20-61, ma non vince nessuno

6 Nazioni 2015: Italia Galles 20-61, ma non vince nessuno
6 Nazioni 2015, Italia Galles

Jamie Roberts firma la prima meta di Italia Galles

La sconfitta contro questo Galles ci stava. Anche con un punteggio, 20-61 e la possibilità concreta, almeno per due ore, per i Dragoni di illudersi di portare a casa il 6 Nazioni 2015. Quello che non ci stava, e lo diciamo meravigliati, era un primo tempo come quello giocato dall’Italia.
Un primo tempo di sostanza è forza. Ampiamente sopra le nostre possibilità, come infatti si è visto nella seconda frazione di gioco, dove i gallesi hanno ristabilito le distanze con una supremazia in alcuni tratti mortificante.
Se avesse senso scomporre la partita e le situazioni (e non lo ha), l’Italia per la Coppa del Mondo di autunno si dovrà aggrappare al primo tempo contro il Galles. Ma in qualsiasi sport una quasi vittoria è forse peggio di una sonora sconfitta. E l’Italia dei record negativi è riuscita a mettere insieme entrambe in 80′ di gioco.
In tutto questo c’è anche la pessima gestione di un campione come Mauro Bergamasco, lasciato in campo fino alla fine per una sconfitta umiliante nella ultima sua apparizione ad un 6 Nazioni: nessun saluto anticipato, nessuna standing ovation o applausi esclusivi. La sua avventura finisce così, nella anonima Caporetto del 2015, una delle tante di questa squadra, che non è riuscita a trovare le energie necessarie per contrastare un Galles in ascesa di forma e convinzione.
L’Italia chiude quindi questa edizione del 6 Nazioni evitando il cucchiaio di legno (andato agli Scozzesi), ma non tre brutte figure in casa. Contro l’Irlanda, all’esordio, contro la Francia (senza alcun punti) e adesso contro il Galles. Era difficile pensare un climax discendente di questa portata qui all’Olimpico, stadio che in alcune edizioni del torneo era diventato un campo ostico per chiunque. Non quest’anno.
Ci consoliamo con una Scozia incapace di fermare l’avanzata Irlandese e consegnargli la Coppa nelle mani (perlomeno fino a 40′ dalla fine, con l’Inghilterra impantanata contro una Francia più gagliarda che mai).
La cronaca della partita Italia Galles merita di essere raccontata solo nel primo tempo, per lunghi tratti del quale gli azzurri l’hanno condotto avanti: 3-0, 6-3, 13-11. Il calcio a tempo scaduto del primo tempo ha riportato avanti i Dragoni, che apparivano ostaggio della loro necessità di marcare punti pesanti per recuperare il passivo, nei confronti di Inghilterra e Irlanda, di partenza.
Ma nel secondo tempo gli azzurri non scendono in campo. Vengono travolti da mete, alcune delle quali di ottima fattura. C’è solo il tempo per salutare la seconda meta degli azzurri a risultato acquisito di De Sarto. Sette punti che hanno il sapore amaro di una piccola rivincita, ma inutili anche al fine dell’assegnazione del successo finale del 6 Nazioni 2015. Anche senza questo passivo, infatti, il Galles non avrebbe vinto, vista l’ampiezza del risultato tra Scozia e Irlanda (10-40).
E l’Italia? Crediamo che sia difficile trovare il bandolo del gioco per questo gruppo di atleti, alcuni dei quali di lunga (forse troppa) esperienza. Soprattutto perché il conducente, leggi Brunel, ha già posto una data di fine del “progetto”. Non rinnoverà nel 2016. Saperlo adesso non aiuta. Ci sono ancora una Coppa del Mondo e un 6 Nazioni da giocare e difficilmente si potrà immaginare una direzione tecnica intenzionata ad esplorare nuove strade. Soprattutto intenzionata ad aprire un nuovo ciclo che, per scelta, non porterà a compimento. Invece crediamo che sia giunto il momento di ripartire da capo, con nuovi nomi e spazio ai giovani.
Si, va bene, ma quali?
AU

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.