6 Nazioni 2015: Scozia Italia 19-22 e torna il sorriso

6 Nazioni 2015: Scozia Italia 19-22 e torna il sorriso

Scozia Italia 6 Nazioni 2015Scozia Italia, 6 Nazioni 2015, 19-22 e gli azzurri del rugby costruiscono un altro piccolo pezzo di storia. Portano a casa la seconda vittoria esterna di tutti i tempi nel torneo più antico del mondo. La prima volta si perde nella notte dei tempi, era il 2007 e sempre sui campi della Scozia. Questa seconda volta ha il sapore dolce di una Nazionale che ha ritrovato se stessa e la voglia di giocare. Soprattutto ha il volto e il sapore dei giovani buttati dentro da Brunel più per necessità che per convinzione. Ma sono quelli che hanno gettato il cuore oltre l’ostacolo, permettendo al XV azzurro di evitare quel whitewhash che negli ultimi anni ha macchiato oltre il consentito la nostra partecipazione al torneo. Per sapere se eviteremo anche il cucchiaio di legno, invece, bisogna attendere quanto meno il quarto turno, quando i posti in classifica si inizieranno a delineare con maggiore chiarezza.
Avevamo previsto una disfatta al Murrayfield, invece abbiamo sbagliato. L’Italia è passata nonostante alcune scelte discutibili del nostro capitano nella fase decisiva (2 mischie di troppo a fronte di touche), nonostante i troppi errori al calcio, nonostante un inizio paurosamente sotto tono. Dopo un 10 – 0 che poteva segarci le gambe, gli azzurri hanno trovato la loro forza nel pacchetto di mischia, in grado di trascinare Furlo alla prima meta (10-5). Poi si è iniziato a giocare a rugby, placcaggi e scelte corrette. E’ stata soprattutto una lotta tra mischie ordinate, che hanno mantenuto per lungo tempo in equilibrio l’incontro. Gli Scozzesi, com’è tradizione, si sono tenuti in linea di galleggiamento con i calci trasformati, noi siamo rimasti in scia con una bella meta di Venditti su palla vagante dopo l’ennesimo calcio sbagliato di Haimona.
Il secondo tempo si è mantenuto sul sostanziale equilibrio. Poi, improvvisamente, negli ultimi 10’, il crollo fisico, prima, e mentale degli scozzesi a cui è corrisposta la crescita degli azzurri. Al punto che, quando attorno al 70’ è arrivato il calcio, ennesimo, della Scozia, che ha riportato i gonnellati avanti di 4 punti, in molti hanno creduto possibile ribaltare il risultato.
La benzina degli scozzesi, infatti, è finita proprio in quel momento. Gli azzurri hanno schiacciato gli avversari nei loro 22 metri, collezionano calci che portavano a giocarsi touche a 5 metri. Poi le decisioni, per due volte, di giocare la mischia invece della touche. Incomprensibile, visto che proprio dalle rimesse laterali avevamo dimostrato di essere in grado di guadagnare metri, mentre con le mischie ordinate abbiamo sempre rischiato calci contro.
Nonostante questo, a nostro avviso, errore tattico, che ha portato a 5’ dalla fine ad un calcio di punizione a favore della Scozia (come volevasi dimostrare), e che poteva chiudere i giochi, il XV di Brunel è stato in grado di riportasi nella metà campa avversaria. Ha guadagnato calcio di punizione, ha giocato la touche, ha cercato di ricostruire per due volte la maul in grado di traghettarci verso la vittoria, ha costretto gli highlanders ha falli ripetuti: due espulsi e una meta tecnica. Chapeau.
Che dire altro? Abbiamo visto un grande Favaro, placcatore implacabile, degli esplosivi Bacchin, Morisi e Visentin. Sono loro l’asse sul quale si è inserito un Furno incontenibile (però le mani sono quadrate!). Da rivedere la prestazione di Allan, subentrato ad Haimona, entrambi non particolarmente ispirati. Bene, come detto, gli avanti, orfani di Castro, ma forti e organizzati nei momenti decisivi.
L’Italia ha vinto con merito, contro un avversario sicuramente più forte della Scozia che incontrammo nel 2007. Questa stessa Scozia, infatti, è stata in grado di imbrogliare la Francia all’esordio e di combattere ad armi pari con il Galles. Guarda caso le due squadre che ci mancano ancora da affrontare, per i prossimi due turni, in casa nostra.
Se ci crediamo, potrebbero arrivare ancora buone notizie da questo 6 Nazioni. Siamo convinti che però la strada sia quella di infarcire ancora di più la squadra di giovani esordienti. Peggio degli anni passati non potremmo andare, mentre i margini di crescita ci sono tutti. Basta guardare quanto è accaduto oggi sotto la fitta pioggerellina del Murrayfield.
AU

 

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