6 Nazioni 2016, tra Francia Irlanda una è fuori

Il secondo turno del Torneo propone come incontro clou quello tra Transalpini e i giocatori del trifoglio. Galles e Inghilterra favoriti rispettivamente contro Scozia e Italia.

6 Nazioni 2016, tra Francia Irlanda una è fuori

Se l’Italrugby fosse cosa credibile, potremmo affermare che il secondo turno del 6 Nazioni 2016 è una ghiotta occasione per il Galles di passare in testa alla classifica generale. Francia-Irlanda, Galles-Scozia, Italia-Inghilterra (domenica) sono le tre partite del girone. I Dragoni hanno sulla carta il compito più facile (Scozia in casa), ma le statistiche dicono anche che l’Italia contro l’Inghilterra non ha mai vinto. Se il giovane gruppo capitanato (metaforicamente) da Canna sarà in grado di rompere il tabù saremmo al cospetto di qualcosa di storico, in grado anche di cambiare i destini immediati di molti attori in campo.

In attesa di un evento così eccezionale, addirittura unico, non ci resta che analizzare questa seconda giornata con i piedi ben piantati per terra. La Scozia non è poi così brutta come le recenti apparizioni al 6 Nazioni ce la consegnano. In Coppa del Mondo ha perso con onore contro l’Australia, mentre contro l’Inghilterra, all’esordio del Six 2016 ha dato filo da torcere ai ragazzi di Eddie Jones. Il Galles appare più strutturato e sicuramente rinvigorito da un secondo tempo, contro l’Irlanda, di grande spessore. La possibilità di portare a casa il primo posto (almeno momentaneo, in attesa della partita di domenica), potrebbe dare maggior forza ai Dragoni.

Intanto la Francia è chiamata al secondo appuntamento casalingo, questa volta con un avversario meno “morbido” degli azzurri (che comunque morbidi non sono stati). La partita di Parigi sarà in grado di emettere il primo verdetto di questo 6 Nazioni. Una vittoria transalpina (per quanto inattesa, non impronosticabile) avrebbe l’effetto di schiantare i campioni uscenti. Un pareggio ed una sconfitta, infatti, lascerebbero poche chances di recupero agli irlandesi, a cui non gli basterebbe neanche un secondo pareggio, perché due punti sarebbero veramente poca cosa in confronto al bottino pieno (presumibile) dell’Inghilterra, che dovranno poi affrontare a Twickenham. Una vittoria del team di coach Joe Schmidt, invece, ci consegnerebbe una Francia ridimensionata, come anche la partita dell’Italia ha lasciato intravedere, ancora alle prese con un ricambio generazionale e di conduzione tecnica per ora senza apprezzabili risultati. La storia di questa partita, anche se non è mai scontata, non racconta di rivalità accese al punto da cambiare repentinamente i valori in campo. L’ultimo successo dei Galletti in casa loro risale al 2010, poi sono seguiti un pareggio (2012) e una sconfitta (2014). Lo spettacolo è assicurato.

Arriviamo quindi alla partita dell’Italia contro l’Inghilterra. La sconfitta di Parigi, a distanza di una settimana, non ha migliorato la percezione che si ha di questa squadra, sempre sconfitta da un anno a questa parte, ad eccezione dei successi contro Canada e Romania. Poca cosa, se pensiamo al posto che entrambi i paesi occupano nel ranking internazionale. Non riusciamo mai a scrollarci di dosso un peso psicologico, tranne quando incontriamo la Scozia (ultimo successo al 6 Nazioni, lo scorso anno fuori casa). Contro l’Inghilterra questo diventa addirittura un macigno, che blocca le gambe ed il pensiero. Nelle ultime partite abbiamo rimediato le peggiori differenze mete del torneo al punto da trasformare le sconfitte in pesanti lezioni di gioco. Non vinciamo in casa, inoltre, dal 2013, nell’ultimo turno del 6 Nazioni di quell’anno, quando riuscimmo a spuntarla contro l’Irlanda. Allora Brunel era saldo in panchina e si era addirittura azzardato a dichiarare: “Un giorno vinceremo il 6 Nazioni“… Certo un giorno. Tutto sta a capire quando.

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