6 Nazioni 2017: una sorpresa, una mezza sorpresa e una conferma

Scozia Irlanda 27-22, Inghilterra Francia 19-16, Italia Galles 7-33. O'Shea: "penalizzati dai calci.."

6 Nazioni 2017: una sorpresa, una mezza sorpresa e una conferma

Una sorpresa, una mezza sorpresa e una conferma. Così si può sintetizzare la prima giornata del 6 Nazioni 2017 che ha visto vincere Scozia, Inghilterra e Galles, l’ultima delle quali, unica, fuori casa.

La sorpresa riguarda la Scozia, capace di regolare l’Irlanda in una partita ad alto tasso adrenalinico e dai due volti. La Scozia aveva dimostrato di essere sulla strada del completo recupero, ai livelli di venti anni fa, già nei test match di novembre quando perse di un punto contro l’Australia e superò di tre l’Argentina. Sabato i ragazzi di Cotter si presentano a Murrayfield agguerriti e pronti a tutto. In 20′ annichiliscono l’Irlanda, che non sembra neanche essere scesa in campo. Stuart Hogg porta a casa due mete personali e quando un estremo marca vuol dire che la squadra che difende è fortemente in affanno, sulle marcature e nel controgioco.

Il primo tempo si chiude 21-8 con la sensazione che questo 6 Nazioni peggio non poteva iniziare per gli azzurri. Se infatti anche la Scozia adesso fa la voce grossa, allora il cucchiaio di legno è già aggiudicato prima ancora di giocare.

Nessuno, o forse pochi, del pubblico e commentatori presenti si poteva illudere che l’Irlanda non avrebbe battuto ciglio nella ripresa. Ed infatti il rientro in campo segna tutta un’altra musica, ricordandoci che gli irlandesi, anche lo scorso anno, nel secondo tempo sono stati autori di recuperi prodigiosi (ne sa qualcosa il Galles). Così Paddy Jackson e compagni si riversano nella metà campo avversaria e riescono quasi a completare la rimonta. Ma la Scozia di sabato non è quella di qualche anno fa e non ci sta a recitare ancora una volta il ruolo del comprimario. Sangue freddo e gioco corretto, oltre al piede di Laidlaw, permettono di portare a casa la prima sorpresa della giornata: 4 punti per gli Higlanders, 1 solo (bonus difensivo) per gli Irlandesi.

La mezza sorpresa riguarda l’incontro successivo. La Francia non ci sta a recitare il ruolo di vittima predestinata e sale a Twickenham più ispirata che mai, soprattutto alla luce delle recenti apparizioni a novembre. E’ una partita dura e combattuta, senza grandi concessioni allo spettacolo e nella quale i calciatori giocano un ruolo determinante. L’aggressività dei galletti impedisce agli inglesi di sviluppare il proprio gioco e il primo tempo si chiude in perfetta parità, con gli inglesi capaci di rispondere ogni volta al vantaggio francese.

Nel secondo tempo la partita si anima, gli inglesi passano avanti, i francesi rispondo con una meta Slimani. L’inerzia della partita, però, sembra prendere la direzione dei padroni di casa, che ristabiliscono le distanze con una meta di Ben Te’o. Per la Francia la soddisfazione di aver messo paura ai favoriti e un punto di bonus. I ragazzi di Eddie Jones, passata la paura, possono guardare con maggiore ottimismo alla trasferta gallese, anche se il peso delle vittorie inizia a farsi sentire. Quella vista in azione a Twickenham infatti è la peggior Inghilterra degli ultimi mesi. Se si tratta di un episodio oppure di un segnale più preoccupante lo capiremo sabato prossimo.

L’ultima partita delle tre, purtroppo per noi è stata quella che non ha regalato alcuna sorpresa e neanche l’impressione che si potesse compiere. C’era curiosità riguardo l’esordio al 6 Nazioni 2017 dell’Italia di O’Shea. Per un tempo il XV di capitan Parisse ha retto, bene, anche se non ha messo in mostra un gioco particolarmente spumeggiante

Anzi, ad essere sinceri, ci è sembrato che l’Italia a trazione “irlandese” sia la meno spettacolare degli ultimi anni. Ma questo non è un difetto. Il primo tempo della partita di domenica, infatti, ha messo in mostra tanta concretezza: aggressività sui punti di incontro, una difesa attenta, una capacità di chiudere il punto al momento necessario e un pack di livello. La nostra mischia ha tenuto e permesso di portarci avanti 7-0, vincendo lo scontro diretto con i Dragoni. Si chiude il primo tempo con gli azzurri avanti 7-3, ma la vera rivoluzione, alla quale O’Shea è chiamato a farsi portatore, riguarda la tenuta mentale e fisica dell’Italia. Troppe volte nel secondo tempo le sorti della partita sono cambiate per attendersi con fiducia i secondi 40′ al livello dei primi.

Ed infatti nella ripresa il Galles comincia a macinare gioco, riuscendo a fiaccare la resistenza prima mentale e poi fisica dei nostri, che non riescono mai a varcare la metà campo. Alcune decisioni arbitrali, per quanto discutibili, non cambiano la sostanza di una partita che gli azzurri hanno condotto apparentemente con l’unico obiettivo di non prendere l’imbarcata di mete. Alla fine il punteggio di 33 a 7, però, non salva neanche l’onore. I 40.000 dell’Olimpico (mai così pochi in un esordio del 6 Nazioni) dimostrano che a forza di collezionare brutte figure la popolarità ddi questo sport rischia di tornare indietro di qualche anno.

Anche dal punto di vista del gioco se è vero che tutti gli azzurri intervistati nel dopo partita, a cominciare dal coach O’Shea, hanno sottolineato il problema della disciplina: “Concesse troppe punizioni” è stato il leitmotiv di ieri pomeriggio. E’ vero che molti lo hanno detto puntando il dito contro l’arbitro, nel peggiore stile italiano (e sicuramente poco animato da fair play), ma è anche vero che nessuno di quanti hanno seguito la partita nel secondo tempo ha potuto illudersi che quell’Italia, anche senza le “15 punizioni contro” avrebbe potuto portare a casa la vittoria contro un Galles comunque apparso sottotono.

 

Antonio Ungaro

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