6 Nazioni, il punto dopo il 3° turno: la Scozia torna in corsa per il successo

La Scozia in un sol colpo vince la Calcutta Cup, ferma lo slam dell'Inghilterra e, soprattutto, torna in corsa per un (difficile) successo finale nel torneo.

6 Nazioni, il punto dopo il 3° turno: la Scozia torna in corsa per il successo

Incontenibile la gioia scozzese che a Murrayfield sabato ha scritto un piccolo pezzo di storia di questo sport. E non possiamo che dargli ragione. A distanza di 48 ore non si spegne l’eco per una vittoria inattesa (forse), ma sicuramente meritata e che mancava da 14 anni. Non sappiamo se l’entusiasmo che si vive in questi giorni ad Edimburgo sia dovuto al fatto di aver portato a casa la Calcutta Cup o, più realisticamente, per aver interrotto i sogni di “grande slam” e probabilmente di vittoria ai ragazzi di Jones. L’effetto più eclatante, infatti, di questo terzo turno riguarda lo sconvolgimento in classifica derivante propria dal successo di capitan Barclay e della sua allegra brigata.

Questa la classifica del Torneo dopo il terzo giorno:

Saltano subito agli occhi due aspetti: l’Irlanda solitaria in testa e a punteggio (quasi) pieno e la Scozia che è ormai rientrata a pieno titolo nella lotta per la vittoria. Il prossimo turno ci dirà molto su questo duello. A Dublino si gioca proprio Irlanda Scozia e se per caso gli Highlanders dovessero a ripetere l’impresa, a quel punto nulla è precluso, anche perché poi la stessa Irlanda se la dovrebbe vedere con l’Inghilterra, fuori casa, nell’ultimo turno. Non è fantascienza, ma uno scenario in qualsiasi caso difficile da realizzarsi. Più probabile a questo punto che la vittoria se la possano giocare Irlanda, capace sabato di domare un Galles pimpante solo nel primo tempo, e Inghilterra.

La quale dovrà ritrovare se stessa a Parigi con la Francia prima del big match di Londra. Jones ha ricordato come le sconfitte aiutino a crescere. Dopo un anno di successi (l’ultima sconfitta prima di sabato fu contro l’Irlanda lo scorso anno) il XV della rosa ha giocato una partita svogliata e ricca di errori. Magari contro un altro avversario sarebbe bastato, ma contro la Scozia di questi tempi no. I gonnellati restano la 5^ forza del ranking mondiale e il 6 Nazioni 2018 si conferma il torneo più difficile degli ultimi anni. Questo per noi non è una buona notizia. Perché non abbiamo alcuna possibilità di ben figurare e interrompere la striscia di sconfitte che ormai è diventata “storica” o “imbarazzante”.. o entrambe.

Ci potremmo chiedere per quale motivo la Scozia, scivolata dietro di noi agli albori del 6 Nazioni dopo aver vinto l’ultima edizione del 5 Nazioni, è riuscita a tornare nel club delle grandi, mentre noi stiamo scivolando inesorabilmente in basso. In realtà i più esperti commentatori si sono posti da tempo un’altra domanda: come mai la Scozia ci abbia messo così tanto a tornare in alto. Questo per dire che in questo sport difficilmente si inventa o si cambiano gerarchie consolidate nel tempo. Ci sono riuscite negli anni l’Italia (di Dominguez e Troncon), il Giappone (del ct Jones) e la Georgia. Successi effimeri, però, che non hanno trascinato il movimento. Forse bisogna guardare il settore giovanile, per capire.

6 NAZIONI UNDER 20 – La dimostrazione, abbastanza logica per quanto banale, che i successi si costruiscono dalle giovanili arriva dal risultato, questo ancora più sorprendente, dell’incontro Scozia Inghilterra U20. I bianchi della rosa in questa categoria apparivano lanciati ancora di più dei loro omologhi “elite” verso il successo. Hanno dovuto invece fare i conti con l’orgoglio e l’entusiasmo dei pari età scozzesi, mai “in torneo” fino ad oggi, ma evidentemente galvanizzati da quanto accaduto a Murrayfield.

La Francia, che stenta ancora nel torneo dei grandi, può contare invece su un gruppo di giovani di grandi prospettive. Marcia a punteggio pieno e l’Italia, anche in questo caso, recita ancora il ruolo di sparring partner, vittima sacrificale: 78-12, il punteggio con il quale siamo stati “asfaltati”, è al momento il record di punti realizzati in un incontro.

Gli azzurri U20, nonostante questo, con i loro miseri 2 punti (difensivi per la partita contro l’Irlanda) sono però attualmente il miglior piazzamento in classifica nei tre tornei delle squadre azzurre. Le donne, infatti, non viaggiano meglio..

6 NAZIONI FEMMINILE – Tempo fa chiedemmo ad un tecnico di accademia per quale motivo la FIR non investisse decisamente nello sport femminile. Del resto, come anche confermato dai recenti successi azzurri alle Olimpiadi invernali, il posto che occupa l’Italia nel ranking mondiale in tutti gli sport con le sole donne è da qualche anno migliore rispetto a quello occupato dagli uomini. Insomma, nel nostro paese lo sport “è donna”, quindi perché non provare a fare qualcosa di buono anche nel rugby? La risposta fu del tipo: “La Nazionale donne si riunisce solo in occasione delle partite… Non ci sono investimenti affinché si possa costruire un gruppo che avrebbe sicuramente un futuro..”. Si vede.

Lasciate al loro destino le donne dell’Italrugby, che solo qualche anno fa raggiunsero il più alto piazzamento di una formazione italiana nella storia del 6 Nazioni, quest’anno non sono ancora riuscite a lasciare il segno. L’ultimo schiaffo è quello ricevuto dalla Francia con un brutto 57-0. Per quanto riguarda la lotta di vertice, in testa la coppia Inghilterra e Francia, a punteggio pieno.

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