6 Nazioni: l’Italia contro il Galles con la novità tattica di Canna centro

Considerazioni riguardo la novità di schierare un mediano di apertura come centro: una rivoluzione nel gioco superiore a quella di chiamare in nazionale quindici nomi nuovi, ma che giocano alla vecchia maniera.

6 Nazioni: l’Italia contro il Galles con la novità tattica di Canna centro

Cardiff (Galles) – L’esordio di Franco Smith nel Sei Nazioni porta la novità di veder schierare un mediano di apertura come centro. Stiamo parlando logicamente di Carlo Canna che contro il Galles partirà con il n. 12 (qui la formazione). Quello che forse Smith non ha detto nella conferenza stampa (qui integrale) è che il coach azzurro ha deciso di impiegare quelli che lui considera i XV migliori giocatori in Italia. Canna è tra questi e pertanto un posto lo ha trovato.

“Ci sono giocatori infortunati in quel ruolo, come Campagnaro – ha dichiarato l’allenatore azzurro relativamente alla scelta  – ma questa è una opportunità  per valutare meglio i giocatori a mia disposizione. Carlo sta giocando una buona stagione con le Zebre e merita una opportunità. Avremo un doppio playmaker in campo, decisione in linea con il nostro piano di gioco”. Potrebbe essere una soluzione valida, per due motivi. Il primo è di fondo: si lavora con impostazioni strategiche per cambiare lo stile di gioco della nostra Nazionale, lasciando perdere tatticismi da quattro soldi come quello messo in campo da O’Shea nella famosa partita contro l’Inghilterra.

Secondo: l’Italia è carente sui calci di spostamento, quando invece le nuove tendenze riportano quest’arma all’attenzione generale (guardate l’Inghilterra). Mettere in campo un secondo giocatore in grado di spostare il baricentro dell’azione nella metà campo avversaria potrebbe essere un modo per pensare un altro rugby, opposto a quello visto dall’Italia negli ultimi anni.

“In questo Sei Nazioni – ha ricordato Smith – ci sono stati cambiamenti in panchina e nelle rose con inserimento di nuovi giocatori. Io ho preferito non fare un cambio radicale ma graduale nel tempo. E’ importante avere anche giocatori di esperienza. Step by step costruiremo un gruppo che costituirà l’ossatura per il Mondiale del 2023”.

Nella sostanza, però, giocare con due aperture potrebbe essere una rivoluzione più grande di quella di mettere in campo XV nomi nuovi, che però continuano a fare “a capocciate”, come si dice nel gergo dei campi.

Riguardo i nostro avversari nella prima partita del Sei Nazioni, il coach azzurro afferma: “In attacco il Galles cercherà di muovere molto la palla. In difesa sarà come sempre una squadra dura. Sarà una incognita per entrambi perché entrambe le squadre hanno cambiato allenatore e inserito nuovi giocatori”.

“Per me è davvero bello e stimolante essere qui in Italia nuovamente. Durante la mia permanenza a Treviso ho imparato tanto in quel periodo e oggi quell’esperienza mi è di aiuto per affrontare meglio alcune situazioni, sia in campo che fuori. Anche nel lavoro con le franchigie, avendo lavorato con la Benetton, conosco alcune dinamiche che mi permettono di relazionarmi meglio con entrambe le franchigie” ha concluso l’allenatore dell’Italia.

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