
Salice Terme, dove inizia l’antica Via del Sale, sembra più grande e più bella che mai, disegnata per ospitare il traguardo finale di una tappa del Giro d’Italia Women che poteva essere la volta buona per una cacciatrice di imprese come Elisa Longo Borghini.
L’hai aspettata a Pietragavina e ai piedi di Zavattarello, convincendo le streghe e i fantasmi del Castello Dal Verme, maniero che vive più che mai anche delle sue leggende. Hai quasi maledetto, e subito dopo benedetto, un percorso bello che racconta le colline su e giù dell’Oltrepò Pavese, quei continui saliscendi che qui chiamano “mangia e bevi”, sempre pronti a regalare spettacolo tra vigne e biodiversità. Sarebbe stato ancora più bello con la salita di Oramala. Dove “resta” un altro castello, altra suggestione rimasta sospesa nell’idea di una tappa che sembrava disegnata apposta per lei. Franco Scabrosetti, un attento collega che segue il ciclismo con passione per La Provincia Pavese ti spiega: “probabilmente l’hanno tolto per le condizioni non troppo sicure della discesa“. Peccato. Ma intanto la corsa va. E tanta gente sul traguardo. Lo spettacolo semplice, antico, ma assai moderno del Ciclismo vince come sempre.

Per Elisa. Elisa Longo Borghini.
Non Elisa Balsamo, che comunque continua con orgoglio a tenere sotto la lunga treccia la sua Maglia Rossa della classifica a punti. Piuttosto Longo Borghini, un fenomeno in maglia tricolore che spunta davanti a tutte sul gruppetto di testa nelle fasi finali. Si distingue. Quel tricolore. Un tricolore che in questo Giro Women molto bello sconta, se così si può dire, la mancanza di corse nelle gambe dopo gli infortuni che ne hanno rallentato la preparazione.
Si è presentata comunque seriamente pronta a questo Giro 2026, ma le corse a tappe chiedono distanza, fondo, resistenza, giorno dopo giorno. Chiedono corse nelle gambe. Non solo allenamento. E senza continuità agonistica non è facile restare al passo delle migliori. Che ci sono quasi tutte. C’è soprattutto la Maglia Rosa Anna Van der Breggen e c’è Demi Vollering, distante un minuto dalla leadership alla vigilia della giornata decisiva.
Stamattina, per la prima volta nella storia del ciclismo femminile, c’è il Colle delle Finestre. C’è l’arrivo al Sestriere. C’è una pagina di storia da scrivere. Tutte insieme, si intende.
«Forse non c’è nulla di eroico nella tenacia, ma tale qualità sta al carattere di una persona come il carbonio sta all’acciaio, cioè è l’elemento che rafforza la lega».
Lo ricorda sui social una fine appassionata di ciclismo, Samantha Profumo, citando Napoleon Hill sulla sua pagina-community dal titolo accattivante e sorridente “Ghe vorèn i garùun”. E la frase è indirizzata proprio a Elisa Longo Borghini. Sottoscrivi. Like. Mi piace.
La vedi sfrecciare Elisa il giorno dopo un’inquadratura in TV, in una precedente fase della corsa in cui non succede quasi niente, capace di dire alla telecamera, “ciao papà”. La vedi e rivedi senza doverla cercare nel finale disegnato accanto al parco di Salice Terme.
La cerchi e la trovi. Insieme all’altra azzurra Silvia Persico capaci di sfruttare il finale nervoso per tentare il colpaccio e mettere in difficoltà le rivali della classifica generale, entrando nell’azione che ha deciso la tappa e consentendo alla UAE Team ADQ di giocarsi qualche secondo prezioso in ottica classifica.
La vedi lì davanti: a cercare un successo per la squadra prima che per lei: da cacciatrice e leader di un team. È fatta così. Di una lega speciale che è composta soprattutto da gambe, cuore e testa. Oltre che il carbonio della sua bicicletta.

Le cose però non sono andate come avrebbe voluto.
A vincere è una francesina che sconosciuta non è affatto. Si chiama Celia Gery, è nata nel 2006, corre per la FDJ United-Suez e aveva già mostrato il proprio talento in corse che profumano di classiche e si corrono dalle parti dell’inferno del Nord. Giovane, sì, ma già sufficientemente caparbia da conquistare un successo che la proietta nell’élite del ciclismo internazionale.
Perché siamo al Giro d’Italia Women, signore e signori.
La sua azione nasce lungo la discesa del GPM di Pietragavina. Una mossa che trova terreno fertile grazie anche alla spinta del tandem UAE Team ADQ formato da Silvia Persico ed Elisa Longo Borghini. Davanti si forma un gruppo di attaccanti che va a raggiungere le superstiti della lunga fuga di giornata: Alison Jackson, Chantal Pegolo e Gaia Segato. Con loro anche Lucinda Brand.
Le sei battistrada arrivano all’ultimo chilometro con pochi secondi di vantaggio sul gruppo della Maglia Rosa. Quanto basta. Nello sprint finale Gery anticipa Lucinda Brand e Chantal Pegolo, conquistando la vittoria più importante della sua giovane carriera.
Poco dopo l’arrivo incontri il suo addetto stampa, Giorgio Torre.
«Non essere delusa», ti dice. «Perché questo arrivo, lì davanti, a lottare per un successo di squadra, per Elisa è tanto morale.»
Lo sa bene chi le sta accanto in questa professione a due ruote. Lo sai anche tu. Longo Borghini non tradirà la fiducia dei tanti tifosi arrivati in Oltrepò e già pronti a spostarsi verso la Val di Susa e il Sestriere per sostenerla anche oggi sulle strade del Giro Women.
L’altra Elisa, intanto, appare decisamente soddisfatta.

Un sorriso che fa bene al ciclismo italiano. Elisa Balsamo racconta così la sua giornata ai microfoni del giornalista Paolo Colombo, pochi minuti dopo il traguardo:
«Era una tappa molto insidiosa oggi e quindi bene così. Domani sarà l’inferno, ma io cercherò a tutti i costi di portare a casa la Maglia Rossa. Sono molto contenta del mio Giro. Il voto che do alla squadra, più che a me stessa, è 10.»
Sono immagini, flash, sensazioni di un Giro Women che nel 2026 racconta forse meglio che mai la forza di un movimento femminile ormai maturo, capace di affrontare quello che per decenni è stato considerato territorio esclusivo del ciclismo maschile.
Il Colle delle Finestre, benedetto inferno di fatica ed emozioni, entra per la prima volta nella storia della corsa rosa femminile. Una conquista simbolica prima ancora che sportiva.
La rivincita della bicicletta, verrebbe da dire sorridendo.
Bicicletta, sostantivo femminile singolare.
Anzi plurale.
Grazie Giro Women.

La corsa
La tappa di Salice Terme, lunga 159 chilometri, si è conclusa con il successo di Celia Gery (FDJ United-Suez), che ha tagliato il traguardo in 3h51’13” alla media di 41,260 km/h. Alle sue spalle Lucinda Brand (Lidl-Trek) e Chantal Pegolo (Isolmant-Premac-Vittoria).
Il gruppo delle principali favorite è arrivato con appena 8 secondi di ritardo. Una differenza minima che però ha consentito a Elisa Longo Borghini di guadagnare 5 secondi sulle altre pretendenti alla classifica generale grazie agli abbuoni conquistati nel finale.
Il Giro entra ora nel suo weekend decisivo. La tappa regina prevede partenza da Rivoli e arrivo al Sestriere dopo il passaggio sul Colle delle Finestre, Cima Alfonsina Strada dell’edizione 2026 e salita affrontata per la prima volta nella storia del Giro Women.
Da segnalare anche una caduta della Maglia Rosa Anna Van der Breggen a poco più di 50 chilometri dall’arrivo. L’olandese resta comunque saldamente al comando della classifica generale.
Classifica generale
- Anna Van der Breggen (Team SD Worx-Protime)
- Demi Vollering (FDJ United-Suez) a 1’00”
- Antonia Niedermaier (Canyon//SRAM zondacrypto) a 1’24”
- Isabella Holmgren (Lidl-Trek) a 2’01”
- Marlen Reusser (Movistar Team) a 2’03”
Elisa Longo Borghini occupa la sesta posizione a 2’07” dalla Maglia Rosa.
Le maglie del Giro d’Italia Women
Maglia Rosa (classifica generale): Anna Van der Breggen (Team SD Worx-Protime)
Maglia Rossa (classifica a punti): Elisa Balsamo (Lidl-Trek)
Maglia Azzurra (Gran Premio della Montagna): Anna Van der Breggen (Team SD Worx-Protime), indossata in corsa da Valentina Cavallar
Maglia Bianca (giovani): Isabella Holmgren (Lidl-Trek)
La tappa del Colle delle Finestre e del Sestriere sarà trasmessa in diretta su Rai 2 dalle ore 15.30 e sulle piattaforme Eurosport, Discovery+ e HBO Max dalle ore 15.15.


