
Basteranno 28” per riaprire il Tour? Se lo chiedono tutti, soprattutto i belgi che oggi festeggiano la festa nazionale e il secondo successo consecutivo di Remco Evenepoel. Questo è il distacco, sotto lo striscione di arrivo, tra lui e il dominatore, fino ad oggi, incontrastato del Tour, Tadej Pogacar.
La cronometro individuale, l’unica di questa edizione, si chiude quindi nel modo più scontato, con la vittoria del favorito e campione del mondo di specialità e con un secondo posto, a 28” appunto, della maglia gialla. Tutti gli altri, a cominciare da uno straordinario Skjelmose, molto dietro, oltre il minuto. Adesso in classifica generale lo sloveno conserva 4’32” sul belga, mentre tutti gli altri, a cominciare dal messicano Del Toro, viaggiano oltre i sei minuti.
Evenepoel, subito dopo l’arrivo: “È veramente bello vincere due tappe di seguito, nel giorno della festa nazionale belga, davanti alla mia famiglia. Una giornata veramente bella, peccato solo che Florian (Lipowitz, ndr) sia caduto e sia stato costretto al ritiro.”
Torniamo alla domanda di partenza: basterà questa nuova iniezione di fiducia e i 28” rosicchiati a riaprire la 113^ edizione della Grande Boucle?
Perché no – Sono diversi i motivi che fanno ritenere improbabile un improvviso sorpasso. Dal punto di vista tecnico era prevedibile che la cronometro si concludesse in questo modo. Il vantaggio dello sloveno si è sempre costruito in salita e soltanto nella tappa di domenica Evenepoel ha pedalato sugli stessi ritmi di Tadej. Il quale, però, in quella occasione ha corso in surplace per non lasciare al proprio destino Del Toro, trascinandolo letteralmente in maglia bianca. Le prossime tappe, soprattutto le finali sulle Alpi, sono ricche di salite lunghe, terreno sul quale Evenepoel, ancorché rinfrancato da questi due successi, deve ancora dimostrare di tenere il ritmo dei migliori. Insomma il Tour sembra ancora blindato e con le gerarchie consolidate. L’unica incertezza riguarda il terzo posto e la maglia bianca, con la lotta tra i due giovani rampanti Del Toro e Seixas.
Perché sì – La cronometro in un grande giro, soprattutto se calendarizzata nella terza settimana, fornisce importanti indicazioni sul fondo di ogni singolo corridore. Si capisce soprattutto nella parte finale dello sforzo. Proprio verso la fine della gara, Pogacar ha accumulato lo svantaggio maggiore, dopo essere stato vicino al belga nel primo e nel secondo tratto. Potrebbe significare che le energie dello sloveno iniziano a scarseggiare e che si avvicina il momento di dover attingere alle riserve. Sono i momenti che atleticamente espongono il ciclista a cotte improvvise. Se dovesse accadere, per esempio nella prima grande tappa di montagna, 4’ di vantaggio potrebbero non essere sufficienti. La storia di questo sport dimostra che in presenza di una crisi improvvisa si possono accumulare anche distacchi peggiori.
In attesa di scoprire cosa sarà, intanto la crono di oggi ha risolto il dilemma in casa BORA riguardo al capitano, con la caduta e l’uscita di scena del tedesco Lipowitz (in bocca al lupo per una pronta ripresa). Ne ha aperto però un altro in casa Lidl-Trek: Skjelmose ha recuperato oltre la metà del distacco da Ayuso e le prossime salite potrebbero cambiare le gerarchie in squadra. In assenza di una lotta per la vittoria, possiamo emozionarci con questo.
Classifica generale
1. Tadej Pogačar (UAE Team Emirates-XRG) 56h14’18”
2. Remco Evenepoel (Red Bull-BORA-hansgrohe) +4’32”
3. Isaac Del Toro (UAE Team Emirates-XRG) +6’51”
4. Paul Seixas (Decathlon CMA CGM) +7’11”
5. Juan Ayuso (Lidl-Trek) +9’22”
6. Mattias Skjelmose (Lidl-Trek) +10’14”
7. Lenny Martinez (Bahrain Victorious) +12’50”
8. Tom Pidcock (Pinarello-Q36.5) +12’58”
9. Jordan Jegat (TotalEnergies) +22’50”
10. Yannis Voisard (Tudor Pro Cycling Team) +24’18”


