Gio, 19 Febbraio 2026
Dama e BridgeA Foggia il Campionato Mondiale Dama tra Scarpetta e Nonyukela

A Foggia il Campionato Mondiale Dama tra Scarpetta e Nonyukela

Contestualmente alla sfida dal sapore mondiale, infatti, Foggia ospiterà anche il Campionato Italiano a squadre di Dama Italiana, per il quale si sono qualificate dieci compagini

Riflettori puntati sulla città di Foggia, dove da domani si gioca il campionato del mondo tra il detentore Sergio Scarpetta e lo sfidante sudafricano naturalizzato statunitense Melikaya Nonyukela.

Scarpetta, ingegnere di Cerignola, ha conquistato il titolo nel 2020 e lo ha poi difeso vittoriosamente nel 2022 e nel 2024 in due difficili trasferte negli Stati Uniti. Ora è alla terza difesa, finalmente in Italia ed anzi nelle sua terra, grazie alla sponsorizzazione della Accademia Damistica ‘Dama Foggia’ e al supporto delle Autorità locali.

La sfida di Scarpetta si giocherà nella specialità “Dama inglese”, variante 3-move, che prevede che le mosse iniziali della partita (2 mosse bianche e 1 nera) non siano a scelta del giocatore ma sorteggiate. L’altra variante della “Dama inglese”, detta GAYAP, prevede invece la apertura libera.

Le fasi iniziali del mondiale prenderanno il via nello scenario di “Posta Guevara” (Strada Statale 90, territorio di Orsara di Puglia), mentre presso la Multisala Città del Cinema di Foggia (in un ambiente totalmente insonorizzato e che presenterà le condizioni ambientali ideali per l’espressione di una disciplina assai esigente rispetto al contesto), si terranno le fasi finali della rassegna mondiale e l’altra manifestazione che caratterizzerà questo giugno speciale per la nostra città.

Contestualmente alla sfida dal sapore mondiale, infatti, Foggia ospiterà anche il Campionato Italiano a squadre di Dama Italiana, per il quale si sono qualificate dieci compagini, ovvero Foggia (con Giuseppe Chiarella, Alessando Solazzo, Vincenzo Orsi, Massimo De Theo), S.Marco Lamis (con Emanuele d’Amore, Antonio D’Agnone, Giovanni Fiocco, Emanuele Cristiano), le due principali favorite per il podio che giungono dal nord, Savona (con Roberto Tovagliaro, Daniele Bertè, Mattia Pitzalis, Giorgia Senesi) e Livorno (con Matteo Bernini, Franco Manetti, Diego Signorini, Andrea Palumbo), le ‘outsider’ Brindisi (con Adriano Mendola, Giuseppe Abbattista, Lorenzo Miccoli, Joele Bardi) e Cellino San Marco (con Samuel e Adriano Goffredo, Roberto e Giorgia Petarra) e a completare il campo di gara i siracusani di Canicattini Bagni (terza squadra con una giocatricie, Clara Damari), i napoletani di Portici, Taranto e Reggio Calabria.

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Dato che la Federazione Italiana Dama (FID) è DSA (disciplina sportiva del CONI) durante il campionato a squadre potrebbe essere effettuato il controllo antidoping.

Pur essendo la dama uno ‘sport mentale’, il controllo è il medesimo che viene effettuato per tutti gli sportivi. Il controllo antidoping nelle principali competizioni viene effettuato ormai regolarmente, in quanto la Federazione Mondiale (FMJD) è riconosciuta come federazione sportiva dal CIO (Comitato Olimpico Internazionale) mentre in Italia la Federdama (FID) è ‘disciplina sportiva’ (DSA) del CONI dal gennaio 1993, e ne deve quindi rispettare le direttive. 

Approfondimento – DAMA ITALIANA

La dama che tutti conoscono, il gioco tradizionale, che ha per campo di gara la classica damiera di 64 caselle (8×8), viene definita nel nostro Paese “dama italiana”. La specifica serve perché la dama sulle 64 caselle viene giocata in modo diverso da nazione a nazione: quindi si parla di dama inglese, dama tedesca, dama turca, ecc. Le differenze riguardano soprattutto le regole di presa (in Italia la presa è obbligatoria, si deve prendere il maggior numero di pezzi, a parità il pezzo maggiore o iniziare a prendere dal pezzo maggiore; la pedina non può catturare la dama) e la posizione iniziale della damiera e delle pedine (in Italia con casella nera in basso a destra dei giocatori e le pedine sulle case nere)

Nei tornei di dama italiana (damiera di 64 caselle) le prime mosse non sono libere, ma vengono sorteggiate. Vengono  sorteggiate le prime due mosse del bianco e la prima del nero e in pratica la partita inizia con la seconda mossa del nero. Questa regola costituisce la “restrizione americana” e fu introdotta in Italia nel 1929. Delle possibili combinazioni, ne sono state scartate alcune poiché troppo a favore dell’uno o dell’altro colore. 

DAMA INGLESE 

La  dama “inglese” si chiama così perché già diffusa nel 1920 nell’impero britannico che allora aveva un’estensione di 35 milioni Km quadrati, circa un quarto di tutte le terre emerse. Come la dama ‘italiana’ anche la dama ‘inglese’ ha per campo di gara la classica damiera di 64 caselle (8×8). In entrambe la presa è sempre obbligatoria (il ‘soffio’ è stato abolito da più di 35 anni!) ma nella versione italiana si deve prendere il maggior numero di pezzi, a parità il pezzo maggiore o iniziare a prendere dal pezzo maggiore; soprattutto la pedina non può catturare la dama, cosa che nel gioco inglese è invece possibile. E infine la posizione iniziale della damiera in Italia richiede la casella nera in basso a destra dei giocatori e le pedine sulle case nere, nel gioco inglese il contrario: la casella in basso a destra dei giocatori è bianca e le pedine sono poste sulle case bianche, con un capovolgimento della strategia e della tattica.

Sono previste due specialità: mossa iniziale libera e prime mosse (2 bianche e 1 nera) sorteggiate.

Adolivio Capece

Redazione
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