Mar, 10 Febbraio 2026
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A La Plagne bis di Arensman. Il duello Pogacar Vingegaard ai titoli di coda

La 19^ tappa doveva essere l'ultimo atto del duello tra i big per la classifica finale e per l'onore, ma ha prevalso la stanchezza.

Arensman - Tour de France

Che fossimo ai titoli di coda si era capito già nella 18^ tappa del Tour de France a Courchevel. Oggi abbiamo avuto la conferma. Quella che si è chiusa a La Plagne, nell’ultimo arrivo in salita di questa edizione, doveva essere l’occasione per Vingegaard di vincere almeno una tappa e per Pogacar di soddisfare, in parte, la sua fame di vittorie. Invece entrambi non sono stati in grado di stoppare Thymen Arensman, che si è involato a 13 km dal traguardo, scattando in faccia proprio ai due marziani.

Non sono stati in grado o non hanno voluto, la sostanza non cambia. Lo sloveno, che aveva sicuramente meno da dimostrare avendo già in tasca la corsa, ha schierato fin da subito quello che gli restava del Team UAE per cercare di non lasciare andare nessuno. Chiara dimostrazione di voler conquistare il quinto successo. Vingegaard, archiviata la sconfitta e dimostrato in questi giorni di essere tornato quello di un tempo, voleva provare almeno una volta a tagliare per primo la linea del traguardo. Insomma, strada facendo, entrambi avevano ancora qualcosa da dimostrare e buoni motivi per provare a vincere.

Accade invece che allo scatto dell’olandese, Tadej tentenna e non risponde: quel Jonas incollato alla sua ruota lascia presagire che in caso di arrivo a due, questa volta non avrebbe vinto. “Piuttosto che far vincere il ‘pescivendolo’, avrà pensato, preferisco non vincere io“. Stessa cosa, più o meno, è quello che deve essere frullato nella testa del danese: “Tua la corsa, tu sei il più veloce… se vuoi portarmi al traguardo io ci sto, ma non tiro neanche un metro”.

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Così alla fine ha vinto Arensman davanti a Vingegaard, che ha forse dimostrato al mondo di essere in grado di sopravanzare Pogacar, ma anche che se avesse avuto un po’ più di coraggio, oggi era il giorno buono per mettere tra se e lo sloveno qualcosa di più di due secondi.

Certo, non sarebbe bastato per vincere il Tour, visto anche il chilometraggio ristretto per questioni sanitarie, ma avrebbe avuto il valore di anticipo di quello che potrebbe essere il duello il prossimo anno. Come quando nei film, dopo i titoli di coda, ti fanno vedere alcuni minuti del sequel. Ecco, Jonas avrebbe potuto, a nostro avviso, recitare un preambolo di un bel sequel… ma forse neanche lui ne aveva più.

La cronaca

Thymen Arensman firma l’impresa nella 19ª tappa del Tour de France 2025, con arrivo a La Plagne. L’olandese della Ineos parte nel momento giusto, approfitta del marcamento stretto tra i due grandi rivali di classifica, Pogacar e Vingegaard, e resiste fino al traguardo conquistando la sua seconda vittoria alla Grande Boucle. Sul traguardo precede proprio i primi due della generale, con Vingegaard che riesce ad anticipare Pogacar e recuperare due secondi. Quarto Lipowitz, frenato da una sbandata sull’asfalto bagnato negli ultimi 200 metri. Il finale è stato anche segnato da un episodio imprevisto: subito dopo l’arrivo, un addetto dell’organizzazione urta Pogacar e Vingegaard, rischiando di far cadere la maglia gialla.

La giornata era iniziata con una lunga fuga che ha visto protagonista soprattutto Primoz Roglic. Lo sloveno ha animato la tappa già dalle prime salite, prendendosi grandi rischi in discesa e arrivando ad avere oltre un minuto di vantaggio. Ai piedi dell’ascesa finale, però, la sua azione è andata spegnendosi: ai -21 km viene ripreso dal gruppo dei big, dopo aver speso tanto e sotto una pioggia sempre più insistente.

Nel frattempo Arensman decide di provarci. Pogacar e Vingegaard, dopo aver controllato nelle fasi iniziali, decidono di scatenare la loro battaglia personale ai -13 km: il primo attacca, il secondo risponde, lasciando sul posto gli altri membri del gruppetto. Solo Lipowitz e Onley provano a tenere il passo, ma senza successo. Arensman approfitta dello stallo e se ne va. Ai -7 km ha ancora 29” di vantaggio nonostante il rientro di sette corridori dietro, tra cui proprio Pogacar, Vingegaard, Lipowitz, Onley, Gall e Johannessen.

Il forcing dei big nell’ultimo tratto riduce progressivamente il gap, ma non basta: Arensman tiene duro anche quando la pioggia rende viscido l’asfalto e taglia il traguardo da solo, a braccia alzate. Alle sue spalle Vingegaard batte Pogacar nella volata per il secondo posto.

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Redazione
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