Lun, 16 Febbraio 2026
CiclismoA Napoli nel Giro neutro vince Groves in volata

A Napoli nel Giro neutro vince Groves in volata

Napule è mille culure
Napule è mille paure
Napule è a voce de’ criature

Che saglie chianu chianu
E tu sai ca’ non si sulo
Napule è nu sole amaro

No, a Napoli oggi nessun sole amaro.  Nessun sole. E non sono soli. ma sono pochi, i corridori del Giro 108, i superstiti di una tappa che è quasi paradossale raccontare. Una caduta del gruppo a 70 km dall’arrivo ha segnato il destino non solo della tappa da Potenza a Napoli ma anche del Giro stesso. Confusione e smarrimento al momento del disastro che costa caro ad un aiuto di peso per il favorito Roglic, vale a dire Jay Hindlay (commozione celebrale per l’ex vincitore del Giro 2022). Si ritirano anche Fabio Van den Bossche e Juri Hollmann.

Cosa succede poi? Una neutralizzazione della corsa, ambulanze tutte occupate a soccorrere molti corridori, corridori ammaccati e davvero si salvi chi può. La prima colpa superficiale va all’asfalto che non tiene la pioggia. Per vincere una tappa che non ha peso per il Giro 2025, ovvero non fa classifica generale, si riparte ma è una corsa fine a se stessa. Chi vince, vince la tappa e basta. Nel finale anche una protesta di uno spettatore che invade la strada riservata alla corsa. Per un pelo non accade un altro disastro. I funamboli del Giro passano indenni dall’ennesimo colpo di scena. Ed è Kaden Groves che batte in una volata concitata Fretin, secondo, e Magnier terzo. C’è ancora un cartellino giallo, il Giro quest’anno non ci risparmia nulla e questo grazie al nuovo regolamento UCI, per certi versi discutibile.

Piove sul bagnato di un Giro, scivoloso e pericoloso, va detto, partito in modo troppo dimesso e che fa i conti – forse – con un disegno che sembra troppo poco tecnico – agonistico. Se ci metti anche un parterre non del tutto degno del Giro d’Italia  – i big sono attesi al Tour – è una corsa rosa che non buca, non emoziona. E non è colpa di Pedersen che è un signor campione. Ma siamo tutti qui a rimpiangere il 2024 di Taddeo. Alzi la mano chi non la pensa così. 

Napule è nu sole amaro
Napule è addore ‘e mare

Canta Pino Daniele le cui note sono la colonna sonora di questo pezzo di Giro. Ed è un sole amaro – che non c’è – nemmeno per Wout van Aert, campione affascinante e un poco sfortunato, che tenta un allungo nel finale, un finale per la verità un po’ desolato, e ci fa sognare per un pugno di secondi appoggiati con il mento sulle transenne “dei lavori in corso sul lungomare napoletano”: mannaggia oggi non è bella neanche Napoli, che di solito ci incanta e ci fa cantare con Pino Daniele! Quella di Wout, però, non è un’azione vera e non basta a salvare la faccia a questa sfortunata tappa del Giro. 

Napule è ′na cammenata
Inte vic miezo all′ate

Eh sì Napoli oggi è solo una camminata per il gruppetto maglia rosa con Pedersen che va in gita e non si guarda neanche attorno, mentre raggiunge il traguardo, tanto non ci saranno conti da fare per la classifica generale, inutile prendere altri rischi, la conta e la corsa della maglia rosa resta dove è partita. Non va da nessun’altra parte. Neutralizzata. 

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Neutro, il Giro oggi è neutro nelle emozioni dopo lo spavento – che è pane quotidiano per i ragazzi del ciclismo e soprattutto per quelli di serie A – con l’attenzione di tutti sempre più rivolta al tema della sicurezza. Tutti che cercano la velocità, la prestazione, il record in ogni cosa, è lo sport, vero, ma fino a dove ci si deve spingere con i materiali super prestanti quando è a discapito della sicurezza?

Kaden Groves (Alpecin-Deceuninck) dunque si porta a casa il successo della sesta tappa del Giro d’Italia 108, la Potenza-Napoli di 217.5km. Al secondo e terzo posto si sono classificati rispettivamente Milan Fretin (Cofidis) e Paul Magnier (Soudal Quick-Step).

Il vincitore di tappa Kaden Groves, subito dopo l’arrivo, ha dichiarato: “Prima vittoria dell’anno, è davvero un grande sollievo. La squadra ha sempre creduto in me nonostante non sia stato un grande inizio di stagione. A causa dell’infortunio ho perso molte corse, ed è per questo che sono arrivato al Giro ancora a quota zero. I due fuggitivi ci hanno dato filo da torcere, ma grazie al lavoro di tutti siamo riusciti a rientrare in tempo. Ho lanciato lo sprint presto, ma ero abbastanza sicuro di me. È davvero bellissimo vincere qui a Napoli, una città iconica. Per un velocista, è un vero sogno”.

Domani si corre in Abruzzo. Prima tappa che punta sulle salite. Si tratta della tappa numero 6 da Castel di Sangro a Roccaraso (GPM 3), comprende una breve salita a Rivisondoli e la scalata verso il Monte Urano (GPM 2). La tappa sarà caratterizzata da un percorso con molti cambi di pendenza e dislivello, con la salita finale verso Roccaraso che sarà di 18,2 km con pendenza media del 4,8% e punte del 12%. 

Mads Pedersen (Lidl-Trek) rimane in Maglia Rosa di leader della classifica generale.

ORDINE D’ARRIVO
1 – Kaden Groves (Alpecin-Deceuninck) – 217.5km in 4h59’52”, media di 43.519 km/h
2 – Milan Fretin (Cofidis) s.t.
3 – Paul Magnier (Soudal Quick-Step) s.t.

CLASSIFICA GENERALE
1 – Mads Pedersen (Lidl-Trek)
2 – Primož Roglič (Red Bull – Bora – Hansgrohe) a 17″
3 – Mathias Vacek (Lidl-Trek) a 24″

LE MAGLIE UFFICIALI

Le Maglie di leader del Giro d’Italia sono disegnate e realizzate da CASTELLI.

Maglia Bianca, leader della Classifica Giovani, nati dopo il 01/01/2000, sponsorizzata da Conad – Mathias Vacek (Lidl-Trek)

Maglia Rosa, leader della Classifica Generale, sponsorizzata da IUMAN – Intimissimi Uomo – Mads Pedersen (Lidl-Trek)

Maglia Ciclamino, leader della Classifica a Punti, leader della Classifica a Punti, in collaborazione con Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e ITA Italian Trade Agency – Mads Pedersen (Lidl-Trek)

Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna, sponsorizzata da Banca Mediolanum – Lorenzo Fortunato (XDS Astana Team)

Luciana Rota
Luciana Rota
Cresciuta alla scuola del giornalismo della gavetta, quella dei Rota nello sport, con papà Franco (firma de La Notte) e con zio Nino (firma de La Gazzetta dello Sport) è contributor di diverse testate e scrive soprattutto di sport di endurance, turismo attivo, vino, salute e anche di benessere. Ha maturato una lunga esperienza nel mondo dello sport olimpico, anche come consulente di alcune Federazioni (Federciclismo, Federazione Italiana Sport Equestri), ma ha seguito anche Pugilato, Sci Nautico, Triathlon e Scherma. Ama tutto il mondo dello sport all’aria aperta e la cultura della fatica, anche quella che ci porta a guardare con rispetto alla montagna. Ha una vera passione per la storia dello sport e del ciclismo in particolare.

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