A parte lo sport…

Il 2016 si chiude nel segno delle Olimpiadi e dei tanti campioni che le hanno scritte, ma anche di due grandi che non ci sono più..

A parte lo sport…

“A parte lo sport, Lei con questi ragazzi ha fatto una grande cosa”. Si conclude così Il Sapore della Vittoria, il bel film sulla parabola sportiva e umana dei Titans, la squadra di football americano del liceo T.C. Williams High School di Alexandria (Virginia).

“A parte lo sport”, adesso che il 2016 passa alla storia, che anno è stato? “A parte lo sport” perché lo sport rappresenta una parte del tutto e quel tutto spesso è così brutto che anche lo sport ne rimane contagiato. “A parte lo sport”, quindi, ci chiediamo quali eventi hanno condizionato il 2016?

Farlo per lo sport, per inciso, è esercizio facile: con le Olimpiadi e Paralimpiadi di Rio celebrate senza troppi intoppi (forse questa è la vera notizia), chi ama lo sport può trovare storie e personaggi per arricchire il proprio pantheon. Noi però vogliamo essere originali e proviamo ad indicare sinteticamente pochi nomi e situazioni che a nostro avviso hanno caratterizzato il 2016 dal punto di vista sportivo.

Due non ci sono più: Johan Cruyff e Muhammed Ali. Erano grandi, immensi, nel 2016 se ne sono andati.

Come eventi scegliamo il successo di Cleveland contro Golden State in NBA, il primo nella storia di quella città e la consacrazione del Prescelto. Almeno dal nostro punto di vista le favole hanno ancora un lieto fine…

Ma a parte lo sport, che 2016 è stato? E’ stato l’anno della “tempesta perfetta”: Brexit, Trump, successo del NO. Gli analisti avevano detto che questo avrebbe scatenato l’Armageddon, la soluzione finale, la fine del mondo come noi lo intendevamo… Siamo ancora qui, in attesa.

Per questo il 2017, nonostante il terrorismo e una sanguinosa guerra in Siria che sta raschiando il barile dell’umanità (mostrando una pericolosa capacità di assimilazione a queste nefandezze da parte dell’Occidente); nonostante si continui, nel mondo, a morire di malaria e dissenteria; nonostante le risorse naturali in grado di rigenerarsi si siano esaurite già a giugno; nonostante i mercati finanziari ancora accorrono in massa per salvare le banche (e il risparmio) e non si curano di chi non arriva alla fine del mese; nonostante tutto questo (e altro ancora), il 2017, dicevamo, si appresta ad essere sicuramente un anno migliore.

Migliore perché, scriveva Ernest Labrousse, le Rivoluzioni accadono nonostante i Rivoluzionari e, soprattutto perché se la ragione ci sconforta, la volontà ci sorregge.

Buono Sport e buon 2017.

Antonio Ungaro

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