Di Silvia Cavallero – Un viaggio nella penisola del Sinis è un tuffo di energia e natura vera in una Sardegna ancora ignara del turismo di massa, in un territorio dal paesaggio sorprendente e unico, a contatto con una cultura millenaria e, in parte, misteriosa come quella nuragica che ha prodotto le statue dei Giganti di Mont’e Prama.

Il Sinis è una zona della Sardegna centro-occidentale, sopra Oristano. Si estende in direzione nord-sud da Capo Mannu a Capo San Marco e si addentra nell’entroterra, da ovest verso est, intorno allo stagno di Cabras, uno deipiù grandi d’Europa. È un’area protetta di 26.000 ettari, abbracciata dal mare e dalle acque interne. Una rete locale di aziende, produttori, strutture ricettive e associazioni sportive si impegna oggi a valorizzare e promuovere questo angolo della Sardegna, unendo le rispettive forze nel progetto Sinistogo, che ha come capofila la Fondazione Mont’e Prama. Il progetto arruola inoltre l’esperienza ventennale di Travel Motus, tour operator specializzato nel proporre ai turisti esperienze immersi e in grado di coniugare natura, sport, storia e cultura, dove con quest’ultima si intende anche il prezioso patrimonio enogastronomico.
L’elemento che domina il paesaggio del Sinis è l’acqua, declinata da Madre Natura in varie forme. C’è innanzitutto il mare cangiante dalle mille sfumature diblu, azzurro e turchese, e poi ci sono stagni, lagune, paludi, sorgenti e piccoli fiumi. L’acqua è qui la risorsa principale, ma abbondano pure saline, terreni fertili erocce di basalto e arenaria, che hanno fornito materiale da costruzione alle varie civiltà succedutesi nel tempo. La presenza e l’abbondanza di acqua hanno determinato la nascita dei primi insediamenti di età preistorica e poi di quelli dell’età nuragica.
Attratti dalle risorse naturali e dalla presenza di una costa dotata di insenature e di una vista panoramica, giunsero poi dal mare Fenici, Cartaginesi, Romani, Arabi e Spagnoli. Ne sono vestigia, all’estremità meridionale della penisola, i resti della città di Tharros – fondata dai Fenici intorno all’VIII secolo a.C. – e una serie di torri erette durante la dominazione spagnola per proteggere le coste dalle incursioni nemiche. La più famosa di queste torri è quella di San Giovanni, situata vicino a Tharros.

A piedi o in bicicletta
Per una vacanza all’insegna dello sport, il Sinis presentanumerosi itinerari per gite a piedi o in bicicletta. Molti hotel e bed & breakfast noleggiano ai propri ospiti city bike, mountain bike o e-bike, per esplorare i dintorni, offrendo consigli sui percorsi più adatti alle diverse esigenze. Si può, ad esempio, procedere lungo il mare, godendo del mutare del paesaggio costiero che, da nord a sud, è prima caratterizzato da alte falesie battute dalle onde, poi diviene basso e sabbioso e, infine, di nuovo roccioso.
Nel corso di queste passeggiate non può mancare una sosta su una delle spiagge del Sinis per un bagno rinfrescante nelle acque cristalline del mare o, se la stagione non lo permette ancora, solo per il piacere di ammirare una spiaggia selvaggia dalle dune ornate di vegetazione: accanto alla tipica macchia mediterranea, prosperano le specie psammofile, cioè le piante che amano la sabbia, come la portulaca con i suoi fiori gialli o rossi.

A cavallo lungo meravigliose spiagge
Tra le spiagge più rinomate ci sono Maimoni, Mari Ermie Is Arutas, la cui sabbia è costituita da granelli di quarzo derivati da un processo di erosione delle rocce di basalto dell’entroterra, conclusosi millenni orsono. Ad Is Arutas i chicchi sono addirittura bianchi, rosa e verdi. Per tutelarne la conservazione, da queste spiagge rare e meravigliose è proibito prelevare perfino una minimaquantità di granelli di sabbia.
A piedi, in bicicletta o anche a cavallo, l’entroterra merita una visita approfondita e rivela un mosaico composito di paesaggi diversi: distese di vigneti e oliveti, campi coltivati ad ortaggi, ma anche a lavanda (nelle campagne di Riola Sardo c’è l’azienda agricola La lavanda di Elvio), paesi e villaggi – Cabras, San Giovanni di Sinis, Nurachi e San Salvatore, per citarne solo alcuni – una rete di saline, paludi e stagni. Il più grande è quello di Cabras, con i suoi 2228 ettari di estensione, che si sommano a quelli di altri specchi d’acqua per un totale di 3000 ettari di acque interne. Queste zone umide costituiscono un patrimonio di biodiversità e uno spettacolo per i birdwatcher, che vi possono ammirare cormorani, aironi, falchi, martin pescatori e i fotogenici fenicotteri rosa.

Il fascino di Tharros e il mistero dei nuraghi
Meta intrigante di passeggiate ed escursioni in bicicletta sono il sito archeologico di Tharros, dapprima insediamento fenicio, poi punico, romano e bizantino, o il Museo civico Giovanni Marongiu di Cabras, che custodisce reperti di età neolitica e nuragica, materiali provenienti da Tharros, nonché il carico di lingotti di piombo di una nave romana, naufragata presso l’isola di Mal di Ventre (nome che deriva dall’errata traduzione del sardo de malu entu, del vento cattivo). Tra le testimonianze della civiltà nuragica sono esposti al Museo i famosi Giganti, colossi di calcarenite che rappresentano guerrieri, pugilatori e arcieri. Rinvenuti per caso negli anni Settanta da un contadino, mentrearava la sua terra, appartengono alla necropoli di Mont’e Prama (ovvero il monte delle palme, ormai scomparse a causa del secolare sfruttamento agricolo), un luogo funerario peculiare, in cui furono sepolti solo giovani uomini in tombe insolitamente singole per la civiltà nuragica, che prevede per lo più sepolture collettive.
Nel corso di una passeggiata, può capitare di imbattersi nei resti di qualche nuraghe. I nuraghi sono caratteristiche torri della Sardegna, realizzate con massi e pietre sovrapposti a secco. Qual era la funzione di questi edifici? Costruiti a scopo difensivo e abitativo,erano forse anche adibiti ad attività sociali e religiose: la questione resta ancora aperta. La Sardegna ne è piena: ce ne sono circa settemila sparsi per l’isola e, di questi, ben 152 si trovano nella zona del Sinis.
Scopri qui i siti di interesse storico e archeologico del Sinis

Immersioni ricche di incontri
Meta ideale per gli appassionati di sport acquatici, il Sinis vanta fondali marini popolati da una ricca fauna,che attrae gli amanti dello snorkeling e delle immersioni.

La penisola è l’ideale per la vela e per gli sport su tavola quali windsurf, surf e kitesurf. Capo Mannu è considerato la Mecca del surf in Sardegna: la conformazione della costa e del fondale attutisce l’impatto del vento e crea onde perfette per surfare.
Il golfo di Oristano, ventoso ma con il mare calmo, sembra creato apposta per imparare a navigare in barca a vela. È possibile praticare inoltre stand up paddle (SUP) e canoa. Noleggiare un’imbarcazione è anche un modo per esplorare la costa, spingendosi fino all’isoletta di Mal di Ventre, distante appena otto chilometri.
Con gli sport d’acqua è magia
Se le spiagge hanno un aspetto selvaggio, nei loro pressinon mancano però strutture e servizi per i turisti: dai bed & breakfast agli hotel – ricordiamo l’Hotel Rafael vicino a Putzu Idu, a pochi passi dal mare – dai bar ai ristoranti, dalle scuole di vela, di nuoto o di immersioni subacqueealle associazioni sportive che noleggiano attrezzature e offrono corsi per utilizzarle. Come Naturawentura, con cui si può praticare vela, surf, windsurf, nonché trekking e ciclismo. Oppure Sea Sport & Life, che propone corsi di windsurf, wingfoil e SUP e mette a disposizione canoe, pedalò, lettini e ombrelloni sulla spiaggia di Putzu Idu.


Sinis per la gola
Dopo tanto sport bisognerà pur nutrirsi! Questa terra custodisce tesori enogastronomici, da scoprire nei ristoranti, negli agriturismi, nelle cantine aperte alle visite e alle degustazioni – ad esempio, la storica cantina Contini, la più antica della Sardegna- o negli spacci di aziende agricole – come Sa Marigosa, situata proprio di fronte al Mont’e Prama. Olio extravergine di oliva, pesce, bottarga, verdure, formaggi, dolci di mandorla e poi i vini, nieddera e vernaccia prima di tutti, vi aspettano per riempirvi il palato e l’olfatto con i loro sapori e profumi. A tavola l’accoglienza del Sinis si fa particolarmente premurosa e autentica. Si è invitati con calore ad assaggiare tutte le specialità locali e, forse, ai più fortunati capiterà, come può succedere a chi visita l’agriturismo S’Anea, di assaporare un bicchiere di vernaccia dal sapore liquoroso e aromatico e dal bouquetspeziato, prodotta per il solo uso domestico, cioè non destinata al commercio, e quindi assolutamente priva di solfiti. Una vera delizia per il palato e per il cuore.
Scopri di più le attività sportive del Sinis qui: Capomannu.
Si ringrazia per le immagini concesse Naturawentura/Photodream.it
