Accade a L’Eroica: l’ultima “follia” del ciclismo amatoriale

Una giornata particolare raccontata da chi ha vissuto per la prima volta la classica cicloturistica d'epoca più famosa del mondo.

Accade a L’Eroica: l’ultima “follia” del ciclismo amatoriale

Accade all’Eroica e raccontarlo è già un’impresa. Di quelle che ti vanti per un po’, anche se in fondo non è così eccezionale. Ma è l’Eroica.
Accade che incontri Simone, un ragazzo normale, anzi no, proprio normale non è. E’ campione del mondo di nuoto: cinque titoli nel 2019, più una medaglia d’argento, oltre ad una manciata di record del mondo. Si ferma a raccontare la sua storia, a partire dai 12 anni, da quando, cioè, ha imparato ad andare in bicicletta: “prima non poteva” dice il papà Riccardo. Accade che Simone inizia a raccontarti della bicicletta, della passione trasmessa dal papà, dal viaggio fatto tra Parigi e Londra “facile e affascinante…” “due uomini e una gamba – aggiunge Riccardo – la gamba era quella artificiale portata dietro la bici”. Così ti viene voglia di pedalare anche a te e di provare, magari questa estate, la Parigi Londra, tanto è facile, parola di un campione del mondo. E poi, nel 2021, il Vallo di Adriano in bici, perché no, sarebbe la prima assoluta.
Accade che dopo tanto tempo incontri, quasi per caso, Maurizio, Lorenzo, Gianluca e poi Carlo e poi Marco. Amici, colleghi che non vedevi da tanto. Che sono qui, anche loro, nel Chianti per questa splendida follia, chiamati da una forza misteriosa che non risponde ad un senso logico. Un po’ come “Invito a cena con il delitto”: siamo qui perché?
Accade che trovi finalmente una bici e Lorenzo ti ricorda anche che la tua Paletti viene da Modena e fa parte dei tanti gioielli che hanno reso l’industria italiana famosa nel mondo.
Poi, alla mattina, accade una giornata chiara e limpida come non si sperava. Così parti anche te e pedali in mezzo ad un vortice di colori, pensieri e emozioni. Te che non l’hai mai fatto e che, parafrasando Guccini, non credevi che l’avresti fatto mai. Invece sei lì, in salita, verso Brolio e ti chiedi quando metterai i piedi a terra. Accadde che arrivi su senza farlo, pensando che la parte difficile sarebbe arrivata tra un po’. Davanti “dietro quella curva del tempo che vola” si apre il paesaggio della Toscana. I filari, i casali, i cipressi, gli odori.. Strade bianche percorse da tante formiche colorate; alcune a piedi, altre che corrono, molte seguono, e si fidano, ed ogni tanto “si fermano ad annusare la vita”. Al ristoro ti fermi a parlare con Mariateresa, che non vedevi da tempo ma che ti sembra di conoscere da sempre. Accade, infine, che sulla seconda salita fatichi e pensi: “adesso mi fermo“, poi ti senti spingere. E’ Davide, che sorridente, quasi sarcastico, ti chiede: “ma che ci fai qui?”.
Accade ogni anno, da 13 anni ormai, più di ottomila ciclisti partecipano all’Eroica di Gaiole in Chianti, la cicloturistica d’epoca più amata ed imitata al mondo. Non erano così tanti all’inizio, ma vi erano persone che adesso non ci sono più, da Luciano a Felice.
Accade che arrivi alla fine, esausto (e hai fatto solo 46 chilometri) ma contento. E scendi dalla bici 100 metri prima del traguardo: non servono applausi, né foto ricordo. Quello che c’era da vivere non viaggia con i social e non si racchiude in un timbro. Preferisci girare la bici e riportarla in magazzino. Senza clamori.

Accade a L’Eroica.

Antonio Ungaro

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