Mario Soldati (Torino, 17.11.1906 – Tellaro, 19.6.1999) fu scrittore, giornalista, regista cinematografico, autore televisivo, sceneggiatore. Tra i suoi programmi ‘Viaggio nella Valle del Po’ (1957-58) primo reportage enogastronomico della RAI. Era anche appassionato di scacchi, come dimostra l’inizio del suo racconto “Trattoria Ariosto”.
“Chi è giocatore di scacchi mi capirà. Tutti gli uomini, compresi i più fortunati e i più felici, hanno di tanto in tanto le loro giornate tristi. Giornate quando il cuore si gonfia di amarezza per piccole o grandi delusioni e umiliazioni. Giornate quando la vita sembra una battaglia perduta. E immagino che ciascuno, specialmente se arrivato ad una certa età, abbia il suo rimedio più o meno pronto più o meno efficace.
Ma chi è giocatore di scacchi, anche saltuario e mediocre come me, sa benissimo che c’è un conforto infallibile: sedersi davanti a una scacchiera e dimenticare la lotta vera della vita, sostituendovi la lotta fantastica di una buona partita giocata a fondo, con ogni rispetto delle regole, e contro un avversario poco superiore o poco inferiore a noi. Qui trucchi non sono possibili. Qui tutto è chiaro. Tutto è logico. Tutto è matematico. E perde chi, dei due, sbaglia prima, ragionando un po’ meno a lungo dell’altro.
Ci si alza dal gioco smemorati e soddisfatti. Riconosciamo, ogni volta, con immancabile lealtà la forza dell’avversario, se siamo stati battuti; se abbiamo vino, la nostra con orgoglio sereno. Torniamo a casa, o al lavoro, rinfrancati.
Comunque vada esiste qualche verità, ci diciamo: qualche verità al di fuori di noi, immutabile: se si riflette perfino nell’umiltà di un gioco, che, senza impegnare il nostro denaro né le nostre passioni, ha completamente riempito alcune ore della nostra vita.
Ma sempre più difficile per chi abita a Roma e non tolleri lo squallore e la grettezza inevitabili di qualunque circolo o associazione con locali propri, trovare un caffè dove si giochi a scacchi.
Una volta c’era il Caffè della Breccia. Era a breve distanza appunto da Porta Pia in via XX Settembre, davanti al Ministero delle Finanze. Da parecchi anni è diventato un bar qualunque, ma più piccolo, e dove i giocatori non sono più ammessi. Alle mie vivaci proteste il nuovo padrone replicava: “E che li tenevo affà? Se prendevano tutto il posto, staveno tutto il giorno e nun consumaveno gnente!”.
Oggi a Roma è attiva la Accademia Scacchistica in via Pulci 14. Per il tardo pomeriggio del prossimo 19 maggio è in programma una conversazione su storia e curiosità degli scacchi; ingresso libero, inizio alle 19.20.
Adolivio Capece

