Ad Hautacam Vincenzo Nibali è padrone del Tour 2014

Ad Hautacam Vincenzo Nibali è padrone del Tour 2014

PAU/HAUTACAMGli statistici dicono che soltanto Eddy Mercx ha vinto quattro tappe del Tour in maglia gialla; sicuramente nessuno ad Hautacam prima di Vincenzo Nibali. Che ha tagliato il traguardo indicando i colori della propria squadra, dopo aver fatto altrettanto a Sheffield, indicando il tricolore, a La Planche des Belle Filles, troppo stanco per indicare qualcosa, e a Chamrousse, indicando il cielo perché “vincere in giallo è la cosa più bella”.
Così deve averci preso gusto e ha pensato bene di rispondere alle ormai remote critiche di certa stampa, battezzando anche la terza settimana di gara e i Pirenei con un successo storico ad Hautacam, uno dei santuari del ciclismo di tutti i tempi. Vincenzo ha poi dichiarato: “Questa vittoria la volevo e la dovevo alla squadra, che si è sacrificata per tutto il Tour. Ormai posso dire di essere veramente il padrone delle corsa…
Da inguaribili scaramantici attenderei qualche giorno ancora per dirlo, anche se le probabilità che la Grande Boucle possa tirare fuori dal cappello qualche numero speciale dei giovani francesi in grado di mettere in difficoltà lo Squalo dello Stretto sono basse. Non che la cosa non possa accadere. Infondo solo qualche giorno fa l’Equipe apriva a tutta pagina con le immagini dei “ragazzi terribili” d’oltralpe, come esempio di un ciclismo francese che finalmente rialza la testa e trova classe e carattere. La testata francese non c’è andata poi così lontano dal profetizzare un grande futuro per i vari Pinaut, Peraud e Bardet. Il primo, in particolare, si è dimostrato, anche se molto alla lontana, l’unico in grado di reggere il ritmo di Nibali in salita. Ma ci vorrebbe veramente molto di più per accendere lo spettacolo, per quanti non sono italiani. Perché, è bene chiarirlo subito, noi ci siamo divertiti moltissimo a vedere Nibali alzarsi sui pedali e lanciare ancora una volta il suo attacco. Per l’Italia del pedale, che tanti riconoscimenti ha raccolto in anni passati, anche alla corsa francese, questo (momentaneo) primo posto di Nibali è salutare per un pubblico che da qualche anno a questa parte iniziava a dare segni di insofferenza, lamentando carenza di risultati nelle grandi classiche e nei Grandi Giri.
Oggi tappa di spostamento e domani la crono che dovrebbe mettere il sigillo su un’impresa che ci vorrà del tempo per metabolizzare. Perché sarà anche vero che di Tour de France gli italiani ne vincono pochi, ma è anche vero che quando lo fanno, lo fanno con autentici campioni. Nel caso di Vincenzo Nibali bastano due elementi a rendere perfettamente l’idea. Solo quest’anno il Tour, rispetto alle ultime edizioni, ha allineato al via i migliori corridori di corse a tappe, in grado di vincere in numero consistente Giri e Tour (ad eccezione di Wiggins). Se si sono poi persi per le strade viscide del Nord francese non è affare statistico. Sono partiti ed hanno gareggiato; il resto è storia agonistica. Il secondo elemento riguarda i giorni in maglia gialla. Se Vincenzo non avesse (alla luce dei fatti inutilmente, aggiungiamo noi) regalato la maglia gialla a Gallopin il giorno della presa della Bastiglia, avrebbe compiuto un’impresa storica, portando le insegne del primato dalla seconda tappa fino alla fine. Qualche cosa che neanche il grande Mercx, mi sembra, ha mai fatto.
AU

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