
Lo ricordiamo col sorriso. Il sorriso di un atleta e di uno sportivo. Un campione. Il nostro campione.
Peo Luparia ci ha lasciato troppo presto e si sente già il vuoto. Nell’aria. Nello sport. Nel nostro piccolo mondo antico fatto di passione sportiva e di sorrisi. I suoi sorrisi.
Ti diceva sempre una parola buona quando lo incontravi nei vari appuntamenti del Museo ACdB, che aveva contribuito a fondare e ad amare. Era il nostro assicuratore dello sport. Con lui la passione e il racconto sportivo stavano sempre al sicuro.
Peo era un uomo di sport, completamente dedito alla disciplina. Anzi, alle discipline. La sua vita sportiva è piena di strade, campi, salite, piste, montagne, biciclette, traguardi. Multidisciplina del sorriso sportivo.
Aveva iniziato con il calcio “minore”, portiere nel suo Monferrato. Poi l’Alessandria Rugby, con cui aveva giocato in Serie A, arrivando anche alla Nazionale. Aveva praticato l’atletica, fondato il CAI di San Salvatore e preso parte alla spedizione sul Kilimangiaro per salutare il nuovo secolo, oltre a molte altre vette.

È stato fondatore delle Frecce Bianche, ha corso due maratone di New York, ha ideato con l’avvocato Mario Boccassi il Giro del Morto. Innamorato della bicicletta, da giovane aveva anche vinto gare. Poi aveva unito due passioni, atletica e bici, nel duathlon, diventando campione del mondo di categoria. Ha vinto anche gare di triathlon (nella foto con Antonio Barani, presidente Us Alessandria).
Una vita sportiva ampia, generosa, vissuta con umiltà, l’umiltà dei forti. Peo è stato anche presidente del Panathlon Alessandria e te lo ricordi orgoglioso di un evento dei tanti con Moser al suo fianco. Non solo: presidente degli Amici del Vinci è stato anche vicepresidente della sezione alessandrina degli Azzurri d’Italia.
Roberto Livraghi, direttore del Museo ACdB, lo conosceva bene e gli ha dedicato queste righe: «Tra le molte persone che incontri nella vita ce ne sono alcune che sanno trasmettere con naturalezza le proprie passioni, non facendone un elemento di vanto ma un ponte per creare rapporti con gli altri. Peo Luparia era sicuramente una di queste. Per lui lo sport, prima di tutto quello praticato ma anche quello raccontato, era un’occasione per dare vita a rapporti di amicizia autentici e duraturi. Peo è stato un amico preziosissimo del museo AcdB che aveva contribuito a creare e che ha sempre sentito come una realtà propria. Noi gli siamo grati per lo straordinario contributo di passione che ci ha regalato e certamente studieremo una qualche forma per onorarne la memoria. Per adesso ne piangiamo la scomparsa stringendoci con affetto alla sua famiglia».
Restano i suoi sorrisi e le sue imprese, certo. Il suo mondo sportivo e sociale, le associazioni, le maratone, le corse, i titoli e i racconti di sport. Ma resta soprattutto quel modo semplice e vero di essere un uomo di sport. Con una parola buona, con un sorriso, con quella passione sportiva che non aveva bisogno di mettersi in mostra.
Ciao Peo.
