E quando il Giro sale sale anche il piacere del Giro. Come oggi a Tagliacozzo, 168 km dopo la partenza avvenuta a Castel di Sangro. Anche se abbiamo dovuto aspettare fino alla fine, sulla salita di Tagliacozzo – un nome un programma – per saltare sulla poltrona davanti alla Tv, infine qualche emozione è arrivata. Non dall’atteso Primoz Roglic, per la carità, che non ha mostrato un finale da protagonista ma intanto veste la Rosa. E si mostra – sul primo arrivo in salita – non così in forma.
Del resto, la scuola dell’antico e classico Ciclismo dice che non è raccomandabile presentarsi ad un Giro d’Italia con poche corse nelle gambe. E forse la vecchia guardia ha ragione, al di là di tutto. Ma è anche vero che la gamba Primoz se la può fare qui, in Italia, in corsa. In ogni caso è invece la nuova guardia a far emozionare. Se non è Pogacar è Ajuso! Promessa mantenuta. Ragazzo di 22 anni, la libertà di provarci e di sorridere felice sul traguardo di una grande corsa a tappe. E ci piace immaginare Tadej ad applaudirlo chissà dove. Così, oggi, possiamo rimpiangere un po’ meno il giro di un anno fa, quello di fenomeno Pogacar. E possiamo tenere bene presente che quella squadra, la sua, la stessa di Ayuso, il team UAE Team Emirates, è attrezzata come si deve per collezioni di successi importanti.
Fra le buone notizie di giornata, qualche nota italiana e una dichiarazione di Giulio Pellizzari, spalla di Primoz nella Red Bull-Bora Hansgrohe, che dice: “è solo il primo giorno”. Alludendo al Giro che sale. E aggiunge: “alla fine stavo bene, mi è mancato un po’ il cambio di ritmo ma il giro è lungo”. La domanda sorge spontanea: è mancato a lui o a Roglic?
Intanto, viva la Spagna che vola sulla salita finale di Tagliacozzo con Juan Ayuso e vince la settima tappa del Giro numero 108, con la nuova maglia rosa sulle minute spalle – felici – di Primoz Roglic, quarto al traguardo. Sul podio ancora spagna by UAE Team Emirates, con quel Del Toro che ci ha fatto innamorare a Superga: Isaac ha vinto il 19 marzo scorso la storica Milano-Torino. Terzo Egan Bernal, quinto Ciccone – scatto troppo timido nel finale che ha congelato immediatamente tutte le nostre aspettative. E sesto Tiberi, che ora è quarto in classifica generale. Ed è una nota bella per noi italiani innamorati del ciclismo di serie A e non solo.

ORDINE D’ARRIVO
1 – Juan Ayuso (UAE Team Emirates XRG) – 168km in 4h20’25”, media di 38.707 km/h
2 – Isaac Del Toro (UAE Team Emirates XRG) a 4″
3 – Egan Bernal (Ineos Grenadiers) s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1 – Primož Roglič (Red Bull – Bora – Hansgrohe)
2 – Juan Ayuso (UAE Team Emirates XRG) a 4″
3 – Isaac Del Toro (UAE Team Emirates XRG) a 9″
LE MAGLIE UFFICIALI
Le Maglie di leader del Giro d’Italia sono disegnate e realizzate da CASTELLI.
- Maglia Rosa, leader della Classifica Generale, sponsorizzata da IUMAN – Intimissimi Uomo – Primož Roglič (Red Bull – Bora – Hansgrohe)
- Maglia Ciclamino, leader della Classifica a Punti, leader della Classifica a Punti, in collaborazione con Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e ITA Italian Trade Agency – Mads Pedersen (Lidl-Trek)
- Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna, sponsorizzata da Banca Mediolanum – Lorenzo Fortunato (XDS Astana Team)
- Maglia Bianca, leader della Classifica Giovani, nati dopo il 01/01/2000, sponsorizzata da Conad – Juan Ayuso (UAE Team Emirates XRG)

