Alai Rolland torna a collaborare con la FIR per far crescere gli arbitri italiani

Uno dei dei direttori di gara più celebri e apprezzati del panorama internazionale intraprenderà a partire dalle stagione 2020/21 un nuovo rapporto professionale con la FIR.

Alai Rolland torna a collaborare con la FIR per far crescere gli arbitri italiani

Roma – Alain Rolland, uno dei dei direttori di gara più celebri e apprezzati del panorama internazionale, arbitro della Finale della Coppa del Mondo 2007 e di quattro Finali di Heineken Cup, intraprenderà a partire dalle stagione 2020/21 un nuovo rapporto professionale con la FIR.

L’ex internazionale irlandese, tre caps con la maglia verde prima di affermarsi come fischietto internazionale, torna a far parte del movimento arbitrale italiano dopo aver ricoperto negli ultimi quattro anni il ruolo di High Performance Match Officials Manager di World Rugby.

Nella nuova posizione Rolland, 54 anni e già in passato consulente federale, si concentrerà a partire dall’1 ottobre 2020 sulla costruzione del programma di sviluppo degli arbitri italiani d’elite, focalizzando il proprio impegno su formazione, tutoraggio e analisi della prestazione dei migliori direttori di gara italiani impegnati nel Guinness Pro14 e nel Peroni TOP12. Anche se siamo convinti che il vero lavoro per far crescere il settore arbitri e il movimento nel complesso si debba svolgere in tutte le categorie, a cominciare da giovani.

Inoltre, lavorando a stretto contatto con il Presidente del CNAr e con l’Area Tecnica di FIR, agirà come ambasciatore del movimento arbitrale sulla scena internazionale e supporterà attivamente le Squadre Nazionali FIR e le franchigie di Guinness PRO14 nella loro preparazione e nel loro rapporto, quando necessario, con gli organismi internazionali.

Infine, in considerazione della sua significativa esperienza sui più importanti palcoscenici del Gioco mondiale, contribuirà in modo attivo alla formazione degli arbitri italiani d’elite. Speriamo che poi si ponga adeguata attenzione anche agli altri arbitri in giro per l’Italia nelle altre categorie, che spesso distruggono con il loro comportamento il gioco invece di favorirlo.

Riguardo questo ci permettiamo anche un’altra considerazione. La FIR e i commentatori di settore non pongono adeguata attenzione all’importanza degli arbitri nell’insegnamento e nel far crescere il livello complessivo del movimento. Un ottimo arbitro di rugby ha un grande valore educativi e di insegnamento delle basi prima di tutto a livello giovanile. Se noi siamo ancora ancorati ad un rugby periferico, a livello di Nazionale, è anche perché non abbiamo arbitri internazionali in grado di “insegnarlo”. Cominciare dal vertice, a nostro avviso, ha poco senso. Sarebbe meglio migliorare il livello generale degli arbitri dalla base.

“Sono felice di tornare a lavorare con FIR dopo la breve esperienza del 2015, prima di assumere il ruolo presso World Rugby. Nel corso degli ultimi anni ho visto una crescita costante tra i giovani arbitri internazionali italiani. Ci sono talento e passione in abbondanza, ed il mio auspicio è di mettere la mia esperienza, in campo e fuori, al loro servizio per posizionarsi stabilmente ad alto livello, sia sulla scena europea che su quella globale” ha detto Alain Rolland.

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