Alberto Contador, il Mortirolo e un Tour più lontano

Si conclude un Giro d'Italia che ci consegna un Aru capace di soffrire, 9 successi italiani e un Contador più umano, forse troppo, se vuole veramente vincere il prossimo Tour.

Alberto Contador, il Mortirolo e un Tour più lontano
The overall leader Spanish rider Alberto Contador of the Tinkoff-Saxo team reacts wearing the pink jersey  on the podium following the 16th stage of the 98th Giro d'Italia cycling tour over 177 km from Pinzolo to Aprica, 26 May 2015. ANSA/DANIEL DAL  ZENNARO

Alberto Contador

Alberto Contador avrebbe dovuto pensare, come gli avevamo consigliato all’inizio della scorsa settimana, più al Tour e meno ad un Giro già vinto dopo la cronometro di Valdobbiadene. Non l’ha fatto, ma anzi pensato bene di attaccare e dare spettacolo sul Mortirolo, mostrando la sua forza, ma anche la sua debolezza.
Le statistiche ci dicono che il pistolero ha fatto meglio di Miguel Indurain nella corsa rosa: tre su tre (partecipazioni-vittorie), a fronte di un 2 su 3 del Navarro. Ci dicono anche che l’ultimo a vincere tre volte il Giro è stato un signore di nome Bernard Hinault, di soprannome “il tasso”. Il quale ha poi vinto cinque Tour de France e, se non andiamo errati, realizzato due accoppiate Giro-Tour. Insomma stiamo volando alto, molto alto. Il Pistolero è simpatico e si merita simili paragoni, ma è bene ricordare che se Alberto ha vinto 3 Giro, Armstrong ha vinto 7 Tour… e la Juventus 33 scudetti. Insomma dovremmo portare maggior rispetto per la Giustizia Sportiva, che ha tolto a Contador il Giro del 2011 (per cui lo score scende a due). Sembrano cose di lana caprina, ma non lo sono. Anche Merckx avrebbe un Giro in più, se non fosse stato trovato positivo al doping… ma è inutile continuare.
Torniamo però all’ultima settimana di Contador. Quella per intenderci che ci ha regalato un Fabio Aru corridore vero: 2 vittorie, secondo nella generale e maglia bianca di miglior giovane. Avremo modo di godere per questo ragazzo che ha fatto grandi cose in montagna e che alla fine si trova al secondo posto con un distacco che alla prova dei fatti è frutto di una diversa attitudine a cronometro. Senza i 60 km. sul piano probabilmente avremmo visto un altro epilogo? Non siamo convinti, ma ci piace crederlo.

Fabio Aru, Giro d'italia 2015

Fabio Aru

Contador ha dato spettacolo sul Mortirlo, mortificando Aru e le sue speranze di vittoria. Ci chiediamo, però, perché, per l’ennesima volta, in questo giro e negli ultimi grandi giri, il Pistolero si sia trovato indietro e costretto a recuperare? Non avrebbe dovuto. La verità a nostro avviso è che Contador in questa ultima settimana ha dato segnali preoccupanti per chi crede in lui anche al Tour.
Prima di tutto una squadra non all’altezza, che l’ha lasciato solo nei momenti importanti. Il Giro di Alberto, da questo punto di vista, è ancora più bello: da solo contro tutti. Al Tour, però, sarà un’altra storia, tra fughe bidone, medie pazzesche e la voglia di ognuno di mettersi in mostra. Gli avversari da controllare saranno molti di più e pensare di fare senza una squadra all’altezza è follia.
Poi c’è quel cedimento preoccupante nella tappa di sabato… non una cotta ma quasi. Che vuol dire energie in riserva. Ci può stare dopo tre settimane a tutta; meno se si vuole arrivare carichi alla Grande Boucle. Lui stesso ha descritto quella crisi così: Ho sofferto di disidratazione. Potrebbe sembrare non vero perché non faceva eccessivamente caldo ma questa mattina mi sono alzato sottopeso dopo una tappa impegnativa come ieri. Al momento non gli ho dato molta importanza, poi però penso di non aver bevuto a sufficienza… Il Giro d’Italia è stato molto, molto duro.. Ogni tappa è stata molto frenetica, sempre all’inseguimento di fughe, il che ha trasformato la corsa in una gara molto veloce ed usurante, molto più di quel che mi sarebbe piaciuto… Quando ho deciso di correre il Giro d’Italia e il Tour de France sapevo che avrei speso un sacco di energie al Giro d’Italia. Ora è il momento di iniziare a riposare e recuperare e, per quanto possibile, a partire da questa sera cominciare a pensare come arrivare in buona condizione al Tour.”
Alla prova dei fatti, se dovesse riuscire a portarla a casa, contro un Nibali che non pensa ad altro e che può vantare uno squadrone come l’Astana visto a questo Giro, vorrebbe dire che è veramente il più forte di questo millennio. Nonostante quella maledetta bistecca…

AU

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