TennisAlcaraz, il rientro vero comincia agli ottavi

Alcaraz, il rientro vero comincia agli ottavi

Carlos Alcaraz è agli ottavi del US Open dopo quattro mesi e mezzo senza una partita ufficiale. Venerdì ha battuto Wu Yibing 6-3, 6-4, 6-1. In tre turni ha perso un set solo, contro il portoghese Jaime Faria. Del proprio corpo dice di essere sorpreso lui per primo: “Mi sorprende come mi sento e come recupero dopo ogni partita”.

La frase è la parte meno verificabile di questo rientro. Il polso lo ha tenuto fuori da metà aprile, gli ha fatto saltare Roland Garros, Wimbledon, Toronto e Cincinnati, e a New York è ancora fasciato sotto la manica lunga che lo spagnolo porta sul braccio destro.

Al primo turno la velocità media del servizio si è fermata a 114 miglia orarie, sotto il suo standard. Contro Wu Yibing ha commesso 33 errori gratuiti e 19 sono arrivati di dritto, il colpo che parte dal polso operato dall’inattività. Ha ceduto due volte la battuta in tredici turni di servizio. Il punteggio, 6-3 6-4 6-1, copre tutto questo e ci dice soprattutto quello che infondo sapevamo da tempo: Carlitos (come anche Sinner) giocano un altro tennis, anche a mezzo servizio sono nettamente superiori alla media generale del circuito.

Federer 2017, Nadal 2022

Un rientro dopo un lungo stop in uno Slam ha due precedenti recenti e diversi fra loro. Federer vinse l’Australian Open 2017 dopo sei mesi di stop per il ginocchio, da numero 17 del mondo. All’esordio contro Melzer ammise di essere partito nervoso, con quattro palle colpite di telaio di fila. Per alzare la coppa giocò due partite in cinque set in sette giorni, a 35 anni.

Nadal a Melbourne nel 2022 è arrivato dopo cinque mesi fermo per il piede, ma con un torneo alle spalle: il 250 di Melbourne Park, vinto otto giorni prima del tabellone principale. Al primo turno dello Slam aveva quattro partite ufficiali nelle gambe. Alcaraz, il 30 agosto neanche una.

Lo spagnolo ha vinto 30 delle ultime 31 partite negli Slam. Ha già annunciato che in futuro si fermerà per scelta, un mese o due, senza aspettare che sia nuovamente il polso a decidere. È la risposta di un giocatore a una stagione che lui stesso ha definito massacrante.

La sensazione è che il vero US Open, per il murciano, inizierà con l’ottavo, che lo mette di fronte a Tommy Paul, ventesima testa di serie, battuto nelle ultime cinque sfide su un totale di 6-2. L’americano arriva dalle cinque partite con Bublik, tre ore e tredici minuti, e a New York non ha mai passato questo turno.

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