“Il giorno 12 agosto 1960, in Olimpia, fu ripetuto il rito tradizionale dell’accensione del Fuoco Olimpico. Le operazioni cominciarono alle ore 9,30 nel tempio di Giove. Una donna greca, indossante il costume di antica Sacerdotessa, frappose una lente fra il sole e la torcia, e pochi secondi dopo scaturì una fiamma dalla torcia stessa.
Prima di procedere all’accensione della fiamma, la Sacerdotessa aveva rivolto una preghiera a Giove “perché i raggi di Febo accendano la sacra torcia, la cui fiamma – portata al di là della terra e al di là del mare fino allo Stadio di Roma – illuminerà la nobile gara dei Giochi pacifici per tutti i popoli della terra”.
Appena accesa, la torcia fu posta in un vaso classico greco e portata in processione fino all’antico tempio di Era. Nel frattempo le vestali eseguirono danze classiche mentre la Sacerdotessa, accesa un’altra torcia con la fiamma del vaso, la consegnò al primo tedoforo, Panayotis Epitropoulos. L’atleta greco ricevette la torcia in ginocchio e subito dopo cominciò la marcia in direzione di Atene…
… Alle ore 20,30 del 18 agosto il Fuoco sbarcò a Siracusa ricevuto dal Presidente della Regione Siciliana e prese terra nei pressi della Fonte Aretusa. Da Siracusa il tracciato della staffetta fu ricalcato su quello già percorso dagli antichi Greci all’epoca in cui fondarono le colonie e gli stabilimenti che nel loro insieme raggiunsero tanto splendore da meritare la denominazione di Magna Grecia…”
Sulla scorta di queste parole tratte dal “Rapporto Ufficiale della XVII Olimpiade” – C.O.N.I.” nasce il progetto “Fiaccole Olimpiche”, una mostra documentale e fotografica, organizzata dall’associazione “Alexandria – cultura e sviluppo del Mediterraneo”, Sito espositivo “Alexandria” sarà visitabile a Siracusa, in Via Cavour, 57/B.
Propone anche documenti inediti: dagli archivi di Concetto Lo Bello e Vincenzo Fazzino che espone testimonianze e immagini mai viste, tratte dagli archivi di Concetto Lo Bello, l’ex grande arbitro di calcio, e di Vincenzo Fazzino, già presidente del C.O.N.I. di Siracusa.
La mostra verrà inaugurata il 2 maggio alle ore 11 e presenta varie sezioni. A quella riguardante la serata dello sbarco a Siracusa della fiaccola dei Giochi del ’60, si affiancano quella relativa agli “ultimi tedofori”, dalle edizioni londinese del 1948 (John Mark) a Sydney 2000 (Cathy Freeman), una terza che ha per oggetto grandi nomi tedofori dei Giochi Invernali, da Cortina 1956 a Nagano 1998, e un’ultima, tipicamente siracusana, con immagini di tedofori dei Giochi del 2006 e 2026.

Fonte: Enzo Pennone
