Dopo giorni di attesa e incertezza, il Governo della Nuova Zelanda ha ufficialmente ridotto il livello di allerta per la pandemia e, notizia di questi minuti, anche sospeso il lockdown.

Questo è il segnale che tutti gli appassionati della vela attendevamo, perché finalmente si riesce a fissare un giorno per la partenza dell’Americas’ Cup.

E’ stato stabilito che la prima regata del Match inizierà poco dopo le 16:00 (NZT) di mercoledì 10 marzo. Come da programma sono previste 2 prove al giorno. Il primo team che si aggiudica 7 regate vincerà la 36esima America’s Cup.

Al momento le competizioni saranno disputate sotto livello 2 di allerta Covid-19, che prevede l’interdizione dei campi B, C, D, più vicini alla costa, al fine di evitare assembramenti. Solo quando Auckland scenderà a livello di allerta 1 sarà possibile utilizzare tutti i campi di regata.

Per quanti si fossero distratti in questi giorni, ricordiamo che negli allenamenti non tanto rigorosamente nascosti del defender, New Zealand ha fatto registrare velocità di punta stratosferiche per una barca a vela. Si è parlato di 60 noti, quasi 120 chilometri orari.

Dal punto di vista tecnico l’addentrarsi verso l’autunno australe provoca non pochi problemi per la barca italiana, progettata per vincere prima di tutto la sfida degli sfidanti (come poi effettivamente accaduto) e quindi con venti non molto forti. In questi giorni i progettisti hanno lavorato per rendere Luna Rossa competitiva anche con vento forte, ma possiamo stare certi che il defender abbia qualche chance in più poiché nata soprattutto per queste condizioni di vento.

Pertanto se dovessimo scommettere, alla vigilia di questo match, punteremmo decisamente a favore della barca neozelandese, sulla carta più veloce, favorita dal campo di gara che conosce alla perfezione e dalle possibili condizioni meteo.

Checco Bruni e James Spithill saranno in grado di farci ricredere?

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