
È la corsa della birra, ma anche quella della trasformazione. L’Amstel Gold Race, nata nel 1966 e rimasta fedelissima allo sponsor che le dà il nome, nel tempo ha cambiato pelle: da classica adatta ai corridori veloci e resistenti è diventata una gara moderna, nervosa, spezzagambe, sempre più vicina alle corse belghe per durezza e selezione. Le strade strette del Limburgo, i continui rilanci e soprattutto i suoi 33 muri rendono la domenica olandese una tappa fissa della primavera del Nord.
Nel calendario occupa ormai uno spazio centrale: archiviata la Parigi-Roubaix, il grande ciclismo si sposta nei Paesi Bassi prima di tornare nelle Ardenne più tradizionali, con Freccia Vallone e Liegi-Bastogne-Liegi a seguire. Un ponte ideale tra il pavé e le grandi corse vallonate.
Dopo lo spettacolo della Regina delle Classiche, vinta da un ritrovato Wout van Aert, molti pesi massimi escono di scena. Restano però interpreti di primo livello e corridori perfetti per un percorso così irregolare.
Il favorito naturale è Remco Evenepoel, annunciato al via con il numero 21 della Red Bull-Bora-Hansgrohe. Il belga torna a concentrarsi sulle classiche dopo l’assaggio al Fiandre e su un tracciato fatto di cambi di ritmo e salite brevi può fare la differenza con la sua potenza. Se parte da lontano, pochi possono seguirlo.
Il campione uscente è Mattias Skjelmose, dorsale numero 1 della Lidl-Trek. Il danese lo scorso anno sorprese tutti con una prova di intelligenza tattica e grande lucidità. Difendere il titolo sarà complicato, ma il motore e la freddezza non gli mancano.
Non sarà però una corsa a due. Attenzione a Ben Healy, corridore da azioni lunghe e percorso ideale per il suo stile aggressivo. Julian Alaphilippe, ora alla Tudor, resta uomo da classiche capace di accendersi nei finali esplosivi. Marc Hirschi ha esperienza e spunto, mentre Matteo Jorgenson può sfruttare la profondità tattica della Visma. Da seguire anche Romain Grégoire e Kévin Vauquelin, profili in crescita che su questi percorsi possono fare il salto di qualità.
Per l’Italia la pattuglia è numerosa, con diversi nomi al via tra WorldTour e Professional. Le speranze principali passano da Cristian Scaroni, che nel 2025 aveva mostrato brillantezza proprio nelle corse del Nord. Servirà la giornata perfetta per stare con i migliori, ma il terreno è adatto alle sue caratteristiche. Da seguire anche Filippo Fiorelli, Andrea Vendrame, Samuele Battistella e Lorenzo Rota.
Sul piano tecnico la corsa si decide quasi sempre nell’ultima ora. I punti chiave restano il Cauberg, salita simbolo dell’Amstel, il Keutenberg con pendenze severe e il Geulhemmerberg, spesso trampolino per gli ultimi attacchi. Negli anni recenti il finale è diventato meno lineare e più aperto: chi anticipa può arrivare, ma anche i piccoli gruppi hanno chance concrete.
Partenza domenica 19 aprile da Maastricht, arrivo a Valkenburg dopo circa 255 chilometri. Diretta tv prevista nel pomeriggio su Eurosport e piattaforme streaming collegate, con finale atteso tra le 17.00 e le 17.30. La Rai anche in questa occasione, come il Fiandre, non trasmetterà la gara.
Dove vederla in streaming
In Italia non risultano coperture gratuite in chiaro streaming ufficiali: l’Amstel Gold Race 2026 è in esclusiva Warner Bros. Discovery, quindi visibile su Eurosport 1, discovery+ e HBO Max, oltre ai pacchetti DAZN/TimVision/Prime che integrano Eurosport.
All’estero invece esistono diverse opzioni gratuite e legali via streaming locale: nei Paesi Bassi NOS, in Belgio VRT/Sporza, in Francia France Télévisions, in Australia SBS On Demand.
Le cinque stelle dei favoriti
- Remco Evenepoel ★★★★★
- Mattias Skjelmose ★★★★☆
- Ben Healy ★★★★☆
- Matteo Jorgenson ★★★☆☆
- Julian Alaphilippe ★★★☆☆
