
Carlos Alcaraz supera l’ostacolo fino ad oggi più duro del suo Australian Open 2026 e continua, senza apparenti difficoltà, la corsa verso la storia. Il numero uno del mondo batte Tommy Paul in tre set combattuti (7-6, 6-4, 7-5), mostrando solidità mentale e una capacità costante di alzare il livello nei momenti chiave. L’americano parte forte, strappa subito il servizio e mette pressione, ma Alcaraz non si disunisce, recupera terreno e indirizza il match al tie-break. Da lì in avanti, lo spagnolo controlla, colpisce con continuità da fondo campo e chiude senza concedere spiragli, centrando il terzo quarto di finale consecutivo a Melbourne.
Passeggia anche Alexander Zverev contro un giocatore tradizionalmente solido come l’argentino Cerundolo. La sfida sembrava una trappola perfetta per Sascha: forma smagliante dell’argentino, precedenti scomodi e un clima da Davis più che da ottavo Slam. Tutto lasciava pensare a una battaglia lunga e tesa. Invece il match scivola via in poco più di due ore. Merito del tedesco, dominante al servizio e solidissimo da fondo, capace di imporre ritmo e ordine fin dai primi scambi. Zverev serve con continuità, comanda lo scambio e non concede appigli. Dall’altra parte Cerúndolo appare subito nervoso, spesso fuori giri e mai davvero dentro la partita. La pressione lo soffoca invece di esaltarlo. Il 6-2 6-4 6-4 finale sembra severo, ma fotografa alla perfezione la distanza che separa un buon top 20 da un autentico numero 3 del mondo.
Nel tabellone maschile, però, il risultato più clamoroso arriva poco dopo. Learner Tien firma un’altra prova devastante contro Daniil Medvedev finalista da queste parti due anni fa contro Sinner, liquidato con un netto 6-4, 6-0, 6-3. Dopo un primo set equilibrato, il giovane americano prende completamente il controllo del match: ritmo alto, aggressività costante e una lucidità che manda in confusione il russo, incapace di trovare contromisure. Per Tien è il primo quarto di finale Slam della carriera e la conferma definitiva di una crescita ormai impossibile da ignorare.
Chiude la giornata il match più atteso dal pubblico di casa, ma anche quello più sorprendente per l’andamento. Alex de Minaur travolge Alexander Bublik con un perentorio 6-4, 6-1, 6-1. Il primo set resta in equilibrio fino alle fasi finali, poi qualcosa si rompe. Bublik perde progressivamente intensità, la percentuale di prime crolla e il numero di errori gratuiti aumenta in modo evidente. De Minaur, impeccabile negli spostamenti e costante nella pressione, fiuta il momento e dilaga. Il kazako si spegne di colpo, tra frustrazione e nervosismo, lasciando campo libero all’australiano, che vola ai quarti senza più opposizione.
Ora il quadro dei quarti prende forma: Alcaraz e De Minaur si preparano a una sfida ad altissima intensità, mentre l’ascesa di Tien (che se la vedrà con un ritrovato Zverev) aggiunge un elemento imprevedibile a un Australian Open che, giornata dopo giornata, continua a riscrivere le gerarchie.
