
Novak Djokovic continua a riscrivere la storia agli Australian Open, mentre si chiude la favola di Francesco Maestrelli e va in scena un derby azzurro intenso e spettacolare tra Lorenzo Musetti e Lorenzo Sonego. La prima parte di giornata di Melbourne racconta molto del presente e del futuro del tennis italiano, ma soprattutto conferma che il tempo, per il campione serbo, sembra davvero non passare.
Sul cemento della Rod Laver Arena, Novak Djokovic ha superato senza sbavature Maestrelli con il punteggio di 6-3 6-2 6-2, raggiungendo il terzo turno degli Australian Open e avvicinandosi a un traguardo mai toccato da nessuno. Con questo successo, il 38enne di Belgrado è salito a 399 vittorie nei tornei dello Slam: gliene manca una sola per diventare il primo giocatore della storia a toccare quota 400 match vinti nei Major. Un numero che fotografa meglio di qualsiasi aggettivo la longevità e il dominio di un atleta che, alla sua 21ª partecipazione a Melbourne, continua a muoversi con sorprendente leggerezza e a controllare gli scambi con lucidità assoluta. Contro l’azzurro, Djokovic ha concesso pochissimo, imponendo ritmo e profondità fin dalle prime battute e dando la sensazione di essere già pienamente dentro il torneo.
Per Francesco Maestrelli, invece, si chiude una settimana comunque da ricordare. Il qualificato italiano ha avuto il privilegio – come lui stesso aveva raccontato alla vigilia – di affrontare “una delle esperienze più emozionanti della sua vita”. Il campo ha segnato una differenza netta, ma il percorso australiano resta un passaggio importante nel suo cammino, un confronto diretto con l’élite mondiale che vale più di tante vittorie minori.
Il cuore azzurro della giornata è stato il derby tra Lorenzo Musetti e Lorenzo Sonego, vinto dal carrarino 6-3 6-3 6-4. Un match a tratti spettacolare, non solo per la qualità dei colpi, ma per il contrasto mentale e tecnico tra due interpreti profondamente diversi. Musetti, quando riesce a liberare il braccio e a scrollarsi di dosso le pressioni, è capace di estrarre dal cilindro soluzioni di grande pregio: rovesci in back millimetrici, accelerazioni improvvise, variazioni che spezzano il ritmo. Dall’altra parte Sonego, giocatore che spesso rende al massimo quando parte da outsider, ha provato a trascinare la sfida su un piano più fisico ed emotivo, aggrappandosi all’agonismo e alla spinta del servizio.
È stato proprio questo confronto tra due modi opposti di stare in campo a rendere la partita affascinante. Musetti ha creato moltissime occasioni in risposta, ha accettato anche qualche passaggio a vuoto, ma alla lunga ha imposto la sua maggiore continuità. Sonego non ha mai smesso di lottare, regalando momenti di intensità, ma nei momenti chiave è emersa la solidità del numero uno del derby. Alla fine ha vinto Musetti, ma lo spettacolo – quello vero – lo hanno portato entrambi.
