
Gli Australian Open non cominciano bene per gli ‘eroi della Davis’. Dopo il forfait di Matteo Berrettini a poche ore dal via, arriva la sconfitta, inattesa, al primo turno di Flavio Cobolli contro il qualificato Athur Fery (7-6, 6-4, 6-1). Il tennista romano scende in campo e comincia, fin da subito, a soffrire con lo stomaco.
“Non mi era mai successo – ha detto al termine ai microfoni di Eurosport – di sentirmi male pochi minuti prima di scendere in campo. Non sono stato quindi in grado di gestire questa nuova condizione. Ho provato a giocare il match. Se non fosse stata una partita dello slam avrei abbandonato subito, perché il dolore era forte. Pensavo di poter dare continuità alle buone sensazioni di questi ultimi mesi, invece ha vinto lo stomaco.”
Inutile cercare i motivi di una sconfitta simile, in tre set contro un giocatore che proviene dalla qualifiche e che ha inanellato, ad oggi, quattro successi consecutivi senza mai perdere un set. “Non posso dire che sia stata colpa del caldo – ha continuato il tennista romano – perché siamo abituati a giocare con questo clima e in tutta la settimana non ha mai fatto veramente caldo… non, sinceramente le cause non saprei spiegarle. Stavo male, dovevo andare in bagno, ma non è possibile gestire una cosa del genere durante la partita.”
Di tutt’altro tenore la partita di Jasmine Paolini, anche lei in campo nella notte italiana. La tennista toscana, numero 7 del tabellone, ha risolto la pratica Aljaksandra Sasnovič in due set (6-2, 6-1). “Penso di aver giocato una partita solida. Credo di essere stato concentrato per tutto il tempo, quindi è andata bene”, ha detto Paolini dopo la partita. “Non è facile giocare la prima partita e gli Slam su un campo così grande, ma sono contento della mia prestazione”. Rispetto al precedente incontro con la bielorussa, 6 anni fa a Palermo, che allora si concluse a favore della Sasnovič, Jasmine ha commentato: “Altro campo, altra superficie, eravamo altre giocatrici entrambe.”
