#Apeldoorn2018: record italiano per il quartetto, ma non basta!

#Apeldoorn2018: record italiano per il quartetto, ma non basta!

Alla fine della prima giornata dei Mondiali di ciclismo pista #Apeldoorn2018 l’Italia di Villa e Salvoldi si ritrova ancora a secco, con la netta sensazione di aver perso una grande occasione. Il quartetto maschile, infatti, nonostante il secondo tempo nelle qualificazioni, nonostante una prova maiuscola nel primo turno, condita dal nuovo record italiano (3’54″884), nonostante un recupero fantastico nel quarto chilometro di gara, non riesce a conquistare la finalissima e, così, a migliorare il piazzamento dello scorso anno. Per il Team azzurro si tratta del primo vero stop da un anno a questa parte, ovvero da quando è tornato meritatamente nell’élite del ciclismo su pista. E’ bene infatti ricordare che per i ragazzi di Marco Villa (Simone Consonni, Liam Bertazzo, Filippo Ganna e Francesco Lamon il quartetto sceso in pista ieri) dopo il bronzo mondiale dello scorso anno è stata una stagione in continua ascesa, culminata con l’argento europeo a Berlino (e guardando i primi 4 paesi di questo mondiale si capisce che quel risultato aveva un valore mondiale) e con il successo in Coppa del Mondo stagione 2017-2018.

Quindi era lecito attendersi un’ulteriore crescita, non solo di tempi (che c’è stata, eccome!) ma anche di medaglie. A questo punto non bisogna perdere la calma e portare a casa quanto appare tranquillamente alla nostra portata, ovvero quella medaglia di bronzo che, alla luce di questo torneo, non può certo considerarsi un ripiego. La finale è prevista oggi pomeriggio.

La gara di ieri contro la Danimarca è stata vibrante ed entusiasmante. I danesi sono partiti forte, ed era nelle previsioni. Gli azzurri hanno contenuto il distacco sempre sotto il secondo. Poi tra il terzo e il quarto chilometro il forcing azzurro, sospinti da uno stratosferico Ganna, ci ha permesso di recuperare, fino a mettere avanti la testa a due tornate dalla fine. Appariva fatta, ma i danesi avevano ancora qualche stilla di energia e l’hanno buttata in pista. Da noi, invece, Simone Consonni, che si è trovato a spingere nelle ultime due tornate, aveva già acceso la lampadina della riserva. Così sul traguardo passavano prima gli scandinavi con circa 3 decimi di vantaggio.

Non è andata bene neanche per Rachele Barbieri, campionessa del mondo uscente, che nel “suo” scratch si è dovuta accontentare di un nono posto che non può certo soddisfare. Ci sono però alcune valutazioni che mitigano il dispiacere. La prima riguarda il tipo di gara. Lo scratch è un terno al lotto nel quale il lotto dei papabili è sempre più ampio di altre discipline. Il settore femminile ne allineava diverse. L’ha spuntata l’olandese Kirsten Wild, che ha sorpreso tutte a pochi giri dalla volata. Le prime e più illustri vittime di questa azione sono state proprio la nostra Rachele e la favorittissima, la britannica Katie Archibald. Non bisogna fare drammi: la Barbieri è giovane, 21 anni, forse anche troppo per una disciplina nella quale il colpo d’occhio, frutto di anni di esperienza, conta tanto. Siamo certi che già durante la stagione, e nei prossimi anni, sarà in grado di tornare in alto.

Bene le #rocketgirls dell’inseguimento femminile. In uno straordinario mix di esperienza e giovinezza Elisa Balsamo, Letizia Paternoster, Simona Frapporti e Tatiana Guderzo, con il tempo di 4’21”559 accedono al primo round di oggi e lotteranno contro la Gran Bretagna per l’accesso alla finalissima. Diretta dalle ore 18,30 su Eurosport2.

Il programma di oggi

Ore 14.30-16.48
Velocità donne – Qualificazioni, 1/16 e 1/8 finale;
Keirin uomini 1° round e recuperi

Ore 18.30-21.21
Inseguimento a squadre donne 1° round – Quartetto rosa al via
Velocità donne 1/4 finale;
Keirin uomini 2° round
Inseguimento a squadre uomini – Finali; Quartetto uomini per il bronzo
Scratch uomini – Finale – Michele Scartezzini
Keirin uomini – Finale 1-6 e 7-12
Inseguimento a squadre donne – Finali

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