APT 1000 Miami: Sinner tra gli ‘scacchisti’ Alcaraz e Medvedev

In semifinale l'italiano ha superato lo spagnolo n. 1 al mondo; in finale incontra il russo: entrambi grandi appassionati del gioco. I giocatori di tennis e gli scacchi.

L’anno definito lo scambio dell’anno, altri del decennio e altri ancora addirittura del secolo (forse riferendosi al 2000). Stiamo parlando dell’ormai storico incontro tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz (6/7, 6/4, 6/2) che ha lanciato il 21enne tirolese verso la finale dell’APT 1000 Miami contro Daniil Medvedev (questa sera ore 19, in diretta su Sky Sport Uno, Sky Sport Tennis e in streaming su Sky Go e Now Tv).

Un torneo, quello di Miami, che ha una caratteristica interessante, soprattutto per gli appassionati di scacchi, ovvero quello di proporre diversi protagonisti che hanno dichiarato di essere degli appassionati del nobil gioco.

Si comincia addirittura con il russo prossimo sfidante di Sinner in finale, soprannominato  il “maestro degli scacchi”. A tal proposito ha dichiarato: “Ovvio che non sono il re degli scacchi, ma il nomignolo dipende dal fatto che ho giocato molto quando ero ragazzo. Ho imparato le varie combinazioni, poi è successo che giocavo meglio a tennis: così alfieri e cavalli sono il mio divertimento con gli amici, che mi battono regolarmente. Ma, a costo di essere poco modesto, mi sembra di essere intelligente sul campo da tennis, quindi penso che giocare a scacchi mi abbia insegnato qualcosa: per questo mi chiamano ‘chessmaster’. E, sì, prevengo la domanda, ho visto con mia moglie ‘La regina degli scacchi’, e mi è piaciuto molto”. 

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Una passione comune anche a Carlos Alcaraz. L’ex numero uno, detronizzato da Djokovic proprio a causa della sconfitta con Sinner, afferma: ‘gli scacchi mi mettono in funzione ogni neurone del cervello, mi costringono a trovare strategie e questo ha ricadute positive anche nel tennis: mi rende più veloce nel trovare soluzioni contro gli avversari. Negli scacchi, come nel tennis, se ti perdi per un momento il gioco è finito e non lo ribalti più. Grazie ad alfieri e cavalli osservo meglio anche i movimenti della palla in campo.’

Non sappiamo se Jannik anche coltivi la passione per il gioco. In attesa di scoprirlo (e logicamente facendo il tifo per lui questa sera), proponiamo una breve carrellata di altri campioni del tennis che hanno frequentato anche le 64 caselle.

Ivan Lendl, colui che conserva ancora il record di permanenza in testa alla classifica ATP (270 settimane), fu avviato da piccolo agli scacchi dal padre, pure grande appassionato del gioco: fu campione juniores di scacchi del suo paese.

Anche Bjorn Borg, l’uomo che ha rivoluzionato il tennis moderno vincendo tra l’altro anche 5 Wimbledon di seguito, a quanto pare sa giocare, almeno stando ad una foto pubblicata da Repubblica (7.12.2017) che lo ritrae impegnato in una partita a scacchi con Richard Branson, patron Virgin.

Da ricordare infine i tennisti Martin Mulligan, australiano, Tomas Smid, cecoslovacco, ed Erik Lundqvist, svedese, che nel luglio 1990 sono stati protagonisti di una divertente sfida scacchi-tennis a Biella; abbinati rispettivamente ai grandi campioni di scacchi Anatolij Karpov, Boris Spasskij  e Ulf Andersson, hanno giocato in doppio a tennis ma anche a scacchi, con l’inconsueta regola di effettuare una mossa per ciascuno alternativamente.

(si ringrazia Adolivio Capece per le preziose informazioni)

Redazione
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