
Beatrice Colli è campionessa d’Europa. Sulla parete dell’Espace Mayenne di Laval l’azzurra ha vinto la finale dello Speed contro la russa Elizaveta Ivanova chiudendo in 6″55.
Il dato che pesa più della medaglia arriva un turno prima. In semifinale Colli ferma il cronometro a 6″45 e batte Natalia Kalucka, campionessa europea in carica, che corre in 6″53. Si tratta del record italiano, che abbassa di 4 centesimi il precedente di Giulia Randi (6’49 a Chamonix).
Il percorso di Beatrice verso il titolo comincia in sordina: 6″89 in qualificazione, decimo tempo, con Giulia Randi davanti a tutte le azzurre grazie al 6″62 che vale la settima posizione. Il tabellone degli ottavi apre subito con un derby. Colli chiude la parete in 6″81 e supera Randi, tradita da una caduta a metà. Ai quarti l’ostacolo è Aleksandra Kalucka, che parte in anticipo e viene squalificata. Due turni superati senza dover battere nessuno sul cronometro. Il conto lo salda in semifinale, e lo salda contro la detentrice del titolo. Poi la finale, dove il 6″55 basta su Ivanova.
Le altre tre azzurre hanno superato tutte la qualificazione: quattro italiane fra le migliori sedici d’Europa. Sara Strocchi, undicesima con 7″00, ha trovato Natalia Kalucka agli ottavi e ha perso 6″96 contro 6″73. Agnese Fiorio, sedicesima in 7″32, è incappata in Aleksandra Miroslaw e ha corso in 7″38.
Da Colico al titolo continentale
Beatrice Colli ha ventun anni e viene da Colico, sul ramo lecchese del Lario. Arrampica con i Ragni di Lecco, gareggia per le Fiamme Oro, si allena con Fabio Palma. Il suo nome entra nelle statistiche nel giugno 2021, a Gaflenz: 7″78, prima italiana sotto gli otto secondi, a sedici anni. Due mesi dopo diventa campionessa del mondo giovanile a Voronezh. Nel 2023 è la prima italiana a scendere sotto i sette. Poi Parigi 2024, e a settembre di quell’anno un’operazione al tallone che la ferma mentre il resto del mondo accelera.
La stagione 2026 racconta il recupero in centesimi. A marzo corre in 6″81 e attribuisce il progresso a una tecnica nuova, il cosiddetto beta cinese, su cui lavora da novembre. Il 27 giugno arriva il 6″51. A Laval il 6″45. Trentasei centesimi guadagnati in cinque mesi, in una disciplina che si decide sui millesimi.
Due anni fa, agli Europei di Villars, il bilancio azzurro al femminile si era fermato al bronzo di Randi; Colli era uscita dalla finale per il terzo posto dopo un errore. Il titolo continentale femminile lo vinceva Natalia Kalucka, la stessa che ora ha battuto in semifinale.
Ha raccontato di avere tenuto per quattro settimane un diario in cui scriveva ogni giorno una parola sola, «Vincerò», come se pensarlo bastasse a farlo accadere. Della caduta di Randi e della falsa partenza di Kalucka dice di avere avuto la sensazione che stesse succedendo qualcosa di magico.
L’ultima parete di Aleksandra Miroslaw
La stessa gara ha chiuso una carriera. Aleksandra Miroslaw ha vinto la finale per il bronzo contro Natalia Kalucka e ha lasciato l’Espace Mayenne fra gli applausi del pubblico.


