ArrampicataArrampicata, Placci d’argento agli Europei. Ora l’Italia fa paura

Arrampicata, Placci d’argento agli Europei. Ora l’Italia fa paura

Il podio Lead di Lavar (@federclimb)

LAVAL (FRA) – Giovanni Placci è vicecampione d’Europa della Lead. Il 25enne faentino conquista a Laval una splendida medaglia d’argento e completa un Europeo che conferma l’Italia tra le nazioni più competitive del continente.

Nella finale dell’Espace Mayenne Placci raggiunge la presa 36 e deve arrendersi soltanto allo spagnolo Alberto Ginés López, campione olimpico a Tokyo 2020 e numero uno internazionale della specialità, che arriva a 40+. Alle spalle dell’azzurro restano il francese Sam Avezou, bronzo con 33+, e soprattutto Adam Ondra, quarto a 33. Filip Schenk completa l’ottima prova italiana con il settimo posto, fermandosi a 25+.

È il risultato più importante della carriera di Placci, arrivato al termine di un percorso costruito passo dopo passo. Settimo nelle qualificazioni, entra in finale con l’ottavo e ultimo posto disponibile dopo avere raggiunto la presa 24+ in una semifinale durissima. Nell’atto conclusivo, primo degli otto finalisti a salire, cambia passo e mette immediatamente pressione a tutti gli avversari. Soltanto Ginés López riesce ad andare più in alto.

L’argento conferma anche la crescita internazionale dell’azzurro. Placci aveva già raggiunto la finale mondiale nel 2025 a Seul, chiudendo ottavo, e quest’anno era entrato per la prima volta nella finale del massimo circuito internazionale a Innsbruck. A Laval arriva il primo podio senior in un grande campionato.

Il risultato assume un peso ancora maggiore guardando all’intera spedizione italiana. Il giorno precedente Beatrice Colli aveva conquistato il titolo europeo della Speed. L’Italia lascia quindi Laval con un oro e un argento.

Il bilancio continentale del 2026, però, è ancora più significativo. Gli Europei delle diverse specialità quest’anno sono stati distribuiti su più appuntamenti e a luglio, a Barcellona, Camilla Moroni aveva conquistato il bronzo nel Boulder. Tre medaglie, quindi, nelle tre discipline che a Los Angeles 2028 assegneranno titoli olimpici separati: bronzo nel Boulder con Moroni, oro nella Speed con Colli, argento nella Lead con Placci.

Non si tratta, invece, di un ritorno dell’Italia a un bottino multiplo agli Europei. Due anni fa a Villars gli azzurri avevano vissuto una delle edizioni più ricche della propria storia, chiudendo secondi nel medagliere con cinque podi: tre ori, un argento e un bronzo. Laura Rogora vinse sia la Lead sia la combinata Boulder & Lead, Ludovico Fossali conquistò il titolo nella Speed davanti a Matteo Zurloni, mentre Giulia Randi completò il bottino con il bronzo nella Speed femminile.

È l’ultimo capitolo di una storia che viene da lontano. Nella Lead italiana uno dei primi grandi riferimenti fu Cristian Brenna, argento europeo nel 1998 e ancora secondo nel 2000. Nel Boulder arrivò poi la generazione di Christian Core, campione europeo nel 2002 e mondiale nel 2003, e di Gabriele Moroni, bronzo continentale nel 2004. Negli anni più recenti Laura Rogora ha riportato stabilmente l’Italia ai vertici della difficoltà, dall’argento europeo del 2019 ai due titoli di Villars 2024.

Parallelamente è cresciuta una scuola Speed diventata una delle più forti al mondo: Ludovico Fossali campione del mondo nel 2019, Matteo Zurloni iridato nel 2023, la doppietta Fossali-Zurloni agli Europei 2024 e ora il titolo di Beatrice Colli. A questa solidità si aggiunge il ritorno della Lead maschile sul podio con Placci.

Laval, quindi, non segna una rinascita dopo anni senza medaglie. Racconta qualcosa di probabilmente più importante: un’Italia capace ormai di essere competitiva contemporaneamente in tutte le forme dell’arrampicata sportiva. E a due anni da Los Angeles 2028 è questo il dato che pesa di più.

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