Il talento sportivo, seminario CONI 5 aprile 2011: tutte le relazioni

Si è tenuto martedì 5 aprile a Roma il seminario internazionale “Progetto Talento”: ricerca, individuazione e sviluppo. Il seminario è stato organizzato e voluto dal Dipartimento di Sport e Preparazione Olimpica del CONI in collaborazione con l’Istituto Medicina dello Sport e la Scuola dello Sport.
Si tratta forse del più serio tentativo da parte del CONI di progettare il futuro, prossimo e remoto, dello sport italiano. Qualcosa che non è stato mai fatto e che mi auguro sinceramente produca, magari solo in parte, gli effetti sperati. La base di partenza del seminario e del Progetto è forse una piccola ipocrisia, che contiene anche tanta verità, ovvero che gli scenari geopolitici sportivi sono in cambiamento e se non ci si muove per tempo lo sport italiano rischia di non essere più competitivo. La piccola ipocrisia è lasciar credere che abbiamo qualche anno di tempo e che attualmente siamo ancora nel gotha mondiale. Nella realtà abbiamo già perso posizioni rispetto a paesi più strutturati di noi, anche se dal potenziale umano ed economico inferiore, come l’Australia. Ma la sostanza c’è tutta. Bisogna investire sui giovani, sulla pratica e sulla selezione del talento, per riuscire a competere ancora, alle Olimpiadi e negli eventi internazionali.
Ogni disciplina fa storia a se, ma è vero, come ha dimostrato la relazione introduttiva del Segretario Generale del CONI, lo sport italiano paga una certa “anzianità”. Età media dei partecipanti e dei medagliati alle ultimi olimpiadi lo dimostra. Bisogna essere in grado di scommettere sui giovani, ma per farlo bisogna essere soprattutto capaci di:
– aumentare la base dei praticanti
– individuare il talento
– assecondare la crescita del talento
– metterlo in condizione di esprimere tutto il suo potenziale.
Per tutti questi motivi il seminario di ieri ha la meritoria funzione di iniziare a chiedersi come impostare il lavoro futuro, su quali elementi puntare per la definizione e l’identificazione del talento sportivo.
Se proprio devo trovare una pecca a quanto affrontato nella due giorni organizzata dal CONI (perché al seminario di martedì è seguito il workshop di mercoledì 6) è nella risultanza dei lavori.
Il talento sportivo, infatti, non è una questione genetica o soltanto ereditaria. E’ soprattutto una questione “ambientale”. Nulla di nuovo rispetto al mondo “non sportivo”, ovvero che il mix esatto di predisposizione e ambiente forma l’individuo. Per l’Italia, secondo me, una brutta notizia, visto la nostra inveterata e pessima abitudine di non permettere ai giovani di esprimersi, negandogli fiducia e responsabilità. Che tra i relatori della mattinata ci fossero soprattutto ricercatori illustri a livello mondiale di età media molto bassa è stata una piacevole sorpresa, che come tale ha mostrato pienamente l’arretratezza della nostra cultura da questo punto di vista. Siamo pronti in Italia a dare fiducia a giovani?
Antonio Ungaro
Nel pomeriggio si sono tenute l’illustrazione di alcune esperienze operative in diverse Federazioni. La Federazione Ciclistica anche in questo caso si è dimostrata all’avanguardia con il progetto Talento MTB. Di seguito il Comunicato Stampa che ne illustra gli aspetti fondamentali. Conto nei prossimi giorni di tornare sull’argomento e pubblicare gli atti completi del seminario, magari su una pagina specifica del sito.

COMUNICATO STAMPA – E’ stato presentato oggi al CONI di Roma il progetto “Sviluppo Talenti Mtb”, affidando la relazione introduttiva a Paola Pezzo. Un progetto elaborato in sinergia tra la Commissione Fuoristrada FCI, i tecnici Hibi Pallhuber e Paola Pezzo ed il CeRiSM (Centro di Ricerca “Sport, Montagna e Salute”) con l’avvallo della Federciclismo e CONI, che avrà sede a Rovereto (TN) come “Centro Federale” dove si useranno il percorso permanente del Bosco della Città, la foresteria dei nuovi impianti sportivi, i laboratori CeRiSM. Qui di seguito la relazione di Paola Pezzo.
PROGETTO SVILUPPO TALENTI MOUNTAIN BIKE – Lo sviluppo delle potenzialità di un atleta è la fase più importante del processo di identificazione di individui che possano in prospettiva essere competitivi a livello internazionale (i cosiddetti talenti). Contribuire allo sviluppo del talento significa fornire ed ottimizzare tutti quegli stimoli ambientali che consentano alle doti innate di svilupparsi ma anche di esprimersi e rendersi evidenti. Questo anche nell’ottica di conservare (o mantenere) le risorse umane a disposizione per evitare che talenti inespressi escano dal sistema sportivo (abbandono).
Per elaborare il progetto siamo partiti da alcune considerazioni ed un lavoro di squadra che ha coinvolto il Settore Fuoristrada MTB della Federazione Ciclistica Italiana, la Commissione Tutela Salute della Federazione Ciclistica Italiana ed un centro ricerche universitario (CeRiSM di Rovereto, Università di Verona) specializzato nello sport. Questa fase ha richiesto più di un anno, ma la definizione degli obbiettivi e l’elaborazione di un progetto realistico e fondato su basi solide richiede attenzione e tempo.
Il movimento giovanile nella MTB ha mostrato una tendenza alla crescita negli ultimi anni di circa il 15% all’anno. Questo ha rafforzato l’idea di concentrarsi sulla gestione dei giovani atleti più che sul loro reclutamento dato che quest’ultimo non sembrava essere un punto critico prioritario. In termini temporali, essendo un progetto talenti, sono stati posti degli obiettivi a medio e lungo termine con una fase pilota fino alle Olimpiadi di Londra 2012, ed una fase di messa a regime fino alle Olimpiadi del 2020 passando dal Brasile 2016. Essendo uno dei punti “deboli” del nostro movimento l’abilità tecnica, quest’area è stata identificata come una priorità di intervento. Basandoci sulle informazioni derivate dalla letteratura ed esperienze estere è stato quindi elaborato un progetto che fosse fattibile ma potenzialmente efficace. I presupposti scientifici possono essere riassunti in due punti: 1) importanza degli stimoli ambientali e 2) programmazione deliberata.
Il progetto Sviluppo Talenti MTB si pone quindi come l’obbiettivo di fornire, specialmente agli atleti della categoria Allievi (categoria d’ingresso), degli stimoli ambientali adatti per favorire lo sviluppo delle doti innate ed un monitoraggio costante per seguirne i cambiamenti nel tempo:
1. SUPPORTO LOGISTICO;
2. SUPPOTO TECNICO;
3. SUPPORTO SCIENTIFICO;
4. SUPPORTO SOCIALE.
L’applicazione dei supporti deve però avvenire in modo organizzato e coordinato, ovvero attraverso la “Programmazione Deliberata” che consiste nella costruzione di un percorso strutturato (e non casuale).
Un punto importante del progetto sarà la raccolta dei dati. Verranno infatti raccolte informazioni fisiologiche e funzionali utilizzando test scientificamente validi e che permettano un confronto internazionale, ma fattibili e che non portino via troppo tempo agli atleti durante i ritiri collegiali. Verranno anche raccolte informazioni sul tipo e quantità di allenamento e possibilmente sull’età biologica. Questa è una caratteristica importante del progetto perché raccogliere dati può essere relativamente facile ma il loro utilizzo può essere problematico senza le competenze necessarie.
In particolare, come fanno altre nazioni, si vuole creare una banca dati che aiuterà a capire attraverso processi statistici quali sono le caratteristiche che si possono misurare o valutare sui giovani per identificare futuri talenti.
Il progetto prevede ritiri collegiali per le categorie giovanili con particolare attenzione agli Allievi durante i quali verranno forniti tutti i supporti di cui sopra. La logistica verrà fornita dal Comune di Rovereto tramite la realizzazione di un circuito di MTB permanente, oltre che l’accesso alle strutture del CeRiSM che fornirà la superivisione scientifica al progetto, le valutazioni in laboratorio e sul campo e l’analisi ed interpretazione dei dati raccolti.
Durante i collegiali l’attenzione verrà concentrata sull’allenamento tecnico e ci saranno momenti educativi rivolti ai ragazzi e ai genitori, ai quali sarà consentito ed agevolato l’accesso ai ritiri. In questo progetto saranno coinvolti anche le società ed i loro tecnici così da non escludere componenti importanti che contribuiscono nei fatti allo sviluppo dei giovani biker.
L’ingresso al progetto non avverrà solo in relazione ai risultati, ma anche in base a scelte tecniche dello staff della nazionale di MTB, dato che i risultati non sono un buon predittore del futuro successo di un atleta e favorirebbe la maturità biologica a cui spesso è associato la miglior prestazione a livello giovanile.
I test fisiologici saranno di screening, ma non selettivi. Questo pone lo staff che segue gli atleti delle squadre Nazionali al centro delle decisioni e vede le altre strutture come supporto alle loro scelte. Questo approccio è scientificamente ed eticamente corretto non essendo ancora possibile predire il futuro competitivo dei giovani atleti. Ne consegue che l’approccio più appropriato sia supportare lo sviluppo così da consentire ai talenti di mettersi in evidenza e permettere loro di massimizzare le potenzialità.
Questa è l’essenza del progetto Sviluppo Talenti MTB.

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