Seminario internazionale CONI “Gli sport di Racchetta”

Devo essere sincero, la battuta migliore di una giornata intensa e ricca di contenuti è stata di Raffarele Pagnozzi, Segretario Generale del CONI e, se dobbiamo dare credito ai rumors del CONI, futuro Presidente: “Mancano i soldi e proprio per questo dobbiamo investire sulle idee…”. Questo è stato forse il modo migliore per sintetizzare un seminario di studio sugli sport di racchetta che si è celebrato nel Salone d’Onore del CONI il 29 novembre.
Ad aprire i lavori tutto lo stato maggiore della massima istituzione sportiva italiana. Il presidente Petrucci si è detto orgoglio e contento che, in vista delle Olimpiadi di Londra, lo sport italiano continui ad interrogarsi, aggiornare e crescere. In un momento di crisi e contrazione delle risorse bisogna avere il coraggio di giocare in “contropiede” e lavorare per raccogliere il massimo dalle prossimo Olimpiadi.
Il segretario CONI Pagnozzi si è mosso sulla stessa lunghezza d’onda di Petrucci, ha salutato le FSN e DSA che si sono impegnate per rendere questo seminario valido dal punto di vista scientifico. Ricci Bitti si è soffermato soprattutto sul suo sport, il tennis, augurandosi una medaglia per l’appuntamento londinese. Gli ha fatto da sponda Rossana Ciuffetti, della Preparazione Olimpica, che ha praticamente posto una pietra tombale sulle discipline di racchetta “minori”, come il tennistavolo e il badminton, in previsione Londra 2012. Per loro è verosimile credere soltanto in un’onorevole partecipazione, mentre qualche legittima speranza la culliamo con il doppio misto e femminile di tennis. Sarebbe un bel segnale per un settore, quello che lega diverse Federazione, oggettivamente in crisi di risultati e identità.
Infatti se esiste qualche flebile speranza di medaglia nel tennis, è anche giusto ricordare che proprio in questa disciplina siamo ancora alla ricerca di una scuola in grado di produrre tennisti in grado di figurare stabilmente tra i protagonisti. Questo discorso può anche apparire in controtendenza, in un momento in cui la Schiavone è all’apice della sua carriera e in Coppa Davis siamo riusciti finalmente ad emergere dalla palude della Serie B. Eppure questi successi mi sembrano più frutto di un buon lavoro di organizzazione e finalizzazione delle (poche) risorse umane in nostro possesso che frutto di una scuola o di un metodo. Insomma la Schiavone rischia di tornare nell’anonimato da cui è emersa solo 2 anni fa, mentre attendiamo il futuro per dire se in Coppa è vera gloria.
D’altra parte la Federazione tennis è una delle poche che può vantare un budget di tutto rilievo, frutto soprattutto dei diritti televisivi degli Internazionali d’Italia che, onore al merito, è riuscita a rilanciare in modo permanente. Queste risorse, però, non sembrano ancora in grado di allevare talenti capaci di raccogliere il testimone degli attuali. Insomma il futuro, al di là di Londra, non mi sembra roseo.
Ben venga, per questo, il seminario di cui potete trovare gli abstract di tutti gli interventi. Alcuni dei quali illuminanti per rigore scientifico e capacità di sintesi. Mi auguro che possano contribuire a produrre qualche campione in futuro o quanto meno aprire un dibattito in società e circoli sportivi circa le più corrette metodiche di allenamento.
Antonio Ungaro

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