Seminario Internazionale – L’allenamento nell’età evolutiva, il CONI guarda al futuro

Seminario Internazionale – L’allenamento nell’età evolutiva, il CONI guarda al futuro
A distanza di oltre un anno dal seminario internazionale sul talento sportivo, il 12 giugno si è celebrato, sempre a Roma e sempre presso il Salone d’Onore del CONI, il seminario internazionale “L’allenamento nell’età evolutiva”, anche in questo caso voluto e realizzato dal Dipartimento di Sport e Preparazione Olimpica del CONI in collaborazione con l’Istituto Medicina dello Sport e la Scuola dello Sport.

Le parole ottimistiche che usai allora per descrivere forse lo sforzo scientifico più autorevole realizzato in Italia per l’identificazione del talento sportivo sono ancora valide e questo secondo seminario ha raccolto gli argomenti lasciati in sospesi nell’aprile del 2011.
Dal punto di vista della cronaca bisogna dire che il successo dell’iniziativa è stato anche maggiore del primo. Presenti numerosi presidenti di Federazioni oltreché diversi dirigenti internazionali, a cominciare dal presidente del Comitato organizzatore dei prossimi Giochi del Mediterraneo, Amar Addadi. Il seminario, inoltre, ha offerto l’occasione per la firma di un protocollo operativo tra il CONI, il Comitato Olimpico Libico e lo stesso Comitato organizzatore. Un riflesso, anche se lontano ma forse per questo più ponderato, della primavera araba e del rinnovato spirito democratico che anima il Maghreb. Abbiamo anche notato nella prima fila il membro CIO Mario Pescante. Quando gli aspetti protocollari hanno lasciato spazio ai lavori la sostanza di questa giornata è emersa pienamente.
Nel suo intervento di introduzione, dopo i saluti di Petrucci e Addadi, il segretario generale del CONI Pagnozzi ha parlato più da presidente del CONI in pectore che da primo dirigente, indicando linee guida per favorire il ricambio generazionale che sono anche linee politiche. La sintesi completa della relazione, come degli altri interventi, la potete scaricare in calce. Dell’intervento di Pagnozzi (che se non fosse stato esposto con la poca enfasi propria del personaggio avrebbe riscosso sicuramente maggior applausi) meritano di essere ricordati i passaggi salienti. La crisi dell’Europa in qualche modo si ripercuote anche nello sport. Nelle ultime Olimpiadi le nazioni che hanno vinto almeno una medaglia sono aumentate, superando il 50% di quelle partecipanti. Uno spostamento degli equilibri a scapito dell’Europa e dei paesi che fino a pochi decenni addietro erano leader. In questo panorama di maggiore competitività, favorire il ricambio generazionale e soprattutto la valorizzazione dei giovani diventa una priorità. Per farlo Pagnozzi ha indicato alcuni elementi chiave: creazione di tecnici nazionali specificatamente dedicati ai giovani, allocazione di budget specifici per l’attività giovanile federale, la creazione di un database che permetta lo scambio di informazioni e di eventuali talenti e, soprattutto, udite, udite, modificare l’attuale legge sul riconoscimento della nazionalità. Pagnozzi individua come parte del successo di diversi sistemi sportivi (come la Germania) la capacità di coinvolgere i figli di immigrati, nella sostanza apolidi per quanto riguarda l’attività sportiva. Il Segretario generale non dice esplicitamente che lo “ius soli” possa essere la panacea di tutti i problemi (anche se in qualche passaggio lo lascia capire), ma invita la politica a ripensare l’attuale legge perché il nostro Paese, nello Sport come in altri campi, ha bisogno anche del talento dei figli degli immigrati. Complimenti per il coraggio!
Di interventi politici, bisogna dire, alla fine della mattinata ce ne sono stati altri, anche se mascherati da relazioni scientifiche e senza alcun intenzione da parte degli intervenuti.
Il direttore Sport e Preparazione Olimpica Rossana Ciuffetti ha ricordato che “educare allo sport non vuol dire cercare campioni, ma sviluppare programma di crescita che tenga in considerazione sia la crescita sportiva che quella personale” e che questo è possibile allargando la base dei praticanti e curando la qualità degli insegnanti. Nel suo intervento la Ciuffetti ha analizzato i modelli sportivi degli altri paesi, soffermandosi (come Pagnozzi) sul modello tedesco. La conclusione è che pur non esistendo un sistema migliore di altri esistono degli elementi comuni ricorrenti, che assicurano la validità di un processo formativo.
Sono poi intervenuti diversi autorevoli relatori. Mi piace soffermarmi su quanto illustrato da Matthieu Lenoir riguardo lo sviluppo della tecnica. Per il prof. Lenoir esiste un valore, il coordinamento, che permette, sin da piccoli, di verificare il potenziale di un soggetto. In base alla capacità di coordinamento (misurabile con un test) si può prevedere con una certa approssimazione le potenzialità sportive. La coordinazione non dipende dall’allenamento e non cambia con l’età. E’ un prerequisito presente in ciascuno di noi. Su cui però si può intervenire dai 4 ai 6 anni, età nelle quale si acquisisce questa capacità. Dopo non si può fare nulla. Sarebbe bene che si facesse attività sportiva negli asili. Per il nostro paese impegnato ancora a portare un po’ di sport alle elementari è un bel colpo.
Come dire: lasciate perdere che è meglio!
Antonio Ungaro

Gli interventi

Raffaele Pagnozzi (Segretario Generale CONI) – Il ricambio generazionale: presupposti e prospettive
Rossana Ciuffetti (Direttore Sport e Preparazione Olimpica) – Il progetto talento
Renato Manno (Metodologo dell’allenamento, Istituto di Medicina e Scienza dello Sport, CONI) – Il database per la gestione dell’attività giovanile
John Morris (Institute of Youth Sport School of Sport, Exercise and Health Sciences Loughborough University) – Crescita, maturazione e performance nei giovani sportivi
Claudio Robazza (Facoltà di Scienze Motorie Università di Chieti) – Le fasi psico-sociali della crescita: gli obiettivi dell’allenamento)
Matthieu Lenoir (Department of Movement and Sports Sciences, Ghent University) – Lo sviluppo della tecnica
David Behm (Memorial University of Newfoundland St. John’s, Canada) – Allenamento di base ed avanzato per lo sviluppo della forza nei bambini e nei ragazzi
Allenamento della forza per il controllo della stabilità
Alan Barker (Children’s Healt and Exercise Research Centre, University of Exeter, UK) – L’allenamento dell’endurance
Franco M. Impellizzeri (Schulthess Clinic, Zurigo, Svizzera) – Metodologia della valutazione funzionale: cosa, come, quando, perché?
Il progetto Trentino