Tennis – Intervista al presidente Binaghi (ottobre 2008)

“La crisi finanziaria ed economica a cui stiamo assistendo ha cambiato le carte in tavola. Gli scenari, anche per lo sport, di solo due mesi fa non sono più gli stessi. Quello che ci aspetta è ancora presto per dirlo” esordisce con un tono amaro Angelo Binaghi, presidente, anzi presidentissimo (vista la seconda conferma consecutiva, avvenuta a Verona con una maggioranza di oltre il 90%) del tennis italiano. L’uomo, per intenderci, che in otto anni di presidenza è riuscito a rendere meno litigiosa e divisa una Federazione puntando soprattutto: “…sulla valorizzazione degli asset di maggior valore, ovvero gli Internazionali d’Italia e i Centri estivi”.
– Va bene la crisi finanziaria ed economica in atto, ma una rielezione plebiscitaria dovrebbe in qualche modo renderla più ottimista sul futuro?
“Le sfide che ci attendono sono impegnative: la crisi si può ripercuotere sulle nostre attività, a cominciare dai tagli annunciati, il prossimo anno, dei contributi CONI, oltre che sulle iniziative che stiamo per varare proprio in questi giorni. La più importante delle quali è SuperTennis, la televisione del tennis.”
Il presidente Binaghi ha molta voglia di parlare di quello che si annuncia come una delle sfide più impegnative della sua presidenza: far nascere un canale dedicato interamente al tennis. “Non credo esistano altre federazioni al mondo che possano vantare la proprietà di una televisione. Sono sicuro, invece, che siamo in assoluto i primi a creare una tv interamente dedicata a questo sport.”

– Dal punto di vista di una federazione costretta, come ha ricordato anche lei all’inizio, a dover far i conti con le esigue risorse, si tratta di un’idea rivoluzionaria. Il tennis è stato uno dei primi sport a transitare sulla tv a pagamento, ai tempi di Tele+. Questo significa che ha (o almeno aveva) un seguito in grado di fare business. Ancor oggi la maggior parte dell’offerta televisiva di questo sport è a pagamento. Come mai la Federazione ha deciso di entrare in questo settore?
“Proprio perché negli ultimi venti anni il nostro sport ha subito di una lenta scomparsa al grande pubblico. Abbiamo deciso di riportare il tennis a tutti, facendo una televisione gratuita che parla del nostro sport. Ci auguriamo che, per emulazione o solo per questioni di quote di mercato, i player con i quali ci troveremo a competere si adeguino alla nostra offerta, fornendo a loro volta maggior tennis nei loro palinsesti.”
– Attualmente l’offerta televisiva di tennis è ridotta, per quanto riguarda l’analogico, soltanto alla Coppa Davis – Fed Cup, sulla RAI, e agli Internazionali, su Italia 1. Invece per quanto riguarda il satellite, Sky Sport e Eurosport coprono i tornei più importanti. Come vi relazionerete con loro; diventeranno vostri concorrenti?
“No. Lo scopo della nostra televisione è quello di stimolare le altre ad offrire maggior spazio al tennis, oltre logicamente a quello di dare visibilità a realtà che interessano la Federazione. Per esempio, in occasione degli Internazionali d’Italia la nostra tv trasmetterà 10 ore al giorno ciò che le altre emittenti non trasmettono, completando così l’informazione sull’avvenimento.
Il palinsesto prevede TG sportivi, talk show, approfondimenti, maggiore attenzione per le manifestazioni di prima fascia del calendario nazionale, didattica, programmi per bambini e ultimo, ma non meno importante, un passato da valorizzare. Stiamo inoltre trattando i diritti per la trasmissione di tornei non trasmessi dalle attuali reti, come per esempio quello di Bangkok e Basilea, tornei, detto per inciso, in cui partecipano gli italiani ed in alcuni casi in cui sono protagonisti.”

– SuperTennis potrà giovarsi del traino di qualche volto noto?
“Abbiamo chiuso accordi con Caputi, Pietrangeli, Lea Pericoli, solo per citare nomi conosciuti non solo nell’ambito tennistico…”
– Qual è la sostenibilità economica del progetto?
“Ci siamo dati tre anni di tempo. Alla fine del triennio la tv dovrebbe autosostenersi, logicamente soprattutto con gli introiti pubblicitari.”
– Per la raccolta pubblicitaria vi appoggiate a qualche concessionaria?
“Attualmente stiamo provvedendo noi direttamente. E’ nostra intenzione, una volta sondato il mercato e dato un valore allo stesso, affidarci a qualche struttura in grado soprattutto di portarci l’extrasettore. Devo dire che i primi contatti avuti con aziende di settore ci hanno dato una risposta confortante.”
Una televisione non è cosa da poco, per questo la Federazione si è fornita di partner tecnici all’altezza: Digicast (gruppo RCS), Telespazio (per gli aspetti legati al satellite) e Rai Trade, che ha curato anche e soprattutto l’organizzazione tecnica. Come ha ammesso candidamente l’ing. Carlo Ignazio Fantola, responsabile del progetto per la FIT: “di aspetti organizzativi legati ad una tv ne sappiamo veramente poco. Rai Trade in questo senso ci ha fornito un supporto irrinunciabile.”
Il futuro della Federazione non è soltanto la televisione. Per quanto tutte le energie siano concertate sulla nascita di SuperTennis (la presentazione è avvenuta il 7 novembre presso il Salone d’Onore del Coni, al cospetto del presidente del Coni Petrucci), non si può non chiedere al Presidente una parola sugli Internazionali d’Italia, sul paventato rischio che lascino Roma e sui lavori del centrale del tennis.
“La notizia di qualche settimana fa che presentava il rischio di trovare un’altra sede per gli Internazionali era legata ad eventuali problemi nella ristrutturazione del Centrale. Questo rischio è ormai superato, visto che non c’è alcun interesse da parte nostra e da parte dell’Amministrazione di Roma che ciò accada.”
Nei giorni scorsi il progetto di ristrutturazione è stato rimodulato, andando incontro alle esigenze di minor impatto sulle strutture esistenti, fermo restando le caratteristiche fondamentali del campo, ovvero 10.500 posti e spazi per le diverse iniziative. Dopo questa revisione è stata realizzata una Conferenza dei Servizi con l’Amministrazione per dare nuovamente il via ai lavori che dovrebbero concludersi entro il 2009.
– Lei deve molto del suo consenso a quanto realizzato con gli Internazionali d’Italia. Tanto è stato fatto, ma quali obiettivi si può ancora prefiggere questo appuntamento?
“Quando ho preso la Federazione, gli Internazionali d’Italia erano in perdita di circa 4 milioni di euro a edizione. Adesso è una voce importante del nostro bilancio e tutti gli indicatori (diritti televisivi, seguito, sponsor, spettatori) sono in crescita. Non ci fermiamo. Se tutto va come dovrebbe entro due anni Roma diventerà un “combined event”, ovvero la disputa del torneo maschile e femminile insieme, in dieci giorni, al pari dei tornei di Madrid, Indian Wells e Key Biscayne.”
Questo dovrebbe aumentare il valore complessivo del torneo, diminuendo le giornate di basso appeal (di solito i primi giorni del torneo femminile), concentrando quello che attualmente accade in 2 settimane (1 per le donne e 1 per gli uomini) in dieci giorni.
Un’ultima domanda; non può che riguardare lo stato del tennis italiano. Prima che Binaghi salisse al vertice della Federazione, il movimento si era distinto per un’alta litigiosità. Un piccolo miracolo, in questo senso, il Presidente l’ha già realizzando, diminuendo (se non azzerando) le contestazioni all’interno della FIT. Tutti hanno la convinzione di remare nella stessa direzione, sentendosi parte di un progetto condiviso. Restano le polemiche sugli scarsi risultati del tennis italiano. Perché?
“I numeri ci dicono che crescono i tesserati, soprattutto tra i giovani. Il livello organizzativo è ottimale, sia per qualità che quantità (siamo il secondo paese al mondo dopo gli USA per numero di tornei organizzati). Il nostro settore femminile non è mai stato così forte. Abbiamo vinto la Fed Cup nel 2006 e siamo giunti secondi nel 2007. Abbiamo un gran numero di atlete tra le prime cento, la Schiavone è arrivata fino all’11° posto del ranking internazionale, mentre Flavia Pennetta è attualmente a ridosso delle Top 10. E’ vero, tra gli uomini ci manca il campione, ma quello che è nei compiti di una federazione sportiva lo stiamo facendo, ovvero far crescere il movimento di vertice nel suo complesso. Così possiamo vantare cinque atleti tra i primi 100 del ranking internazionale e, soprattutto, abbiamo la consapevolezza che non stiamo disperdendo i talenti dei più giovani.”

La crescita dei tesserati alla Federazione negli ultimi anni – fonte FIT

Il tennis in Italia, pratica e manifestazioni

– Da cosa nasce questa consapevolezza?
“La Federazione in questi anni si è impegnata per ristrutturare il Settore tecnico e realizzare un Centro nazionale che valorizza i ragazzi senza sradicarli dalla realtà di provenienza. Il lavoro sta dando i suoi frutti: Fognini (21 anni), Bolelli (23) e Seppi (24) sono prodotti del Centro federale, così come Matteo Trevisan e Thomas Fabbiano, classe 1989, che sono appena passati di categoria dopo aver fatto grandi cose tra gli juniores.”
Il futuro, a dispetto della crisi, fa meno paura.
A.U.

Questa intervista, realizzata ad ottobre del 2008 per il Sole 24 Ore Sport e mai pubblicata è per certi versi ancora valida e per altri sicuramente datata. Proprio nel post di qualche giorno fa facevo riferimento allo stadio del tennis, brutto ed ancora in via di realizzazione. Binaghi era convinto che si sarebbe concluso nel 2009. Sarà fortunato se riuscirà a farci gli Internazionali d’Italia di quest’anno. Dubito che ci riesca.

Supertennis era la scommessa del momento. A distanza di oltre un anno non ho elementi per dire se è stata vinta oppure no. All’inizio era solo su Sky, dopo qualche tempo è passata anche sul DTT. Non saprei dire come è andata. Personalmente ogni tanto mi capita di finirci sopra con il telecomando. Guardo distrattamente per pochi secondi e poi giro. Noiosa, con filmati vecchi e insignificanti. Se Sky Sport 2, che trasmette anche tennis, riesce a malapena a sollevarsi da un misero 0 (zero) negli ascolti, mi posso immaginare SuperTennis.

Binaghi da parte sua è sempre saldo in Federazione. Lo merita, se non altro perchè giovane, determinato e gran motivatore. E’ vero che in Federazione si ha la sensazione di remare tutti dalla stessa parte, nonostante qualche polemica, che nel tennis non fa mai male, e pochi risultati (con gli uomini, perchè le donne sono un’altra cosa). Basta? A guardare i bilanci pare di si.

AU