Artistica: bene la Ugrin ai Giochi Europei Baku 2015

Il trio azzurro maschile parte con il freno a mano tirato. L’Italia femminile cade e si rialza. Ugrin in finale alle parallele.

Artistica: bene la Ugrin ai Giochi Europei Baku 2015

Il primo giorno dell’Italia di Ginnastica ai Giochi Europei Baku 2015 è in chiaro-scuro, con alcuni risultati interessanti e la possibilità, domani, di recuperare.
L’Italia maschile inizia al cavallo con maniglie, nella seconda delle cinque suddivisioni, insieme alla Grecia di Maras e Petrounias. Nicola Bartolini, apripista azzurro, cade due volte dall’attrezzo e ottiene appena 9.933 punti (D. 4.900 – E. 5.033).
La formula prevede la possibilità di scartare il punteggio più basso dei tre ginnasti in gara e così l’errore del giovane cagliaritano non entra nel totale di squadra. Totale all’attrezzo di 25.733 scaturito dal 13.333 (D. 5.500 – E. 7.833) dello specialista Tommaso De Vecchis e dal 12.400 (D. 4.600 – E. 7.800) di un Andrea Cingolani costretto a giocare in difesa per recuperare la falsa partenza di Bartolini. Il maceratese si trova senz’altro più a suo agio nella seconda rotazione, quando agli anelli, una dei suoi attrezzi di punta, ottiene un discreto 13.700 (D. 6.600 – E. 7.100). Ancora in difficoltà il 19enne sardo, che, pur stoppando molto bene l’arrivo, non va oltre un misero 11.066 (D. 3.900 – E. 7.166). Con il 13.300 (5.400 – 7.900) di De Vecchis l’Italia mette insieme altri 27 punti e sale a 52.733.
Nell’ultimo giro di questa prima metà del Concorso di qualificazione individuale, valido però anche come finale a squadre, Nicola Bartolini, frenato dall’emozione e non ancora al top della condizione fisica, conclude con un 14.066 al corpo libero (D. 5.600 – E. 8.466) – parziale più vicino alle sue potenzialità – mentre De Vecchis con 14.300 (D. 5.700 – E. 8.600) e Cingolani con 14.466 (D. 6.500 – E. 7.966) portano alla Nazionale guidata da Paolo Pedrotti e Serguei Oudalov il totale di 28.766. L’Italia, quindi, chiude con un 80.499 complessivo, leggermente al di sotto delle aspettative. Domani si riparte dal volteggio, dove Andrea e Nicola potranno senz’altro dire la loro, anche a livello individuale, e poi da parallela e sbarra, gli attrezzi di Tommaso.
Tra le donne, nel pomeriggio, assegnati
 due soli attrezzi, metà programma, per le tre ginnaste dell’Italdonne. Al termine dei sei esercizi le azzurre guidate da Mauro Di Rienzo e Diego Pecar mettono insieme 55.198 punti. Inserita nella sesta delle otto suddivisioni femminili la Nazionale Italiana di Artistica parte al volteggio con la più esperta delle sue atlete, Giorgia Campana, l’unica del gruppo ad aver preso parte ai Giochi di Londra. La ventenne romana rompe il ghiaccio con un 13.833 (D. 5.000 – E. 8.833) seguita dalla triestina Tea Ugrin, al primo appuntamento importante dopo l’infortunio al tendine. La campionessa italiana 2013 fa leggermente meglio con 13.900 (D. 5.000 – E. 8.900). Ma delle tre è Alessia Leolini la specialista sui 25 metri e infatti, dopo il primo salto da 14.166 (D. 5.400 – E. 8.766) la toscana tenta il secondo per la finale a sei – non a 8 come di consueto nelle gare internazionali, altra novità di questa “strana” edizione degli European Games che ha fatto gareggiare insieme maschi e femmine, spalmandone il programma su due giornate.
Purtroppo la rondata salto teso con mezzo giro finisce abbondante e il conseguente 12.233 (D. 4.900 – E. 7.633) abbassa la media della diciassettenne di Montevarchi a 13.199. Troppo poco per centrare la final six!
L’Italia completa la prima rotazione con il punteggio complessivo di 28.066 e si sposta sulla parallela asimmetrica. Tocca proprio alla stellina della Ginnica Giglio, ancora delusa per l’errore al volteggio, ricominciare sugli staggi. Forte dell’esperienza accumulata ai Mondiali di Anversa nel 2013 la Leolini con 13.366  (D. 5.700 – E. 7.666) sembra voler dare la scossa. La Ugrin, argento juniores a squadre nel 2012 a Bruxelles, risponde con un 13.766 (D. 5.900 – E. 7.866). Sembra un crescendo rossiniano, ma le aspettative azzurre si infrangono sul Tarzan mancato dalla Campana. Il Caporal maggiore dell’Esercito tenta un recupero sulla kippe dopo uno jaeger un po’ lungo e si ferma in verticale sullo staggio, senza riuscire a proseguire. Il conseguente 12.766 (E. 5.700 – E. 7.066) rimane fuori dal parziale di squadra, che si fissa così sul 27.132 totalizzato dalle compagne.
A livello individuale la Ugrin festeggia l’ammissione nel sestetto delle grandi paralleliste che rivedremo in gara sabato 20. Domani, invece, l’attenzione si sposta su trave e corpo libero, in diretta su Sky Sport dalle 11,30 alle 16,30. Nell’All-around, seppur dimezzato, si intravede già lo strapotere russo con, al comando, il terzetto composto da Aliya Mustafina, Victoria Komova e Seda Tutkhalyan. Peccato che nella sfida tra le migliori 18 (non 24!) del Concorso Generale ne entri solo una per nazione. La migliore delle nostre al momento è sempre la piccola Tea Ugrin – decima alla pari con Charlie Fellows a quota 27.666 – guarda caso la più “russa”, come caratteristiche fisiche e tecniche, delle ginnaste italiane.    

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