Aryna Sabalenka ha vinto il Mutua Madrid Open superando Coco Gauff in due set con il punteggio di 6-3, 7-6. Si tratta del terzo successo nel 2025 per la bielorussa dopo la vittoria di Brisbane e Miami. Con questo risultato si conferma sempre più n. 1 del ranking WTA. I numeri sono importanti: lunedì diventerà la terza donna nella storia di questo sport ad accumulare più di 11.000 punti e avrà circa 4000 punti di vantaggio sulla seconda, la polacca Šwiatek. Un distacco che potrebbe aumentare visto che Iga ha vinto, lo scorso anno, Roma e Parigi; nel complesso 3000 punti da difendere. Si può dire che la Sabalenka ha un distacco ‘alla Sinner’, che la mette al riparo anche da eventuali cali nella seconda parte della stagione.
Per comprendere bene il peso che la giocatrice può ricoprire nella storia di questo sport, wtatennis.com ha ricordato come solo quattro tenniste, in 40 anni di attività, hanno vinto le loro prime sei partite contro giocatrici della top 10 in due set. Un elemento forse poco considerato, ma che rivela il distacco della prima rispetto alle altre. I nomi sono di quelli importanti: Martina Navratilova (1986), Steffi Graf (1994, 1995 e 1996) e Serena Williams (2014). Quest’anno è toccato alla bielorussa. Quando glielo fanno notare chiosa: “Queste giocatrici hanno vinto così tanto e io le ammiro. Essere messa sullo stesso livello è incredibile e motivo di orgoglio.”
La verità, però, è che Aryna è meno imbattibile di quanto questi numeri lasciando intendere. Su quattro finali (Australia, Miami, Stoccarda e Madrid) la 26enne di Minsk ne ha vinte due, perdendo in modo abbastanza netto le altre due. Quella che sicuramente fa più male è la sconfitta in Australia. Sempre nella stessa occasione ha dichiarato: “Sì, onestamente, quella finale è stata la più dura. Ho fatto davvero fatica ad accettare quella sconfitta. A febbraio ho cercato di capire la mia strada, poi mi sono sentita davvero arrabbiata. Una rabbia positiva. Credo che la finale degli Australian Open mi abbia spinta a impegnarmi ancora di più.”
Crediamo che il vero divario rispetto alla concorrenza nasca soprattutto dall’incredibile crisi nella quale da tempo appare sprofondata Iga Šwiatek. La polacca nel 2024 è stata la regina incontrastata della prima parte della stagione. Ad agosto, però, si iniziano a vedere i primi segnali di qualcosa che non funziona: perde in semifinale alle Olimpiadi, contro la cinese Zheng (ma comunque riesce a vincere il bronzo). A settembre, per un test fallito, viene fermata un mese. Torna a novembre, ma non può difendere la testa del ranking. Da allora non riesce più a dare continuità ai risultati. La sua assenza nelle finali di questa prima parte della stagione è la causa della contemporanea incredibile ascesa di Aryna Sabalenka la quale adesso legittimamente guarda con fiducia a Roma e, soprattutto, a Parigi. Riuscirà a vincere il suo primo slam del 2025?
Da tifosi italiani ci auguriamo che Jasmine Paolini, finalista lo scorso anno sia a Parigi che a Wimbledon, ritrovi presto il tocco magico e l’affiatamento con il suo nuovo allenatore, perché il distacco dalla prima, rispetto alla Swiatek dello scorso anno, ci sembra onestamente minore.

