Aschieri: “Bene nel Kata, ci confermiamo nazionale leader”

Aschieri: “Bene nel Kata, ci confermiamo nazionale leader”
Europei Karate Tampere 2014

La compagine azzurra impegnata a Tampere ripresa con il DT professor Pierluigi Aschieri (alla sua sin. i tecnici nazionali Luca Valdesi e Roberta Sodero).

Dopo un Europeo di Karate trionfale per i nostri colori, è doveroso raccogliere le impressioni della “mente” tecnica e metodologica che è dietro i successi colti dagli azzurri in tutti i campi di gara internazionali da tanti anni a questa parte: il professor Pierluigi Aschieri, DT della nazionale di karate della Fijlkam. “ A questo evento – ci dice, appena rientrato in Italia – si è assistito ad un’ulteriore crescita dei paesi dell’ Est europeo: i loro atleti sono molto attrezzati per il combattimento, sono metodologicamente sostenuti da un lavoro particolarmente efficace, hanno una vera e propria “cultura” diversa del confronto di gara…cercano la corta distanza, il contatto fisico utile per le proiezioni, che valgono ippon (3 punti), e spesso riescono a concludere. In evidenza i rappresentanti turchi e soprattutto quelli dell’ Azeibarjan, combattenti semplicemente straordinari. I nostri azzurri da parte loro hanno dato prova di un’ottima condizione fisica, il lavoro preparatorio è stato impegnativo, intenso e teso a valorizzare soprattutto la padronanza degli elementi di base. Si è presentata la grande novità delle due telecamere installate sul quadrato di gara, per riconsiderare le azioni in caso di ricorso. C’è stata una significativa percentuale di verdetti modificati grazie a tale strumento, che considero importante per il tecnico e l’atleta ai fini di garantire una maggior trasparenza e giustizia nei verdetti arbitrali. Del resto è uno strumento già utilizzato positivamente nella lotta olimpica: per il karate sono necessari aggiustamenti, le azioni sono velocissime, si effettuano speso nell’arco di due decimi di secondo, e non si può incolpare l’arbitro di incapacità se qualcosa in una situazione così caratterizzata può sfuggirgli; d’altra parte, la diffusione di tale strumento dovrà necessariamente portare, per effetto della video analisi, a precisazioni e rifiniture interpretative sui regolamenti di gara.
Bene gli azzurri nel kata, settore dove abbiamo una consolidata cultura ed una tradizione di eccellenza: la squadra maschile ha pagato in finale un errore da parte di uno dei componenti, c’è bisogno di una maggior omogeneizzazione; molto bene la squadra femminile, lanciatissima verso il titolo, che ha trovato però una Spagna in stato di grazia, molto ben attrezzata, ed in vista del Mondiale dovremo sicuramente fare delle opportune riflessioni. Busà e Cardin hanno rappresentato un’autentica certezza, la loro condotta di gara è stata eccellente; molti degli altri azzurri erano dei veri e propri debuttanti, hanno pagato lo scotto dell’inesperienza ma tutti hanno compiuto fino in fondo il loro dovere e da questo punto di vista sono soddisfatto. Si è molto discusso delle prossime mete per il nostro sport e l’attenzione si è rivolta da parte di tutti ai Giochi olimpici europei di Baku, in svolgimento nel 2015. La federazione mondiale propone, sembra, la formula agonistica dei Combat games ma l’ultima parola spetterà al Cio: speriamo non si affermino, a seguito di una mera interpretazione del karate come sport di combattimento, linee di riserva sul kata, che nel programma dei Giochi del Mediterraneo, ad esempio, non è previsto. Concludo con un altro aspetto interessante. Al congresso svoltosi in concomitanza con l’ Europeo, il presidente mondiale, lo spagnolo Espinos, ha messo l’accento sulla “open doors policy” (politica delle porte aperte) un fermo invito a superare le divisioni, oramai stantie, tra karate tradizionale e non tradizionale, ed a riunificarsi. Un messaggio importantissimo, di cui ho ragione di credere siamo stati come italiani i precursori con l’accordo concluso con la FIKTA presieduta da Gabriele Achilli, un’esperienza che giudico più che positiva. Se il karate riuscirà a livello mondiale a riunirsi sotto un’unica bandiera, diventerà senz’altro un movimento sportivo imponente, di cui non si potrà non tenere conto. La frammentazione delle forze poteva forse giustificarsi quando non si era ancora maturata la “vision” olimpica della disciplina: i tempi sono oramai maturi, ed il messaggio è giunto forte e chiaro, perché tante situazioni sterili del passato siano completamente e definitivamente superate!…”
Leandro Spadari

Medagliere Campionati Europei Karate 2014

Il medagliere dei Campionati Europei di Karate Tampere 2014


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